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Contributo IVS: che cos'è

Cos'è il contributo Ivs, chi è tenuto al versamento e come è determinata l'aliquota
inps

di Valeria Zeppilli – Il contributo IVS (acronimo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) è una somma che i lavoratori iscritti all'Inps devono pagare all'istituto direttamente, se autonomi, o per il tramite del proprio datore di lavoro che effettua una trattenuta in busta paga, se dipendenti.

Il fine è quello di garantire al lavoratore la tutela assicurativa in caso di invalidità, vecchiaia o morte.


  1. Soggetti tenuti al versamento del contributo IVS
  2. Aliquota IVS
  3. Dipendenti privati
  4. Gestione separata
  5. Artigiani e commercianti
  6. Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli

Soggetti tenuti al versamento del contributo IVS

Al versamento (diretto o meno) del contributo IVS sono tenuti innanzitutto i dipendenti del settore privato e gli apprendisti.

Ad essi si affiancano i collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, gli artigiani, i commercianti, gli artisti dello spettacolo e i giornalisti iscritti all'Inpgi.

Devono pagare il contributo nelle modalità anzidette, poi, anche i mezzadri, i coloni e i coltivatori diretti.

Restano invece esclusi dal versamento i dipendenti pubblici.

Aliquota IVS

Non tutti i predetti lavoratori sono assoggettati alla medesima aliquota IVS: essa, infatti, varia a seconda della categoria di appartenenza.

L'ammontare del contributo, poi, è influenzato anche da altri fattori, come il reddito minimo e massimo e il reddito di fascia.

Nel complesso, l'aliquota contributiva è determinata annualmente dall'Inps.

Dipendenti privati

Andando più nel dettaglio, le aliquote fissate per i lavoratori dipendenti privati (assunti sia tempo indeterminato che a tempo determinato) sono del 32,87% e, per i lavoratori non agricoli autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1995, del 27,87%.

La retribuzione minima settimanale, invece, è fissata in euro 200,76, mentre la prima fascia di retribuzione annuale oltre la quale si prevede il pagamento di un'aliquota aggiuntiva dell'1% è fissata in euro 46.123,00.

Infine è di euro 100.324,00 il massimale applicabile ai prosecutori volontari titolari di contribuzione successiva al 1° gennaio 1996 o che esercitino l'opzione per il sistema contributivo.

Gestione separata

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori iscritti alla gestione separata, l'aliquota per il 2016 è del 31% per i collaboratori occasionali, a progetto o venditori porta a porta che non siano iscritti ad altre forme di previdenza. A tale aliquota si aggiunge lo 0,72% per maternità, malattia e assegno per il nucleo familiare.

Se tali categorie di lavoratori sono iscritti ad un'altra forma di previdenza, tuttavia, l'aliquota scende al 24%.

Per quanto riguarda, invece, gli autonomi e i professionisti iscritti alla gestione separata, l'aliquota è del 27% + 0,72% o del 24% a seconda che non siano o siano iscritti ad altre forme di previdenza.

Essi, però, sono gravati in maniera diretta del pagamento del 100% dell'aliquota e non di solo 1/3 con i restanti 2/3 a carico del datore di lavoro, come accade per gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata.

Artigiani e commercianti

Venendo agli artigiani e ai commercianti, l'aliquota è del 23,10% per gli artigiani di età superiore a 21 anni, del 20,10% per gli artigiani di età inferiore a 21 anni, del 23,19% per i commercianti di età superiore a 21 anni e del 20,19% per i commercianti di età inferiore a 21 anni.

Si tiene inoltre conto dei limiti minimi e massimi fissati dall'Inps.

Con riferimento agli artigiani e ai commercianti si segnala, poi, che del contributo IVS non sono gravati solo i titolari dell'attività ma anche i loro familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), nel caso in cui lavorino in maniera continuativa e prevalente nell'impresa.

Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli

Infine, per quanto riguarda i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri e gli imprenditori agricoli, l'aliquota è fissata innanzitutto in funzione di quattro fasce di reddito: da 0 a 232,40 euro, da 232,41 a 1.032,91 euro, da 1.032,92 a 2.324,05 euro e da 2.324,06 euro in su.

Oltre alla fascia di reddito dell'azienda, la determinazione complessiva dell'aliquota tiene conto anche dell'età maggiore o minore di 21 anni del contribuente e della collocazione geografica dell'impresa (il contributo è infatti ridotto nel caso in cui si tratta di zona svantaggiata o zona montana).

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/12/2016 - Valeria Zeppilli)
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