Nel decreto legge collegato alla manovra c'è la proroga al 31 dicembre della sospensione dei versamenti in scadenza da marzo 2020
donna dona con in mano una sveglia

Fisco, il provvedimento d'urgenza

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Un provvedimento d'urgenza sul fronte fiscale per fermare 11 milioni di cartelle ed azioni esecutive: è questo il contenuto del decreto legge approvato dal consiglio dei ministri sabato notte. Il decreto entrerà in vigore lo stesso giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La decisione è stata presa per consentire uno smaltimento graduale delle cartelle di pagamento già accumulate, alle quali si aggiungeranno quelle dei ruoli che gli enti consegneranno fino al termine della sospensione.

Fisco, fino al 31 dicembre sospesi i versamenti

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Il decreto sospende ulteriormente i versamenti delle cartelle che sono già arrivate ai destinatari e blocca ancora gli atti pronti a essere spediti con il riavvio dell'attività di riscossione e gli avvisi esecutivi.

L'articolo 1 del decreto legge stabilisce lo spostamento dal 15 ottobre al 31 dicembre della sospensione dei versamenti scadenti a partire dall'8 marzo 2020 (mentre dal 21 febbraio 2020 con riferimento ai debitori aventi residenza/sede operativa/sede legale nei comuni della ex "zona rossa"), derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie.

Per quanto riguarda le rateizzazioni passa da 5 a 10 il numero delle rate mancanti, anche non consecutive, dopo le quali viene negata la dilazione dei versamenti. L'agente riscossore avrà poi un anno di tempo in più sia per notificare le cartelle sospese che per comunicare l'inesigibilità agli enti creditori.

Fisco, congelati i pignoramenti

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Altro effetto del decreto legge è quello di congelare fino al 31 dicembre anche la ripresa delle attività esecutive quali i pignoramenti aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.

Fisco, i numeri del differimento

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Facendo due calcoli su 8,9 milioni di cartelle che si sono accumulate sino a oggi, ben 6,5 milioni (73% del totale) non superano i 1.000 euro, 1,5 milioni sono comprese tra 1.000 e 5 mila euro e solo 880 mila superano questa soglia: 1,6 milioni riguardano cittadini del Lazio, 1,1 milioni la Campania e 961.000 la Lombardia. Considerato che lo smaltimento dell'arretrato non finirà nel 2021 gli effetti finanziari stimati sono di 210 milioni di euro in meno nello stesso anno. Il costo complessivo dell'operazione per il solo 2021 è valutato in 316 mln di euro di entrate in meno.

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Foto: 123rf.com
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