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Bonus mamma: l'Inps discrimina le straniere, la denuncia dell'Asgi

Presentato ricorso per la discriminazione operata dalle circolari Inps sul premio alla nascita rispetto a quanto previsto dalla legge
collage di foto donne incinte

di Gabriella Lax - Bonus mamma discriminatorio nei confronti delle tante straniere che ne hanno fatto richiesta. Il bonus è il contributo di 800 euro previsto nella legge di bilancio (dall'art. 1 comma 353) per ogni figlio nato o adottato nel 2017 e non sarà versato alle donne straniere che non sono in possesso della carta di soggiorno. E' quanto prevede la circolare 61 del 15 marzo 2017 dell'Inps che stabilisce le modalità del premio alla nascita. 

Bonus mamma, i requisiti

Il contributo è erogato in un'unica soluzione, non concorre alla formazione del reddito. Servono residenza in Italia, cittadinanza italiana o comunitaria oppure permesso di soggiorno o status di rifugiata politica. Il beneficio economico può essere maturato anche in caso di parto antecedente l'inizio dell'ottavo mese di gravidanza. L'altro caso contemplato è l'adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge 184/1983; in ultimo, in caso di affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell'art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell'articolo 34 della legge 184/1983.

Se la madre non è cittadina comunitaria va inserito il permesso di soggiorno oppure gli elementi che ne consentono la verifica (tipologia del titolo, numero titolo, la Questura che lo ha rilasciato). A questo punto l'Inps effettua i controlli grazie all'accesso alle banche dati del ministero degli Interni e delle amministrazioni. Nel caso in cui è necessario per esigenze istruttorie può chiedere l'esibizione del permesso di soggiorno

Leggi: Bonus nascita: dal 4 maggio le domande per gli 800 euro

Bonus mamma, per le straniere discriminate il ricorso di Asgi

Sulla vicenda interviene l'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) che, insieme a APN e Fondazione Guido Piccini per i diritti dell'Uomo ONLUS, ha richiesto al Tribunale di Milano la verifica del carattere discriminatorio delle circolari n. 39, 61 e 78 con cui l'Inps limita l'erogazione del bonus mamma alle sole donne straniere titolari di protezione internazionale o di permesso di lungo soggiorno. Lo stesso istituto di previdenza, si legge sul sito Asgi «non aveva risposto alla lettera inviato lo scorso 1 marzo con cui Asgi aveva già fatto presente all'Istituto l'illegittimità di tale limitazione, così l'8 giugno 2017 è stato depositato un ricorso in Tribunale. La legge stabilisce che qualsiasi donna che si trovi al settimo mese di gravidanza dopo il 1 gennaio 2017, ha diritto a ricevere un contributo di 800 euro, senza alcuna limitazione né in relazione al reddito né in relazione alla cittadinanza o al titolo di soggiorno». In senso contrario hanno mostrato di andare le circolari dell'Inps che limitano l'accesso al contributo solo ad alcune categorie di straniere.

Secondo le associazioni ricorrenti, in primis, «l'Inps non può impedire l'accesso alla prestazione ad alcune categorie di stranieri a cui la legge destinava il diritto al contributo, escludendo dalla platea dei destinatari le donne titolari di permesso unico lavoro, di permesso per motivi umanitari e le titolari di carta blu che rappresentano almeno il 45% delle donne straniere». La seconda discriminazione sta nel fatto che «se anche fosse disposta con legge (cosa che appunto non è avvenuta), l'esclusione degli stranieri privi dei requisiti introdotti dall'Inps sarebbe illegittima perché in contrasto con la normativa nazionale e comunitaria che prevede la parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni sociali per i titolari di permesso unico lavoro (art. 12 direttiva 2011/98), i titolari di carta blu (art. 14 direttiva 2009/50) e i titolari di permesso umanitario (art. 34 comma 5 d.lgs 251/2007)». 

Da qui la richiesta al giudice da parte delle associazioni di accertare il carattere discriminatorio della condotta dell'Inps «ordinando all'istituto – si legge ancora nel sito - di revocare o modificare le circolari limitative del diritto, garantendo a tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti l'accesso al beneficio come previsto dalla Legge di Bilancio 2017». 

La risposta dell'Inps non tarda ad arrivare: per l'istituto non è stata introdotta alcuna limitazione alla fruizione del beneficio per le donne straniere. L'Inps ha ancora precisato che le circolari, prima della loro pubblicazione, sono messe al vaglio dei ministeri che, nel caso di specie, non hanno manifestato rilievi. Per il bonus mamma però la partita resta ancora aperta.

(10/06/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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