A norma degli artt. 649 e ss. del codice civile, il legato è una disposizione testamentaria con cui si traferisce la proprietà di un bene determinato
timbro che attesta successione e testamento

Cos'è il legato

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Il legato è un istituto tipico della materia delle successioni e si sostanzia in una disposizione testamentaria con cui il de cuius prescrive il trasferimento della proprietà di un determinato bene o di un altro diritto (ad es. un credito) ad un altro soggetto.

Per queste sue caratteristiche, il legato è configurabile solo nella successione testamentaria e non nella successione legittima.

Differenza tra erede e legatario

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Con il legato, pertanto, si realizza una successione mortis causa a titolo particolare.

La differenza principale tra la condizione di erede e quella di legatario è data dal fatto che quest'ultimo non è tenuto ad accettare il lascito, in quanto il trasferimento di proprietà si realizza in modo automatico, al momento della morte del testatore.

Ciò è previsto perché, per espressa previsione normativa, il legatario non è tenuto a sostenere oneri che vadano oltre i limiti del valore del legato stesso (art. 671 c.c.).

Come noto, invece, l'erede può essere destinatario di un'eredità (o quota di essa) in cui le posizioni debitorie sono prevalenti rispetto a quelle attive; per tale motivo è sempre necessaria una sua accettazione, che può avvenire anche con beneficio d'inventario.

In tema di legato e di successione a titolo particolare, giova ricordare un importante orientamento della Cassazione secondo cui "l'assegnazione di beni determinati configura una successione a titolo universale, ove il testatore abbia inteso chiamare l'istituito nell'universalità dei beni o in una quota del patrimonio relitto, mentre deve interpretarsi come legato se egli abbia voluto attribuire singoli ed individuati beni" (v. Cass. ord. n. 23563/19).

Rinuncia al legato

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Il legatario, come detto, non ha bisogno di accettare il legato, ma può comunque rinunciarvi (art. 649 c.c.).

Per ragioni di certezza giuridica, tale rinuncia può anche essere sollecitata dagli eredi interessati, che a tal fine possono chiedere al giudice la fissazione di un termine entro cui il legatario debba decidere. Scaduto il termine, il legato non è più rinunciabile.

Prestazione del legato

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La prestazione del legato è a carico di tutti gli eredi in proporzione della propria quota ereditaria, a meno che il testatore abbia previsto una diversa ripartizione dell'onere o non abbia individuato uno o più soggetti (eredi o legatari) onerati della prestazione (art. 662 c.c.).

Legato di cosa altrui

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Di regola, il testatore può disporre solo dei beni che rientrano nel proprio patrimonio, ma l'art. 651 c.c. individua un'ipotesi in cui è valida la disposizione testamentaria contenente un legato di cosa altrui.

Qualora, infatti, risulti (anche da separata dichiarazione scritta) che il testatore fosse a conoscenza del fatto che la cosa legata non gli apparteneva, l'onerato (cioè il soggetto tenuto alla prestazione del legato) è tenuto ad acquisire la proprietà della cosa legata e a trasferirla al legatario.

L'onerato, però, può anche scegliere di pagare al legatario il giusto prezzo.

In ogni altro caso, il legato di cosa altrui è nullo, a meno che prima del decesso il testatore acquisti la proprietà del bene.

Prelegato

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Il legato può essere previsto anche a favore di uno dei coeredi: in tal caso si parla di prelegato (art. 661 c.c.).

In tal caso, il legato risulta a carico dell'intera eredità ed il relativo valore, quindi, non viene computato solo nella quota dell'erede-legatario.

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Foto: 123rf.com
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