Pubblicato in GU il Dl Giustizia 2026: tornano due prove scritte per l'esame da avvocato, slittano Gip collegiale e Tribunale della famiglia. Polemiche sull'Ufficio per il processo

Con la pubblicazione del decreto-legge n. 100/2026 prende forma un nuovo pacchetto di misure che interessa l'organizzazione degli uffici giudiziari, l'accesso alla professione forense, la digitalizzazione della giustizia e l'attuazione delle nuove regole europee in materia di immigrazione e asilo.

Esame di avvocato: ritorno alle due prove scritte

L'articolo 1 del decreto modifica nuovamente le modalità di accesso alla professione forense, superando il sistema semplificato adottato negli ultimi anni. L'esame di abilitazione torna a essere articolato in due prove scritte e una prova orale.

Gli elaborati scritti, da svolgersi in presenza con l'utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza, riguarderanno la redazione di un parere motivato e di un atto giudiziario in una delle materie scelte dal candidato tra diritto civile, penale e amministrativo.

La prova orale comprenderà la soluzione di un caso pratico, quesiti su diritto sostanziale e processuale e una verifica finale dedicata all'ordinamento professionale, alla deontologia e alla previdenza forense.

Per accedere al colloquio sarà necessario ottenere almeno 18 punti su 30 in ciascuna prova scritta, mentre il superamento dell'esame richiederà almeno 90 punti complessivi all'orale e una valutazione non inferiore a 18 punti per ciascuna delle prove previste.

In via transitoria vengono inoltre eliminate le verifiche intermedie delle scuole forensi. Il certificato di compiuto tirocinio sarà subordinato alla frequenza di almeno l'80% delle lezioni e al superamento di una prova finale scritta.

Slitta al 2027 il Gip collegiale

Tra le modifiche organizzative più rilevanti figura il rinvio al 28 febbraio 2027 dell'entrata in vigore del Gip collegiale. Viene inoltre prolungato di un anno il termine relativo alle infrastrutture informatiche degli uffici giudiziari e si estende a cinque anni il periodo transitorio previsto per il nuovo Tribunale delle persone, dei minorenni e della famiglia.

Prorogata anche l'estensione delle competenze degli uffici del giudice di pace, che resterà differita fino al 31 ottobre 2027.

Ufficio per il processo, confronto acceso con i sindacati

Uno dei punti più discussi riguarda l'Ufficio per il processo. La norma precisa che il personale dovrà essere destinato ordinariamente alle attività di supporto ai magistrati, con la possibilità di impieghi differenti solo in presenza di esigenze urgenti e documentate.

La disposizione ha suscitato le critiche delle organizzazioni sindacali, che temono un ritorno all'utilizzo degli addetti per mansioni di cancelleria, con conseguente dispersione delle competenze professionali acquisite.

Più risorse per digitalizzazione e sicurezza informatica

Il decreto prevede nuovi finanziamenti per garantire la continuità dei servizi digitali della giustizia e rafforzare la sicurezza delle infrastrutture informatiche.

Sono inoltre introdotte modifiche riguardanti gli indennizzi previsti dalla legge Pinto e la responsabilità professionale dei notai. Per quest'ultima viene stabilito che, pur restando fermo il termine ordinario di prescrizione, l'azione risarcitoria non potrà comunque essere esercitata oltre quindici anni dall'attività professionale svolta.

Marchi, brevetti e spese delle intercettazioni

Le nuove disposizioni intervengono anche sulla tutela cautelare in materia di proprietà industriale e diritto d'autore, adeguando la disciplina nazionale agli orientamenti della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Sono inoltre fissati termini più stringenti per la liquidazione delle spese relative alle intercettazioni, con la previsione di interessi e indennizzi in caso di ritardi nei pagamenti.

Attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo

Gli articoli dal 10 al 19 sono dedicati all'adeguamento dell'ordinamento italiano al Patto europeo su migrazione e asilo approvato nel 2024.

Tra le novità previste figurano procedure accelerate per l'esame delle domande di protezione internazionale alla frontiera, nuove forme di trattenimento e misure alternative, oltre all'individuazione delle autorità nazionali competenti per l'applicazione delle disposizioni europee.

Il decreto rappresenta quindi un intervento ampio che incide sia sull'organizzazione della giustizia sia sulle politiche migratorie, con alcune misure destinate a entrare immediatamente in vigore e altre rinviate al 2027.


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