Come fare domanda, a chi va richiesto il pagamento dell'Anf e per quanto tempo è possibile ottenere gli arretrati
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Il rapporto di lavoro

Che cosa è l'assegno al nucleo familiare

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L'assegno al nucleo familiare (meglio noto come ANF) rappresenta un sostegno erogato dall'Inps per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge (per approfondimenti vai alla guida Assegni nucleo familiare (ANF)).

Come chiedere l'assegno familiare

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L'assegno va richiesto personalmente dal lavoratore che abbia interesse ad avvalersene.

Egli può farlo rivolgendosi direttamente al datore di lavoro, anche se in alcuni casi è prima fondamentale fare un passaggio all'Inps ed ottenere l'autorizzazione dell'istituto.

In particolare l'autorizzazione è necessaria nel caso in cui si intenda includere nel nucleo familiare soggetti particolari (come fratelli o sorelle); nel caso in cui sia possibile che si verifichi una duplicazione di pagamento (come in caso di separazione); laddove il coniuge non sottoscriva la dichiarazione di responsabilità contenuta nel modello ANF/DIP predisposto per la domanda e quando si intenda applicare l'aumento dei livelli reddituali (come in caso di nuclei monoparentali).

Chi eroga l'assegno al nucleo familiare

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L'assegno può essere erogato direttamente dall'Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Di norma , tuttavia, l'assegno viene pagato dal datore di lavoro per conto dell'INPS ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione.

Assegni familiari arretrati: fino a quando è possibile chiederli

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Il diritto del lavoratore all'assegno decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è maturato il diritto all'assegno.

Talvolta, però, accade che il provvedimento di autorizzazione dell'Inps tardi ad arrivare o che gli assegni non siano pagati per qualsiasi altro motivo.

Con riferimento a tale evenienza, occorre sapere che il diritto al pagamento dell'assegno familiare arretrato si prescrive nel termine di cinque anni a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è compreso il periodo di lavoro cui l'assegno si riferisce.

Di conseguenza, seppur limitatamente al periodo di cinque anni precedenti al mese in cui viene fatta la domanda, è possibile richiedere gli assegni per il nucleo familiare non goduti e, quindi, arretrati.

Come si interrompe la prescrizione per gli assegni familiari arretrati

La prescrizione quinquennale è interrotta dall'intimazione dell'Ispettorato del Lavoro al datore di lavoro, oltre che dalla richiesta degli assegni familiari arretrati. Deve trattarsi di una richiesta scritta del lavoratore diretta all'INPS o all'Ispettorato del Lavoro.

Altri requisiti necessari per il rimborso degli assegni familiari arretrati

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Oltre al mancato decorso del termine di prescrizione quinquennale, il diritto agli arretrati necessita di altri due presupposti.

Innanzitutto, è necessario che il lavoratore che voglia ottenerli sia in regola con il versamento dei contributi all'Inps.

In secondo luogo è fondamentale che nel periodo cui si riferisce la richiesta egli rientrasse nelle fasce economiche che l'istituto richiede per l'erogazione del beneficio e che sono consultabili sul sito dell'Inps.

A chi va proposta la domanda per gli assegni familiari arretrati

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La richiesta di ottenere gli assegni arretrati può essere avanzata dal lavoratore innanzitutto al datore di lavoro che glieli avrebbe dovuto erogare, anche se egli non è più dipendente dell'azienda. Non è invece possibile richiedere al nuovo datore di lavoro gli arretrati degli assegni per il nucleo familiare relativi a periodi nei quali si era alle dipendenze di altra azienda.

La domanda oggi deve essere fatta sempre in via telematica sul sito dell'Inps.

Il lavoratore può provvedervi direttamente, tramite patronato o dando delega al datore di lavoro.

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