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Contributo IVS: che cos'è

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Cos'è il contributo Ivs, chi è tenuto a pagarlo e quando, il calcolo delle diverse aliquote a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore
insegnante donna che riceve soldi in una busta

  1. Cos'è il contributo Ivs
  2. Chi deve pagarlo
  3. Aliquota IVS
  4. Aliquota Ivs dipendenti privati
  5. Aliquota Ivs gestione separata
  6. Aliquota Ivs artigiani e commercianti
  7. Aliquota Ivs coltivatori diretti, coloni e imprenditori agricoli


Cos'è il contributo Ivs

Il contributo IVS (acronimo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) è una somma che i lavoratori iscritti all'Inps devono pagare all'istituto direttamente, se autonomi, o per il tramite del proprio datore di lavoro che effettua una trattenuta in busta paga, se dipendenti.

Il fine è quello di garantire al lavoratore la tutela assicurativa in caso di invalidità, vecchiaia o morte.

Chi deve pagarlo


Al versamento (diretto o meno) del contributo IVS sono tenuti innanzitutto i dipendenti del settore privato e gli apprendisti.

Ad essi si affiancano i collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, gli artigiani, i commercianti, gli artisti dello spettacolo e i giornalisti iscritti all'Inpgi.

Devono pagare il contributo nelle modalità anzidette, poi, anche i mezzadri, i coloni e i coltivatori diretti.

Restano invece esclusi dal versamento i dipendenti pubblici.

Quando si paga

Il versamento dei contributi Ivs viene suddiviso in 4 rate annuali: una prima quota va pagata il 16 maggio, la seconda il 20 agosto, la terza quota il 16 novembre e infine la quarta il 16 febbraio.

Aliquota IVS


Non tutti i predetti lavoratori sono assoggettati alla medesima aliquota IVS: essa, infatti, varia a seconda della categoria di appartenenza.

L'ammontare del contributo, poi, è influenzato anche da altri fattori, come il reddito minimo e massimo e il reddito di fascia.

Nel complesso, l'aliquota contributiva è determinata annualmente dall'Inps.

Aliquota Ivs dipendenti privati


Andando più nel dettaglio, le aliquote fissate per i lavoratori dipendenti privati (assunti sia tempo indeterminato che a tempo determinato) sono del 32,87% e, per i lavoratori non agricoli autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1995, del 27,87%.

La retribuzione minima settimanale, invece, è fissata in euro 200,76, mentre la prima fascia di retribuzione annuale oltre la quale si prevede il pagamento di un'aliquota aggiuntiva dell'1% è fissata in euro 46.123,00.

Infine è di euro 100.324,00 il massimale applicabile ai prosecutori volontari titolari di contribuzione successiva al 1° gennaio 1996 o che esercitino l'opzione per il sistema contributivo.

Aliquota Ivs gestione separata


Per quanto riguarda, invece, i lavoratori iscritti alla gestione separata, l'aliquota per il 2016 è del 31% per i collaboratori occasionali, a progetto o venditori porta a porta che non siano iscritti ad altre forme di previdenza. A tale aliquota si aggiunge lo 0,72% per maternità, malattia e assegno per il nucleo familiare.

Se tali categorie di lavoratori sono iscritti ad un'altra forma di previdenza, tuttavia, l'aliquota scende al 24%.

Per quanto riguarda, invece, gli autonomi e i professionisti iscritti alla gestione separata, l'aliquota è del 27% + 0,72% o del 24% a seconda che non siano o siano iscritti ad altre forme di previdenza.

Essi, però, sono gravati in maniera diretta del pagamento del 100% dell'aliquota e non di solo 1/3 con i restanti 2/3 a carico del datore di lavoro, come accade per gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata.

Aliquota Ivs artigiani e commercianti


Venendo agli artigiani e ai commercianti, l'aliquota è del 23,10% per gli artigiani di età superiore a 21 anni, del 20,10% per gli artigiani di età inferiore a 21 anni, del 23,19% per i commercianti di età superiore a 21 anni e del 20,19% per i commercianti di età inferiore a 21 anni.

Si tiene inoltre conto dei limiti minimi e massimi fissati dall'Inps.

Con riferimento agli artigiani e ai commercianti si segnala, poi, che del contributo IVS non sono gravati solo i titolari dell'attività ma anche i loro familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), nel caso in cui lavorino in maniera continuativa e prevalente nell'impresa.

Aliquota Ivs coltivatori diretti, coloni e imprenditori agricoli


Infine, per quanto riguarda i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri e gli imprenditori agricoli, l'aliquota è fissata innanzitutto in funzione di quattro fasce di reddito: da 0 a 232,40 euro, da 232,41 a 1.032,91 euro, da 1.032,92 a 2.324,05 euro e da 2.324,06 euro in su.

Oltre alla fascia di reddito dell'azienda, la determinazione complessiva dell'aliquota tiene conto anche dell'età maggiore o minore di 21 anni del contribuente e della collocazione geografica dell'impresa (il contributo è infatti ridotto nel caso in cui si tratta di zona svantaggiata o zona montana).

Vedi anche la guida La busta paga

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(08/04/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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