Il governo ha inserito nel Documento programmatico di bilancio un ridimensionamento della tassa. Si riduce il divario tra l'Italia e il resto dell'Europa

Tampon tax nel Documento programmatico di bilancio

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Nel documento programmatico di bilancio arrivano le novità sulla discussa tampon tax. La nota finale, stilata da Palazzo Chigi, dopo che il Cdm ha approvato il documento programmatico di Bilancio, chiarisce che, tra i provvedimenti, c'è anche «il taglio dal 22% al 10% dell'Iva su prodotti assorbenti per l'igiene femminile».

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Una richiesta da anni portata avanti sui movimenti femministi che adesso finalmente prende luce col governo Draghi che, nella prossima legge di Bilancio, prevede di abbassare l'aliquota dell'Iva oggi piena al 22% al 10%.

Tampon tax, l'iter partito nel 2016

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A parlare della tassa sugli assorbenti in aula (anzi a tentare di farlo) nel 2016 fu Giuseppe Civati con la proposta di abbassare l'Iva sugli assorbenti dal 22 al 4%. Nessuna risposta arrivò. Ci sono 5 anni per far entrare gli assorbenti nella legge di Bilancio. A commentare la novità ci pensa chi ha combattuto per questa idea negli anni, Silvia De Dea, una delle sette fondatrici dell'associazione Onda Rosa, riuscita a portare a 650mila firme la petizione per la rimozione della tassa. «Non ce l'aspettavamo - afferma - siamo molto felici perché cinque anni fa questa era considerata dalla politica una questione imbarazzante. Nel 2021 non è più così e oggi addirittura più partiti cercano di intestarsi la vittoria. Vuol dire che è diventata una battaglia pubblica e parlare di mestruazioni non è più una vergogna».

Tampon tax, si accorcia il divario col resto dell'Europa

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Ogni confezione da 14 pezzi costa circa 4-5 euro e per due scatole al mese, costi che arrivano fino a 126 euro in un anno, di cui 23 solo di Iva. Grazie al taglio dell'Iva che arriva al 50% il risparmio medio per ogni donna si aggira intorno ai 10 euro. L'Italia attualmente vanta il triste primato del costo gli assorbenti tra i più alti in Europa: nel Regno Unito l'Iva è al 5%, in Francia al 5,5, in Germania dal 2019 è al 7%. La tampon tax italiana attualmente compete con Ungheria (27%), Danimarca, Svezia e Norvegia (25%).


Foto: 123rf.com
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