Presentata interrogazione parlamentare alla ministra Cartabia in relazione alle funzioni di vigilanza sul CNF, per via della mancata informazione agli ordini circa la novità introdotta dal decreto semplificazioni 2021
puzzle con tessere mancata informazione e gap

Interrogazione alla Cartabia sulle funzioni di vigilanza sul CNF

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Nei giorni scorsi, un gruppo di parlamentari aderente al referendum Eutanasia Legale ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo alla Ministra Cartabia quali iniziative intenda mettere in campo affinché gli ordini forensi si attivino per comunicare agli avvocati iscritti la novità legislativa in tema di autenticazioni, per garantire il pieno rispetto dell'articolo 75 della Costituzione.

Infatti, il primo Decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020) ha esteso agli avvocati la competenza ad autenticare le sottoscrizioni previste dalla legge nei procedimenti elettorali. L'articolo 14 della legge 53/1990 oggi include anche gli avvocati iscritti all'albo che abbiano comunicato, via pec, la loro disponibilità all'Ordine degli Avvocati di appartenenza.

Il Referendum Eutanasia Legale

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Il 20 Aprile scorso l'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica, insieme ad altre organizzazioni, ha depositato presso la Corte di Cassazione il quesito referendario che abroga parte dell'art. 579 c.p. (G.U. del 21.04.2021) per legalizzare l'eutanasia nel nostro paese.

La legge n. 352/1970 sui referendum costituzionali prevede che le 500mila firme necessarie per poter indire un referendum abrogativo debbano essere depositate in Cassazione entro e non oltre il 30 settembre di ogni anno. Per questo motivo, e sulla base di valutazioni tecnico-politiche, il Comitato Promotore ha deciso di organizzare la campagna referendaria Eutanasia Legale fra il 30 giugno ed il 30 settembre 2021.

Raccolta firme, la novità del decreto Semplificazioni

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Come dichiarato dal Comitato dei diritti Umani dell'ONU nel 2019, le procedure attualmente vigenti in Italia che regolano la raccolta delle sottoscrizioni violano il diritto dei cittadini italiani a partecipare alla vita politica del paese attraverso i referendum (art. 75 Cost.) e le leggi di iniziativa popolare (art. 71 Cost.), in quanto la raccolta firme è particolarmente complessa in relazione alla fase di autenticazione delle firme dal momento che la legge non garantisce ai promotori la disponibilità di pubblici ufficiali.

In attesa che l'Italia ponga rimedio a tali violazioni e che dunque le procedure subiscano sostanziali riforme (ad esempio attraverso una introduzione effettiva e valida della firma elettronica), la novità introdotta dal Decreto Semplificazioni, proprio al fine di snellire e velocizzare gli adempimenti burocratici, rappresenta un'ottima occasione per facilitare quelle procedure complesse per le quali l'Italia è stata condannata in sede ONU nel 2019, e rappresenta un segnale per l'avvocatura il cui ruolo pubblico e la cui funzione costituzionale vengono confermati e rafforzati attraverso il conferimento di competenze fino ad oggi riservate ad uffici pubblici.

Mancanza di informazione agli ordini forensi

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Alla luce di queste valutazioni l'Associazione Coscioni, preso atto della mancanza di informazione relativa a tale nuova competenza si è rivolta al Consiglio Nazionale Forense (CNF), inviando una lettera in data 3 maggio 2021 in cui si invitava a diffondere la novità legislativa presso i singoli Ordini di cui il CNF è organo coordinatore e vigilante, in modo che gli Ordini potessero informare gli avvocati iscritti, anche in relazione alla procedura con la quale questi possono diventare autenticatori (si tratta di inviare una semplice comunicazione via pec al proprio Ordine di appartenenza e non e' necessaria alcuna autorizzazione o risposta).

Il comitato promotore ha anche, con una successiva lettera, invitato il CNF a confermare o comunque esprimersi sulla comunicazione più idonea da trasmettere agli Ordini forensi, in virtù della funzione di rappresentanza istituzionale dell'Avvocatura a livello nazionale, e di semplificazione dei rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni.

Non avendo ricevuto alcun riscontro, nè in via formale nè in via informale, l'Associazione Coscioni ha scritto nuovamente al CNF, rivolgendosi anche alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia, in virtù della funzione di vigilanza che il Ministero della Giustizia svolge rispetto alle funzioni del CNF.

Il Ministero ha però fatto sapere che "non si ravvisa alcuna competenza del Ministero in tal senso. Questo esercita esclusivamente una funzione di vigilanza, al fine di garantire il corretto funzionamento degli Ordini professionali. Non rientrando l'attività di sensibilizzazione in questione tra tali poteri di vigilanza, non si può pertanto venire incontro alla richiesta".

Secondo il Ministero della Giustizia, dunque, la vigilanza sul CNF riguarderebbe esclusivamente le sue "funzioni", mentre diffondere una novità legislativa con implicazioni di rilevanza pubblicistica e costituzionale sarebbe una mera forma di sensibilizzazione che esula dai poteri di vigilanza del Ministero.

Il CNF è tenuto a diffondere argomenti di interesse dell'avvocatura

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Contro tale lettura però, la legge 31 dicembre 2012, n. 247 sull'ordinamento forense prevede, all'art. 35, lett. p) che il CNF "cura, mediante pubblicazioni, (del)l'informazione sulla propria attività e sugli argomenti d'interesse dell'avvocatura".

Sulla base di tale chiara funzione, dunque, il CNF è tenuto a diffondere argomenti di interesse dell'avvocatura, e la vigilanza del Ministero su tale funzione dovrebbe rafforzarsi soprattutto quando tali argomenti di interesse influiscono sensibilmente sulla vita pubblica e democratica del paese.

Richiamando tutti questi motivi tramite l'interrogazione parlamentare, si chiede al Ministero della Giustizia di attivarsi al fine di diffondere anzichè ostacolare una riforma giuridica importante il cui scopo di semplificazione è reso nullo dalla totale assenza di informazione sulla nuova competenza degli avvocati.

In questi giorni il Comitato Eutanasia Legale, investendo tempo e risorse preziose per la campagna referendaria, sta cercando di sopperire a tali inerzie istituzionali contattando uno ad uno i singoli Ordini professionali (circa 200) ed informandoli della novità legislativa per poter diffondere fra gli avvocati tale nuova competenza ad autenticare le firme per i procedimenti elettorali.

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Foto: 123rf.com
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