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Processo civile: il contributo unificato nell'appello incidentale

Se l'appellato decide di presentare appello incidentale deve pagare il CU corrispondente al valore dell'appello principale
bilancia con dietro dei libri

di Valeria Zeppilli – Laddove una parte alla quale è stato notificato un appello avverso una sentenza che ha statuito su questioni di suo interesse intenda a sua volta impugnare il medesimo provvedimento (ovviamente per altri aspetti), può proporre il cd. appello incidentale

In sostanza, l'appello incidentale si colloca all'interno di un procedimento già avviato con l'appello principale, dal quale si distingue soprattutto per l'aspetto cronologico: è principale l'appello notificato per primo alla controparte, è incidentale quello depositato in sede di costituzione dall'appellato senza necessità di notifica (vai alla guida: "L'appello incidentale – guida legale con formula").

Il Contributo Unificato nell'appello incidentale

Seppure sia un aspetto molto discusso, la proposizione di un appello incidentale determina l'obbligo dell'appellato di pagare il contributo unificato per le spese di giustizia, al contrario di quanto avviene nel caso in cui questi si limiti a difendersi dall'appello depositando una "normale" comparsa di costituzione in giudizio.

Se, infatti, l'appellato predispone una difesa in giudizio senza avanzare autonome pretese di riforma della sentenza di primo grado, egli non deve pagare alcunché. Se invece, nel costituirsi, decide di impugnare il medesimo atto su altri aspetti, proponendo un appello incidentale, è tenuto a versare il contributo unificato.

Ammontare del contributo unificato nell'appello incidentale

Il versamento va fatto sempre e il suo ammontare è determinato sulla base del valore della domanda contenuta nell'appello principale.

Ad esempio, se quest'ultima è pari a 15mila euro, anche l'appellato che propone appello incidentale è tenuto, così come l'appellante, a pagare un contributo unificato per le spese di giustizia di importo pari a 355,50 euro.

In sostanza, l'importo è quello previsto in primo grado per il valore della causa, aumentato della metà.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(21/02/2017 - Valeria Zeppilli)
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