Il Decreto rilancio conferma ad alcuni e apre ad altri titolari di Partita Iva il bonus già previsto dal Cura Italia
cartello bonus tra le mani

di Annamaria Villafrate - L'art. 89 del Decreto Rilancio approvato il 13 maggio 2020 amplia il novero dei soggetti interessati alla misura già contemplata dal Cura Italia per sostenere soprattutto le partite Iva. Per evitare tuttavia che, soggetti non in reale stato di bisogno, possano accedere al bonus, sono previsti paletti invalicabili. Per la copertura di queste misure sono stati stanziati 3.912,8 milioni di euro. Vediamo in particolare le regole previste per il bonus liberi professionisti, autonomi e co.co.co.

Il Decreto Rilancio amplia la platea dei soggetti a cui spetta il bonus

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Il bonus da 600 euro riconosciuto dal Decreto Cura Italia in favore dei professione e dei co.co.co (collaboratori coordinati e continuativi) ad aprile (già trascorso) e a maggio verrà riconosciuto a una platea più ampia di titolari di partita Iva e per alcuni sarà anche più sostanzioso. Per il mese di aprile l'importo resta fissato a 600 euro, mentre da maggio, per alcuni, ci saranno delle novità. Il bonus infatti sarà diversificato per categorie e requisiti.

Più professionisti e autonomi interessati dalla misura e regole diversificate

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Il Decreto Rilancio prevede in pratica, all'art. 89 dell'ultima bozza, aiuti per quasi tutte le Partite Iva, anche se in misura diversa e in base a presupposti diversificati.

  • Ai liberi professionisti titolari di partiva Iva, iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie verranno riconosciuti 600 euro ad aprile e 1000 euro a maggio, se hanno registrato una riduzione del reddito nella misura del 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
  • Ai co.co.co.co, che come noto appartengono alla categoria dei para-subordinati, iscritti alla gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, 1000 euro nel mese di maggio se hanno cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto rilancio.
  • Ai venditori porta a porta che a causa dell'emergenza Covid hanno cessato, sospeso o ridotto l'attività lavorativa spetta un'indennità di 600 mese nei mesi di aprile e maggio, se hanno percepito nel 2019 un reddito superiore ai 5000 euro, se sono titolari di partita Iva attiva, se risultano iscritti alla gestione separata ma non ad altre forme di previdenza obbligatorie.
    Non devono inoltre essere titolari di rapporti di lavoro dipendente e non risultare titolari di pensione.
  • Gli autonomi iscritti alle gestioni speciali Ago, percepiranno anche per il mese di aprile un bonus da 600 euro.

Chi non avrà diritto al bonus

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Per evitare duplicazioni di aiuti, i bonus non verranno riconosciuti a chi, come abbiamo visto, ha comunque altre entrate come i trattamenti pensionistici e a chi beneficia del reddito di cittadinanza, anche se, qualora detto importo sia inferiore a 600 euro, questo subirà un incremento. Le indennità previste dal Decreto Cura Italia si potranno richiedere ancora per 15 giorni decorrenti dall'entrata in vigore del Decreto Rilancio. Decorso detto termine si decadrà dal diritto di fare domanda.

Leggi anche Decreto rilancio: tutte le misure

Scarica pdf estratto Art. 89 Decreto Rilancio- bozza 13-maggio-2020
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Foto: 123rf.com
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