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Lavoro: visite fiscali, cosa cambia con la riforma

Le novitÓ previste dalla riforma Madia
medico che visita paziente a casa

di Redazione - Diverse le novitÓ in arrivo sul versante delle visite fiscali dei dipendenti pubblici. Tra le tante misure previste dal testo unico per il pubblico impiego, approvato nei giorni scorsi dal Governo in attuazione della riforma Madia (leggi: "Falsi certificati di malattia: carcere e multe fino a 1.600 euro anche per il medico"), oltre alla lotta all'assenteismo, alla stretta sui licenziamenti disciplinari e al superamento del precariato, infatti, c'Ŕ anche un netto restyling della disciplina di controllo sulle malattie dei lavoratori.

Il fine dei provvedimenti approvati in via preliminare che, ora, dovranno passare al vaglio delle commissioni parlamentari (oltre che trovare l'intesa con regioni e autonomie locali) prima di diventare legge, Ŕ quello di mettere ordine nella materia, istituendo un polo unico in capo all'Inps, armonizzando le fasce orarie di reperibilitÓ e introducendo accertamenti ripetuti e mirati.

Ecco, nel dettaglio le novitÓ:

Il polo unico

L'unico soggetto che si occuperÓ delle visite fiscali sarÓ l'Inps che oggi effettua gli accertamenti medico-legali nei confronti delle assenze per malattia dei lavoratori del settore privato.

L'istituzione del polo unico modificherÓ dunque il meccanismo attuale che vede affidato il controllo dei dipendenti pubblici alle Asl.

Le fasce di reperibilitÓ

Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, l'idea Ŕ quella di uniformare le fasce orarie di reperibilitÓ entro le quali dovranno essere effettuati i controlli.

Al momento, per i dipendenti privati assenti per malattia la reperibilitÓ Ŕ di quattro ore al giorno (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19), per i lavoratori pubblici invece di sette ore (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).

In base alla proposta avanzata dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, le fasce orarie dovrebbero essere armonizzate, estendendo le 7 ore di reperibilitÓ dei dipendenti pubblici anche ai privati, senza alcuna differenza tra i due settori (leggi: "Visite fiscali in malattia 7 ore per tutti"). E di armonizzazione si parla anche nelle bozze del nuovo testo unico, che per˛, secondo quanto riportato dal Sole24Ore, procedono in senso contrario: nel senso di ridurre a quattro le ore di reperibilitÓ attualmente previste per gli statali. In tal senso, peraltro milita anche la circostanza che per estendere la reperibilitÓ dei privati servirebbe un decreto del ministero del lavoro e si ricadrebbe in un contesto diverso da quello della legge delega sulla riforma della P.A.

In ogni caso, ancora si parla di "bozze" e durante l'iter parlamentare non mancheranno le sorprese.

La semplificazione potrebbe anche passare per rendere non indispensabili delle fasce orarie, assicurando una reperibilitÓ costante dei lavoratori di entrambi i settori in caso di malattia, facendo salvi i casi di preventiva necessitÓ sanitaria comunicati e le urgenze mediche documentate.

I controlli saranno, comunque, mirati e ripetuti in modo da massimizzare l'efficacia delle visite.

Il nodo risorse

Rimane ancora aperto il nodo risorse. L'Inps infatti si Ŕ dichiarata disponibile ad intraprendere il nuovo compito, tuttavia non con le risorse a disposizione. Ad oggi, l'ente dispone di oltre 1.200 medici dediti alle visite fiscali per i dipendenti privati; addossare agli stessi anche i controlli per i lavoratori pubblici porterebbe ad una saturazione del potenziale. Per cui, secondo l'Inps, dovranno essere incrementate necessariamente le unitÓ per potenziare i controlli.

(13/03/2017 - Redazione) Foto: 123rf.com
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