Gli assegni per il nucleo familiare (ANF) sono una misura di sostegno riservata a determinate categorie di lavoratori. Ecco in cosa consistono
donna porge assegno

Assegni per il nucleo familiare: a chi spettano

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La corresponsione degli ANF dipende dal tipo di nucleo familiare del lavoratore, dal numero dei suoi componenti e dal reddito familiare.

    Più precisamente, l'importo dell'assegno per il nucleo familiare, se spettante, è variabile in ragione della fascia di reddito di appartenenza e della tipologia di nucleo familiare.

    La relativa disciplina riconosce, infatti, importi più alti a fronte di redditi più bassi e in presenza di particolari composizioni del nucleo (ad es. famiglie monogenitoriali o con la presenza di componenti inabili al lavoro).

    Le categorie di lavoratori che hanno diritto alla prestazione sono le seguenti:

    • dipendenti privati;
    • dipendenti agricoli;
    • lavoratori domestici;
    • iscritti alla Gestione Separata;
    • dipendenti di ditte cessate e fallite;
    • pensionati presso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
    • titolari di prestazioni previdenziali;
    • percettori di altri tipi di pagamento diretto.

    Assegni nucleo familiare: importi e fasce di reddito

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    La spettanza e l'importo degli assegni familiari dipendono da una serie di parametri, quali, in particolare:

    • la tipologia del nucleo familiare
    • il numero dei componenti del nucleo
    • il reddito complessivo del nucleo familiare

    Con riguardo all'ultimo criterio, la normativa in materia individua una serie di fasce di reddito a cui sono ricollegati importi di diversa entità: al crescere dello scaglione di reddito, diminuisce l'importo dell'assegno familiare.

    In base a quanto disposto dalla l. 153 del 1988, l'Inps ogni anno provvede ad aggiornare il valore delle fasce di reddito, in ragione della variazione dell'indice dei prezzi al consumo elaborata dall'Istat.

    Gli importi così rivalutati vengono pubblicati dall'Inps con cadenza annuale e hanno valore dal 1° luglio dell'anno in corso al 30 giugno dell'anno successivo.

    ANF 2020: la rivalutazione Istat

    I nuovi scaglioni di reddito validi per l'anno 2020 e i relativi importi degli assegni per il nucleo familiare 2020 sono stati resi noti con la Circolare Inps n. 60 del 21 maggio 2020.

    Con tale provvedimento, l'istituto ha reso noto che la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo è pari a + 0,50%.

    Sulla base di tale dato, sono state predisposte le nuove tabelle degli assegni nucleo familiare 2020 valide per il periodo in corso, che va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021.

    I redditi cui fare riferimento, pertanto, sono quelli prodotti dai componenti del nucleo familiare nell'anno 2019.

    ANF, gli importi per il 2020

    Le tabelle allegate alla circolare Inps 60/20 elencano, dunque, le varie fasce di reddito a cui sono ricollegati i diversi importi dell'ANF 2020. Tali importi sono tanto più elevati quanto maggiore è il numero di componenti del nucleo familiare.

    Come di consueto, lo schema appositamente predisposto dall'Inps si suddivide in tredici tabelle, corrispondenti alle varie tipologie di nucleo familiare. Ad esempio, troviamo tabelle dedicate a famiglie con entrambi i genitori e figli minori in cui non siano presenti componenti inabili al lavoro, oppure famiglie monogenitoriali, orfanili, o con presenza di figli minorenni o maggiorenni inabili al lavoro.

    Potete consultare le varie tabelle per l'Assegno nucleo familiare 2020 nel file pdf allegato che trovate in coda al presente articolo.

    Assegni nucleo familiare: come fare domanda

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    La domanda per gli assegni nucleo familiare può essere inoltrata in modalità telematica, direttamente dal sito dell'Inps, tramite Patronato o dando delega al datore di lavoro.

    Va ricordato che, ai fini della corresponsione dell'assegno familiare, il reddito complessivo familiare deve derivare per almeno il 70% da lavoro dipendente o assimilato.

    ANF arretrati

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    Il lavoratore che ha diritto agli ANF può chiedere anche il pagamento degli assegni arretrati. Si pensi, ad esempio, al caso in cui per poterne beneficiare sia necessaria l'autorizzazione dell'Inps ma questa tardi ad arrivare o all'ipotesi in cui gli assegni non siano pagati per qualsiasi altro motivo: il lavoratore potrà comunque richiederli, ma il pagamento degli arretrati è limitato ai cinque anni precedenti al mese in cui viene fatta la domanda.

    Leggi: Assegni familiari arretrati: come richiederli e fino a quando

    Separazione o divorzio dei coniugi

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    Gli assegni per il nucleo familiare possono essere corrisposti anche nel caso in cui i coniugi siano separati o divorziati.

    In tal caso, gli stessi sono pagati al coniuge collocatario, ovverosia al genitore con il quale i figli convivono o sono affidati. E ciò, sia che il diritto a tale prestazione sia collegato a un proprio rapporto di lavoro, sia che degli stessi sia formalmente titolare l'altro coniuge.

    Leggi: Assegni familiari: a chi spettano in caso di separazione e divorzio

    ANF e assegni familiari

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    Spesso, agli ANF ci si riferisce definendoli assegni familiari.

    In realtà, questi sono oggetto di una prestazione differente, riservata all'Inps ad alcune categorie di lavoratori esclusi dalla disciplina sugli assegni per il nucleo familiare.

    Per maggiori approfondimenti sugli assegni familiari si rinvia alla guida Gli assegni familiari

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