Sei in: Home » Articoli

Sesso in macchina: cosa si rischia oggi?

La disciplina legislativa degli atti osceni in luogo pubblico o esposto al pubblico e la giurisprudenza sul sesso in macchina
coppia che fa sesso in auto

Avv. Daniele Paolanti - L'atto sessuale compiuto in luoghi pubblici o comunque frequentati dal pubblico configura una fattispecie di reato (oggi depenalizzato e ricondotto a mero illecito amministrativo) ovvero quella contemplata dall'art. 527 del codice penale che così dispone: "Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all'interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro".

  1. Reato di atti osceni: la depenalizzazione
  2. Cosa si intende per atti osceni
  3. Sesso in macchina: la giurisprudenza

Reato di atti osceni: la depenalizzazione

La depenalizzazione è intervenuta a seguito del varo del d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8 il cui art. 2 comma 1 l. a) così prevede: "nel primo comma, le parole «e' punito con la reclusione da tre mesi a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000»".

Dunque chi oggi fosse colto nell'atto sessuale condotto all'interno di un'automobile rischia la mera sanzione amministrativa? Esaminiamo nel dettaglio cosa si intende per atti osceni in luogo pubblico o esposto al pubblico e la posizione della giurisprudenza.

Cosa si intende per atti osceni

La dottrina è proclive a ritenere che gli atti da qualificarsi come osceni siano quelli che oltraggiano la morale sessuale, ovvero che, per la spudoratezza con la quale viene violato il normale riserbo attinente la sfera sessuale, conducano ad un'impudica e sfrontata esibizione o mostra della propria intimità (il che può ricomprendere la manifestazione lasciva di nudità, la masturbazione o l'atto sessuale che si svolgano in pubblico o luogo aperto al pubblico).

Atti assolutamente osceni e atti relativamente osceni

Ulteriore distinzione operata dalla dottrina è quella tra atti assolutamente osceni ed atti relativamente osceni. Nella prima categoria sono ricompresi gli atti della cui oscenità non si può dubitare e che pertanto evidenziano un difetto di riserbo e pudore tali da oltraggiare sensibilmente ed in modo incisivo la morale sessuale, mentre sono relativamente osceni quegli atti che devono ritenersi tali sono in relazione alle circostanze esterne. È ancora oggi fattispecie delittuosa, tuttavia, l'atto osceno compiuto in luoghi che siano frequentati dai minori o se vi è il pericolo che essi vi assistano. Alcuni autori hanno ritenuto che detta parte dispositiva debba essere intesa come facente riferimento ad ambienti che per le proprie caratteristiche strutturali o in relazione alla stabile destinazione funzionale, ma finanche per la loro conoscibilità alla generalità dei consociati, possano essere frequentati da minori. La norma mira a scongiurare che minori possano assistere all'atto osceno specie in aree dove è prevedibile che possa manifestarsi la loro presenza.

Sesso in macchina: la giurisprudenza

Il caso è stato portato all'attenzione della Suprema Corte che ha esaminato la posizione di due persone condannate alla pena di mesi 3 di reclusione per aver intrattenuto rapporti sessuali in un'auto in sosta lungo la pubblica via in area illuminata. I giudici di Piazza Cavour, in ossequio alla novella legislativa, hanno ammesso che: "la sentenza in esame deve essere annullata senza rinvio a seguito della sopravvenuta depenalizzazione del reato di cui all'art. 527 cod. pen., ad opera dell'art. 2 d.lgs. 15/1/2016 n. 8 (pubblicato nella G.U. n. 17 del 22/1/2016), che ha previsto espressamente la configurazione come illecito amministrativo, punito con la sanzione pecuniaria da euro 5.000 ad euro 30.000, del reato di cui all'art. 527, primo comma, cod. pen., contestato ai ricorrenti. Non occorre trasmettere gli atti alla autorità amministrativa competente, risultando prescritta la violazione, commessa il 19 marzo 2007, atteso che l'obbligo di trasmissione di cui all'art. 9 del d.lgs. 8/2016 citato è espressamente escluso dal primo comma di tale disposizione nell'ipotesi di estinzione del reato per prescrizione o per altra causa" (Cassazione, sez. III Penale, n. 41731/2016).

L'intervenuta depenalizzazione ha indotto dunque ad annullare la sentenza non essendo più il fatto previsto dalla legge come reato.

Leggi anche:

- Il reato di atti osceni

- Appartarsi in auto: fino a 30mila euro di multa

Daniele PaolantiDaniele Paolanti�- profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attivit� di assistenza alla didattica.
(02/12/2016 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Gratuito patrocinio: se il ricorso è inammissibile addio compenso all'avvocato
» Stralcio debiti sotto mille euro: la prima sentenza
» Quota 100: in pensione prima ma con assegno pi leggero
» Pensioni: arriva la tredicesima
» La prescrizione penale

Newsletter f g+ t in Rss