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Reato per l'amministratore che trasferisce denaro dai conti dei condomini per coprire le perdite

Tale gestione, afferma la Cassazione, Ŕ infedele, e integra il reato di appropriazione indebita
portafogli contenente denaro

Avv. Paolo Accoti - L'amministratore di condominio che, per procurare a sÚ o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, Ŕ punito, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032,00.

Il reato di appropriazione indebita si consuma allorquando l'amministratore, che ha la disponibilitÓ di denaro di proprietÓ altrui (cond˛mini) in virt¨ dell'incarico ottenuto, si comporta come se fosse il proprietario, con la volontÓ espressa o implicita di considerare lo stesso come proprio.

Nondimeno, il reato si configura anche quando l'amministratore, allo scopo di coprire perdite che si verificano in altri condomini dallo stesso gestiti, trasferisce fondi di proprietÓ di un condominio ad un altro.

Questo Ŕ il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione nella recentissima sentenza n. 31322/2017 (sotto allegata).

La vicenda

Tratto a giudizio un amministratore di condominio veniva ritenuto responsabile, sia in primo che in secondo grado, del reato previsto dall'art. 646 Cp (appropriazione indebita), alla pena ritenuta di giustizia.

Proposto ricorso in cassazione per violazione, tra l'altro, del combinato disposto degli artt. 8 Cpp e 646 Cp, nonchÚ per vizio di motivazione, la Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali nonchÚ alla rifusione delle spese sostenute dalle costituite parti civili.

Reato di appropriazione indebita per l'amministratore di condominio che usa i soldi dei condomini

Per motivare l'anzidetta decisione la Corte di Cassazione mutua i principi di diritto espressi dalla sezioni civili in relazione alla figura dell'amministratore, ricordando come il rapporto che si instaura tra cond˛mini e amministratore Ŕ riconducibile al contratto di mandato a mente del quale, l'amministratore, si impegna a compiere uno o pi¨ atti giuridici nell'interesse dei cond˛mini amministrati.

In relazione a tale funzione gestoria e di rappresentanza, l'amministratore riceve somme di denaro, generalmente rinvenienti dal versamento delle quote condominiali di pertinenza di ciascun condominio in rapporto ai millesimi di proprietÓ, al fine di provvedere all'esecuzione di specifici pagamenti o da versare nella cassa condominiale per provvedere alle spese di gestione del fabbricato, in conformitÓ ai bilanci approvati dall'assemblea.

Pertanto, <<nel primo caso l'amministratore deve provvedere a compiere il pagamento a cui Ŕ obbligato secondo le modalitÓ e i termini convenuti, mentre nel secondo caso egli Ŕ tenuto a una generale destinazione dei fondi confluiti sul conto comune alle spese condominiali secondo le modalitÓ stabilite dall' assemblea con obbligo di rendiconto e di restituzione alla scadenza di quanto ricevuto nell' esercizio del mandato, ai sensi dell' art. 1713 c.c.>>.

Ci˛ posto, sarÓ configurabile il reato di appropriazione indebita allorquando si verificherÓ <<un'oggettiva interversione del possesso ogni qualvolta l'amministratore di condominio, anzichÚ dare corso ai suoi obblighi, dia alle somme a lui rimesse dai condomini una destinazione del tutto incompatibile con il mandato ricevuto e coerente invece con sue finalitÓ personali ("Commette il delitto di appropriazione indebita il mandatario che, violando le disposizioni impartitegli dal mandante, si appropri del denaro ricevuto utilizzandolo per propri fini e, quindi, per scopi diversi ed estranei agli interessi del mandante" Sez. 2, n. 23347 del 03/05/2016; nello stesso senso Sez. 2, n. 50156 del 25/11/2015)>>.

Ebbene, dall'istruttoria Ŕ emerso che la somma di euro 52.089 versata dai cond˛mini per il pagamento delle spese di teleriscaldamento era stata utilizzata e prelevata dall'amministratore per fini diversi e propri dello stesso, pi¨ precisamente, per esplicita ammissione dello stesso, <<allo scopo di coprire le perdite che si erano verificate in un altro condominio da lui gestito>>), cosý facendo il reato si Ŕ perfezionato nel momento in cui l'amministratore <<ha gestito in maniera infedele la somma ricevuta e se ne Ŕ appropriato, tramite un indebito prelevamento dal conto acceso a nome del condominio amministrato>>, al fine di trasferirla sul conto corrente di un altro condominio "in perdita".

Per completezza, giova ricordare come anche la condotta dell'amministratore consistente nell'omessa restituzione al condominio dal medesimo amministrato della documentazione contabile, da ricollegarsi all'evidente finalitÓ di non permettere allo stesso di accertare l'inesatta amministrazione: omessi pagamenti di servizi (assicurazione dell'immobile, acqua, gas) goduti dal condominio pur essendo state messe a disposizione dell'imputato le somme necessari, configura quell'ingiusto profitto che configura il reato di appropriazione indebita (cfr.: Cass. n. 43402/2016).


Cass. pen. Sez. II, 22.06.2017, n. 31322
Paolo AccotiAvv. Paolo Accoti - profilo e articoli
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(26/09/2017 - Avv.Paolo Accoti)
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