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Si può fare testamento a un solo figlio?

La libertà testamentaria può esplicarsi pienamente ma sempre nel rispetto della quota riservata.
Mani che coprono in segno di protezione una famiglia simboleggiata da ritagli di carta

di Valeria Zeppilli – Il testamento è quell'atto mediante il quale ogni soggetto può disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Nel fare ciò, tuttavia, egli non è completamente libero: la legge, infatti, riserva una quota del patrimonio di ogni soggetto ai suoi parenti più stretti.

Quota disponibile e quota riservata

In sostanza, l'intero patrimonio di ogni soggetto, al momento della sua morte, si divide in due parti: una quota cd. disponibile e una quota cd. riservata.

Della prima si può liberamente disporre quando si è in vita mediante testamento, della seconda no.

La quota riservata, più in particolare, è una frazione aritmetica del patrimonio ereditario che spetta di diritto e comunque al coniuge, agli ascendenti e ai discendenti del de cuius e che può coprire sino ai tre quarti del patrimonio ereditario.

Soggetti legittimari

Nel dettaglio i soggetti legittimari, ovverosia quelli ai quali è riservata una quota del patrimonio del de cuius, sono il coniuge, i figli o i loro discendenti e, in mancanza dei figli, gli ascendenti.

Al coniuge, in particolare, è riservata la metà del patrimonio se non ci sono figli, un terzo se c'è un figlio, un quarto se ci sono più figli.

Ai figli o, in mancanza, ai loro discendenti è invece riservato un mezzo o due terzi del patrimonio, a seconda che essi siano uno o più. Se c'è anche il coniuge tali quote si modificano in un terzo e un mezzo.

Agli ascendenti, infine, spetta un terzo del patrimonio, ridotto a un quarto se concorrono con il coniuge.

Si può fare testamento a vantaggio di un solo figlio?

Ciò premesso in generale, veniamo a un aspetto particolare della questione: la possibilità di fare testamento in vantaggio di un solo figlio.

È possibile? Entro che limiti?

Come visto, la libertà testamentaria trova l'unico limite nella tutela dei congiunti. Garantita tale tutela, del proprio patrimonio è possibile disporre come si preferisce, anche destinandolo a un solo figlio.

Ovverosia: se comunque agli altri figli è garantita la quota di riserva, non importa che tutti gli altri beni del testatore siano destinati a uno solo di loro.

Facciamo un esempio: il genitore muore lasciando in vita il coniuge e due figli. Se comunque al coniuge è lasciato un quarto del patrimonio ereditario e a un figlio un altro quarto, non importa che per testamento il de cuius abbia deciso di destinare tutto il resto all'altro figlio: dato che la quota di riserva è stata rispettata, la libertà testamentaria può essere pienamente esercitata.

Donazioni

Lo stesso accade nel caso in cui, quando era in vita, il testatore abbia donato agli altri legittimari (nella specie il coniuge e l'altro figlio) beni per il valore proporzionale della quota del suo patrimonio ad essi riservata. Le donazioni, infatti, vengono computate nel patrimonio ereditario al quale fare riferimento per determinare tale quota.

Vai alla guida: "Eredità: tutto sulle successioni ereditarie"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(13/10/2016 - Valeria Zeppilli)
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