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Più difficili i licenziamenti grazie al decreto dignità

Stop ai licenziamenti selvaggi con l'aumento del 50% dell'indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati. Si tratta di una delle misure del decreto dignità approvato dal Governo
assunzione lavorativa di un giovane

di Gabriella Lax - Più dignità ai lavoratori impendendo soprusi da parte di datori di lavoro senza scrupoli. Così il Decreto dignità, approvato in questi giorni dal Consiglio dei ministri del governo pentaleghista, che ha come obiettivo la tutela rafforzata dei lavoratori con lo smantellamento del Jobs Act e una dichiarazione di guerra al lavoro precario. Il provvedimento contiene un pacchetto con misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. In generale, la ratio, per quanto riguarda lavoro e occupazione, è limitare l'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, puntando invece ai più stabili rapporti a tempo indeterminato; naturalmente l'obiettivo è quello di salvaguardare i livelli occupazionali e contrastare la delocalizzazione delle aziende incentivate.

Decreto dignità, la tutela del lavoratore e la lotta al precariato

Le nuove misure puntano a stanare ed eliminare gli abusi dei contratti a tempo determinato, aumentando le penali in caso di ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo determinato. Favoriti i contratti a tempo indeterminato, limitando l'uso dei contratti di lavoro a tempo determinato. La contrattazione relativa a lavoro precario è riservata ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. Per questo motivo, i contratti a termine a potranno durare massimo12 mesi, in caso di ulteriore rinnovo servirà una causale specifica, col motivo per cui il contratto non si trasforma a tempo indeterminato. Un'ulteriore proroga (rispetto agli attuali 36 mesi) sarà possibile per altri 12 mesi, dunque al massimo si arriverà a 24 mesi.

Decreto dignità, il rinnovo dei contratti a termine

Dovranno essere ragioni temporanee ed oggettive, estranee all'ordinaria attività del datore di lavoro, nonché sostitutive; o ragioni connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria; o infine ragioni relative a lavorazioni e a picchi di attività stagionali quelle che giustificano il rinnovo. Ancora è ridotto da cinque a quattro il numero di proroghe stabilite, e si incrementa il costo contributivo addizionale di 0,5 punti per ogni rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Raddoppia l'indennità per licenziamenti senza giusta causa

E' lo stesso decreto a stabilire disincentivi per le imprese per i licenziamenti ingiusti con l'aumento del 50% rispetto all'attuale indennizzo che può arrivare anche a 36 mensilità. Inoltre, in caso di licenziamento illegittimo il lavoratore ha diritto a un'indennità che passa da un minimo di 4 mesi a un massimo di 24 mensilità.

Leggi anche Governo: via libera al decreto dignità

(05/07/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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