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La Scia

Cos'è la Scia, quando è necessaria e come richiederla

Cos'è la Scia

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La Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è una comunicazione, da presentare all'amministrazione comunale di riferimento, necessaria per poter porre in essere regolarmente gli interventi di demolizione, restauro o ampliamento di immobili. 

La sua disciplina, contenuta negli articoli 22 e 23 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, è stata recentemente sottoposta a due importanti interventi che ne hanno modificato in maniera incisiva i tratti: il cd. decreto Scia 1 (d.lgs. n. 126/2016) e il cd. decreto Scia 2 (d.lgs. n. 222/2016).

Interventi per i quali è richiesta la Scia

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Nel dettaglio, gli interventi che necessitano della Scia sono i seguenti:

  • interventi di manutenzione straordinaria che riguardano le parti strutturali dell'edificio,
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo che riguardano le parti strutturali dell'edificio,
  • interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli che portano a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportano modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti; da quelli che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportano mutamenti della destinazione d'uso e da quelli che comportano modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli.

Altri interventi realizzabili mediante Scia

La Scia rende realizzabili anche altri interventi, ovverosia le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, che non alterano la sagoma dell'edificio eventualmente sottoposto a vincolo e che non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Inoltre, sono realizzabili mediante Scia (e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista) le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, purché le stesse siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

Infine, l'ambito applicativo della Segnalazione Certificata di Inizio Attività può essere ampliato o ridotto con legge delle Regioni a statuto speciale.

Immobili sottoposti a tutela

Va comunque precisato che gli immobili sottoposti a tutela storico-artistica, paesaggistico-ambientale o dell'assetto idrogeologico possono essere assoggettati a tutti i predetti interventi solo se sono stati rilasciati anche i pareri o le autorizzazioni richiesti dalle previsioni normative di riferimento.

Scia alternativa al permesso di costruire

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In alcuni casi, la Scia può essere utilizzata per realizzare determinati interventi in alternativa al permesso di costruire.

Tale possibilità, in particolare, riguarda:

  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportano modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti; che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportano mutamenti della destinazione d'uso o che comportano modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli,
  • gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica che sono disciplinati da piani attuativi comunque denominati (compresi gli accordi negoziali che hanno valore di piano attuativo), nei quali sono contenute delle precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive che, in sede di approvazione o ricognizione, siano stati dichiarati espressamente dal competente organo comunale,
  • gli interventi di nuova costruzione fatti in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali che recano disposizioni plano-volumetriche ben precise,
  • gli altri interventi eventualmente individuati con legge regionale.

Presentazione della segnalazione

La Scia va presentata, con un preavviso di trenta giorni rispetto alla data di effettivo inizio lavori, dal proprietario dell'immobile o da chi abbia titolo per farlo, che vi provvederà attraverso lo sportello unico e accompagnando la segnalazione con una relazione dettagliata a firma di un progettista abilitato e con gli opportuni elaborati progettuali. Attraverso tali ultimi documenti, infatti, viene asseverata la conformità delle opere che si intende realizzare agli strumenti urbanistici approvati e il rispetto delle norme di sicurezza e igienico-sanitarie.

Gli eventuali atti o pareri di organi o enti appositi o l'esecuzione di verifiche preventive sono prodotti mediante autocertificazione o mediante attestazioni e asseverazioni o certificazioni di tecnici abilitati (salvo alcuni casi specifici, come ad esempio quello dei vincoli relativi all'assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali).

Infine, la Scia va corredata dall'indicazione dell'impresa cui si intende affidare i lavori.

Il termine massimo di efficacia della segnalazione è pari a tre anni e, per la parte di intervento eventualmente non ultimata, è necessaria una nuova segnalazione. In ogni caso, l'interessato deve comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori.

Assenza delle condizioni stabilite

Se il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente riscontra che manchino una o più delle condizioni stabilite per l'intervento è tenuto a ordinare motivatamente all'interessato di non effettuarlo e, eventualmente, a informare l'autorità giudiziaria e il consiglio dell'ordine di appartenenza, se vi è stata una falsa attestazione da parte del professionista abilitato.

In ogni caso, la Scia può essere ripresentata con le modifiche  e le integrazioni necessarie.

Collaudo finale

Una volta che l'intervento sia stato terminato, allo sportello unico deve essere presentato un certificato di collaudo finale, rilasciato dal progettista o da un tecnico abilitato e con il quale si attesta che l'opera realizzata è conforme al progetto che è stato presentato con la Scia. Contestualmente va presentata anche la ricevuta dell'avvenuta presentazione della variazione catastale o la dichiarazione che l'opera non ha comportato modificazioni del classamento.

Scia al posto della Dia

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In definitiva oggi, in conseguenza dell'entrata in vigore del sopramenzionato cd. decreto Scia 2, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività ha sostituito a tutti gli effetti la Dia (Dichiarazione di Inizio Attività), anche per tutti gli interventi per i quali quest'ultima rappresentava un'alternativa al permesso costruire.

Pertanto, laddove quest'ultimo non sia imposto, la Scia è divenuto il principale strumento amministrativo richiesto per gli interventi di edilizia.

Sanzioni penali

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Il mancato rispetto delle previsioni sulla Scia comporta per il responsabile l'irrogazione di specifiche sanzioni penali, applicabili salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative.

In particolare, per chi non osserva le norme, le prescrizioni e le modalità esecutive previste dal Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia circa i titoli abilitativi e, quindi, anche circa la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, l'articolo 44 del medesimo Testo unico prevede l'ammenda fino a 10.329 euro. Se, invece, i lavori sono eseguiti in totale difformità o in assenza rispetto al permesso o se sono proseguiti nonostante l'ordine di sospensione sono previsti l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 5.164 a 51.645 euro. Infine, la pena è quella dell'arresto fino a due anni e dell'ammenda da 15.493 a 51.645 euro, oltre che in caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, anche in caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.

Data inserimento guida: Novembre 2017

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