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Contributo IVS: che cos'è

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Cos'è il contributo Ivs, chi è tenuto a pagarlo e quando, il calcolo delle diverse aliquote a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore
insegnante donna che riceve soldi in una busta

Il contributo IVS (acronimo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) è una somma che i lavoratori iscritti all'Inps devono pagare all'istituto direttamente, se autonomi, o per il tramite del proprio datore di lavoro che effettua una trattenuta in busta paga, se dipendenti.

Il fine è quello di garantire al lavoratore la tutela assicurativa in caso di invalidità, vecchiaia o morte.

Contributo IVS: chi deve pagarlo

Al versamento (diretto o meno) del contributo IVS sono tenuti innanzitutto i dipendenti del settore privato e gli apprendisti.

Ad essi si affiancano i collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, gli artigiani, i commercianti, gli artisti dello spettacolo e i giornalisti iscritti all'Inpgi.

Devono pagare il contributo nelle modalità anzidette, poi, anche i mezzadri, i coloni e i coltivatori diretti.

Restano invece esclusi dal versamento i dipendenti pubblici.

Quando si paga il contributo IVS

Il versamento dei contributi Ivs viene suddiviso in 4 rate annuali: una prima quota va pagata il 16 maggio, la seconda il 20 agosto, la terza quota il 16 novembre e infine la quarta il 16 febbraio.

Contributo IVS: aliquota

Non tutti i predetti lavoratori sono assoggettati alla medesima aliquota IVS: essa, infatti, varia a seconda della categoria di appartenenza.

L'ammontare del contributo, poi, è influenzato anche da altri fattori, come il reddito minimo e massimo e il reddito di fascia.

Nel complesso, l'aliquota contributiva è determinata annualmente dall'Inps.

Contributo IVS 2019

Nel 2019, l'Inps vi ha provveduto con diverse circolari, ognuna dedicata a una diversa categoria di lavoratori.

Aliquota IVS lavoratori iscritti alla gestione separata

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori iscritti alla gestione separata, l'aliquota per il 2019, stabilita dalla circolare 19 del 6 febbraio, è del 33% per i collaboratori occasionali, a progetto o venditori porta a porta che non siano iscritti ad altre forme di previdenza. A tale aliquota si aggiunge lo 0,50% per maternità, malattia e assegno per il nucleo familiare.

Se tali categorie di lavoratori sono iscritti ad un'altra forma di previdenza, tuttavia, l'aliquota scende al 24%.

Per quanto riguarda, invece, gli autonomi e i professionisti iscritti alla gestione separata, l'aliquota è del 25% + 0,72% o del 24% a seconda che non siano o siano iscritti ad altre forme di previdenza.

Essi, però, sono gravati in maniera diretta del pagamento del 100% dell'aliquota e non di solo 1/3 con i restanti 2/3 a carico del datore di lavoro, come accade per gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata.

Aliquota IVS artigiani e commercianti

Venendo agli artigiani e ai commercianti, secondo quanto stabilito dalla circolare 25 del 13 febbraio 2019, l'aliquota è del 24% per gli artigiani di età superiore a 21 anni, del 21,45% per gli artigiani di età inferiore a 21 anni, del 24,09% per i commercianti di età superiore a 21 anni e del 21,54% per i commercianti di età inferiore a 21 anni.

Si tiene inoltre conto dei limiti minimi e massimi fissati dall'Inps.

Con riferimento agli artigiani e ai commercianti si segnala, poi, che del contributo IVS non sono gravati solo i titolari dell'attività ma anche i loro familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), nel caso in cui lavorino in maniera continuativa e prevalente nell'impresa.

Aliquota IVS coltivatori diretti, coloni e imprenditori agricoli

Infine, per quanto riguarda i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri e gli imprenditori agricoli, l'aliquota è fissata nella misura del 24%, senza differenziazione né per età né per zona di attività, al contrario di quanto avveniva in passato.

Per approfondimenti leggi Contributo IVS 2019

Contributo IVS busta paga

Per i lavoratori dipendenti, in genere, il contributo IVS è trattenuto in busta paga, ove si trova un'apposita casella denominata "contributo IVS INPS".

In questi casi, quindi, non bisogna preoccuparsi di eseguire il versamento, dato che lo stesso è prelevato direttamente dallo stipendio, tenendo conto del fatto che il contributo non è interamente a carico del lavoratore e che una percentuale è quindi corrisposta dal datore di lavoro. Più in particolare, la quota gravante sul lavoratore è del 9,19%.

Vedi anche la guida La busta paga

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(31/12/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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