La CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) è una dichiarazione edilizia, intermedia tra l'edilizia libera e la Scia, utilizzabile anche per il Superbonus 110%
uomo tiene modello casa sotto braccio per ristrutturazione

La Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila)

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La CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) è stata introdotta dal d.lgs. n. 222/2016 che, con una disposizione contenuta nell'art. 3, ha provveduto a inserire l'art. 6-bis all'interno del Testo Unico Edilizia (d.P.R. 380/01). Tale norma delinea il carattere residuale dell'istituto, applicabile agli interventi non riconducibili all'elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22 del TUE (edilizia libera, opere subordinate a permesso di costruire, interventi sottoposti a SCIA).

Gli interventi non rientranti nelle categorie predette, saranno dunque realizzabili previa comunicazione, anche per via telematica, dell'inizio dei lavori da parte dell'interessato all'amministrazione competente, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia (in particolare le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, relative all'efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio).

Per quali interventi serve la Cila

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La comunicazione di inizio lavori asseverata rappresenta il regime amministrativo utilizzabile ogni qualvolta deve essere realizzato uno tra gli interventi edilizi individuati nella Tabella A, sez. II, allegata al Decreto Legislativo 222/2016. Nel dettaglio, trattasi degli interventi di:
  • manutenzione straordinaria "leggera", ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio;
  • restauro e risanamento "leggero", qualora non riguardino parti strutturali dell'edificio;
  • eliminazione delle barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;
  • opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico (ad esclusione dell'attività di ricerca di idrocarburi) che siano eseguite in aree interne al centro edificato;
  • movimenti di terra non strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e alle pratiche agro-silvo-pastorali;
  • serre mobili stagionali funzionali allo svolgimento dell'attività agricola che presentino strutture in muratura;
  • realizzazione di pertinenze minori che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, non qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume inferiore al 20% del volume dell'edificio principale.

Come presentare la CILA

La legge prevede che l'interessato debba trasmettere all'amministrazione comunale l'elaborato progettuale assieme alla CILA, asseverata da un tecnico abilitato (dunque iscritto ad Albo professionale), il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio.

La comunicazione contiene, altresì, i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori. Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest'ultima dovrà essere tempestivamente inoltrata da parte dell'amministrazione comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate.

Come avviene per l'edilizia libera, le Regioni a statuto ordinario possono subordinare a CILA interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma 1 dell'art. 6-bis e dovranno disciplinare le modalità di espletamento dei controlli e dei sopralluoghi in loco.

Controlli e sanzioni

Come affermato dal TAR Lazio (sent. n. 11155/2019 che richiama il parere n. 1784/2016 del Consiglio di Stato), "l'attività assoggettata a CILA non solo è libera, come nei casi di SCIA, ma, a differenza di quest'ultima, non è sottoposta a un controllo sistematico, da espletare sulla base di procedimenti formali e di tempistiche perentorie, ma deve essere soltanto conosciuta dall'amministrazione, affinché essa possa verificare che, effettivamente, le opere progettate importino un impatto modesto sul territorio".

Conseguentemente la P.A. mantiene sempre integro il potere di vigilanza contro gli abusi delineato in via generale dall'art. 27 del D.P.R. n. 380/2001 (cfr. altresì in tal senso TAR Calabria, sez. II, 29 novembre 2018, n. 2052). Ci si trova, dunque, di fronte a un confronto tra un potere meramente sanzionatorio (in caso di CILA) con un potere repressivo, inibitorio e conformativo, nonché di autotutela (con la SCIA).

La legge prevede, infatti, che la mancata comunicazione asseverata dell'inizio dei lavori comporti la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro, la quale viene ridotta di due terzi qualora la comunicazione venga effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.

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Superbonus 110% e CILA

Il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) ha introdotto il cd. "Superbonus al 110%", agevolazione che eleva al 110% l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (ma il PNRR ha preannunciato una proroga al 31 dicembre 2023) per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Per approfondimenti Superbonus 110%: la guida

A differenza di quanto inizialmente previsto, a partire dal 1° giugno 2021, per beneficiare del Superbonus 110% non occorrerà più l'attestazione dello stato legittimo degli immobili. Il Decreto Semplificazioni (D.L. 77/2021) ha infatti semplificato la procedura di accesso allo scopo di favorire l'efficientamento energetico degli edifici.

Nel dettaglio, l'art. 33 del Decreto Semplificazioni ha sostituito il comma 13-ter dell'art. 119 del D.L. Rilancio stabilendo che gli interventi agevolabili di cui al medesimo articolo, ad esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

Nella CILA andranno attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell'immobile oggetto d'intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero andrà attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967. La presentazione della CILA non richiederà l'attestazione dello stato legittimo di cui all' articolo 9-bis, comma 1-bis, del d.P.R. 380/2001. Restano in ogni caso fermi, ove dovuti, gli oneri di urbanizzazione.
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Foto: 123rf.com
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