Gli strumenti del PNRR per razionalizzare e accelerare il procedimento penale: dalle cautele per assicurare all'imputato l'effettiva conoscenza dell'atto introduttivo al mandato a impugnare in appello
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PNRR e riforma della giustizia penale

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Con l'approvazione del PNRR da parte del Parlamento, il Piano per la ripresa e la resilienza predisposto dal Governo Draghi è pronto per l'invio a Bruxelles. Al suo interno un corposo e dettagliato quadro di riforme e interventi che dovranno traghettare il nostro paese lungo un "percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni".

Per approfondimenti: PNRR: tutte le misure del Piano per la ripresa e la resilienza

Obiettivi che verranno attuati sfruttando, in particolare, i quasi 200 miliardi di euro messi in campo dall'Unione Europea con il programma Next Generation EU (NGEU). All'interno del PNRR vengono descritte anche alcune importanti riforme di contesto, tra cui quella della Giustizia che ha l'obiettivo di affrontare i nodi strutturali del processo civile e penale e rivedere l'organizzazione degli uffici giudiziari.

La riforma penale punto per punto

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In particolare, per quanto riguarda l'ambito della giustizia penale, come si legge nel Piano, il Governo intende riformare la fase delle indagini e dell'udienza preliminare, nonché ampliare il ricorso a riti alternativi, rendere più selettivo l'esercizio dell'azione penale e l'accesso al dibattimento, e definire termini di durata dei processi.

Leggi anche: PNRR e riforma della giustizia: cosa cambierà

Il fattore "tempo" è il punctum dolens sul quale intende agire la riforma della Giustizia: come si legge nel documento, "anche i tempi di definizione dei giudizi penali sono oggetto delle preoccupazioni delle istituzioni europee le quali hanno a più riprese osservato che le statistiche giudiziarie evidenziano una durata del procedimento penale in Italia di molto superiore alla media europea (cfr. il Rapporto 2020 della Commissione europea per l'efficienza della giustizia - CEPEJ, istituita presso il Consiglio d'Europa)"

Ciò in quanto "l'eccessiva durata del processo, reca pregiudizio sia alle garanzie delle persone coinvolte - indagato, imputato e vittima/persona offesa - sia all'interesse dell'ordinamento all'accertamento e alla persecuzione dei reati". Per questo l'esecutivo intende procedere con puntuali interventi di riforma volti ad offrire ulteriori, necessari contributi per razionalizzare e accelerare il procedimento penale.

Deposito telematico di atti e documenti

La proposta del Governo prevede un ampio ventaglio di strumenti, misure e interventi volti a realizzare gli obiettivi previsti. In primo luogo si prevede l'adozione e diffusione di uno strumento telematico per il deposito di atti e documenti, nonché per talune comunicazioni e notificazioni.

Sul punto, si valorizzano i notevoli sviluppi che sono stati già realizzati nell'ambito della digitalizzazione degli uffici giudiziari e dello stesso processo, anche sotto la spinta determinata dalle esigenze della pandemia, come ad esempio la recente sperimentazione del processo penale telematico, avviata con le attività relative alle intercettazioni, in attesa di essere messa compiutamente a regime.

Importanti finanziamenti sono già stati stanziati per il completamento di questo progetto e per la rimodulazione dei relativi sistemi di supporto.

Prima notificazione all'imputato

Ancora, il piano punta all'adozione di specifiche cautele per assicurare l'effettiva conoscenza dell'atto introduttivo da parte dell'imputato: si stabilisce che la prima notificazione avvenga per il tramite di un contatto personale o ravvicinato con l'accusato, mentre tutte le notificazioni successive alla prima saranno eseguite presso il difensore, di fiducia o d'ufficio, anche con modalità telematiche.

Indagini e udienza preliminare

In relazione agli interventi sulla disciplina della fase delle indagini e dell'udienza preliminare, il Piano prevede la rimodulazione dei termini di durata e della scansione termini, il controllo giurisdizionale sulla data di iscrizione della notizia di reato e l'adozione di misure per promuovere organizzazione, trasparenza e responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nell'attività di indagine.

Dibattimento: maggiore scorrevolezza

Sono diverse le misure (anche organizzative) messe in campo per garantire al dibattimento in primo grado una maggiore scorrevolezza.

In primis, trattasi della previsione di adempimenti concernenti la calendarizzazione delle udienze dedicate all'istruzione dibattimentale e alla discussione finale, nonché la reintroduzione della relazione illustrativa delle parti sulla richiesta di prove.

Altra proposta, invece, mira a definire un termine congruo, precedente all'udienza, per il deposito degli elaborati dei periti e dei consulenti tecnici e a semplificare alcune regole dell'istruzione dibattimentale, in particolare in particolare in tema di rinuncia alla prova.

Appello: servirà uno specifico mandato a impugnare

Infine, per assicurare tempi certi e un accesso ragionevolmente selettivo al giudizio di appello, si intende agire attraverso la previsione dell'ammissibilità dell'appello solo se il difensore è munito di specifico mandato a impugnare, e, in generale, a snellire le forme del giudizio di appello.

Prescrizione del reato

Per garantire una più accentuata riduzione dei procedimenti, il Piano propone di intervenire: sulla procedibilità dei reati; sulla possibilità di estinguere talune tipologie di reato mediante condotte riparatorie a tutela delle vittime; sull'ampliamento dell'applicazione dell'istituto della particolare tenuità del fatto.

In tal senso vengono prese in considerazione eventuali iniziative concernenti la prescrizione del reato, inserite in una cornice razionalizzata e resa più efficiente, dove la prescrizione non rappresenti più l'unico rimedio di cui si munisce l'ordinamento nel caso in cui i tempi del processo si protraggano irragionevolmente.

Tempi di attuazione

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Nel documento si prende anche atto della circostanza che, con il D.M. del 18 marzo 2021, il Ministero ha istituito una Commissione per elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale nonché in materia di prescrizione del reato.

Per quanto riguarda la Commissione relativa al processo penale e al sistema sanzionatorio, i lavori sono stati organizzati attraverso la costituzione di sottocommissioni a specifiche aree di competenza. Il PNRR stima quindi che le leggi delega possano essere adottate entro settembre 2021 e che i decreti attuativi possano essere approvati entro settembre 2022. L'impatto sulla durata dei procedimenti potrebbe verosimilmente stimarsi alla fine del 2024.
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