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Appello contro la sentenza di divorzio. Guida con fac-simile di ricorso

Quando e come è possibile impugnare la sentenza con la quale viene disposta la cessazione degli effetti civili del matrimonio
Foglio tagliato da una forbice

di Valeria Zeppilli – La struttura e la forma del processo di appello avverso la sentenza di divorzio è una delle peculiarità che caratterizzano il procedimento previsto per la dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Rito camerale

La particolarità principale è rappresentata dal fatto che, secondo quanto previsto dall'articolo 4, comma 15, della legge 1° dicembre 1970, numero 898, il processo d'appello è deciso in camera di consiglio.

A tal proposito, nonostante non manchino visioni opposte consolidate soprattutto in dottrina, deve ritenersi che la camera di consiglio riguardi non solo la fase decisoria, ma il procedimento in generale che seguirebbe le regole di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.

Principio della soccombenza

Un altro aspetto peculiare dell'impugnazione della sentenza di divorzio attiene all'applicabilità della regola della soccombenza.

L'articolo 5 della legge sul divorzio, infatti, afferma che la sentenza pronunciata in sede ordinaria può essere impugnata da ciascuna delle parti.

Ciò vuol dire che tale norma ha reso inapplicabile il principio della soccombenza al procedimento di divorzio?

Per alcuni sì: anche la parte che ha visto accolte le proprie richieste dal giudice, presentate congiuntamente con l'altra, può pentirsi e chiedere qualcosa di diverso al giudice dell'impugnazione.

Tuttavia, non ha senso abbandonare così semplicemente i principi generali. Piuttosto, è preferibile sposare la diversa interpretazione, in forza della quale, nonostante la lettera del predetto articolo 5, deve ritenersi che la pronuncia congiunta di divorzio nasce già passata in giudicato: in forza del principio della soccombenza, nessuno ha il potere di impugnarla dato che il giudice ha dato a tutte e due le parti ciò che hanno chiesto insieme.

Termini per l'appello

Il fatto che il procedimento di divorzio sia assoggettato alle regole previste per i procedimenti in camera di consiglio non incide in alcun modo sulla disciplina dei termini di impugnazione, che è quella ordinaria. Del resto, manca un'espressa previsione legislativa di segno contrario.

Di conseguenza, trovano applicazione gli articoli 325 e 327 del codice di procedura civile e la sentenza di divorzio andrà impugnata entro 30 giorni o entro sei mesi a seconda che essa sia stata o meno notificata a cura dell'appellato.

A tal proposito si ricorda che il termine per proporre l'appello si intende rispettato considerando la data di deposito del ricorso.

Forma dell'appello

L'appello va proposto sempre e comunque nella forma del ricorso, da depositare nella cancelleria del competente giudice dell'impugnazione, e non nella forma dell'atto di citazione.

In ogni caso, laddove si proponga un atto di citazione deve ritenersi valido il principio di conversione degli atti processuali viziati, purché il deposito in cancelleria sia avvenuto nei termini sopra visti per la proposizione dell'appello.

Notifica del ricorso

Come detto sopra, la proposizione dell'appello si perfeziona con il deposito del ricorso in cancelleria nel termine perentorio fissato dal codice di rito.

Una volta ricevuto il ricorso, tuttavia, il giudice emana un decreto con il quale fissa l'udienza di comparizione delle parti e il termine entro il quale l'appellante deve notificare all'appellato il ricorso e tale decreto.

Cosa accade, quindi, in caso di mancato rispetto di tale nuovo termine?

Per la giurisprudenza non è possibile farne discendere l'inammissibilità dell'impugnazione, ma sarà necessario concedere un nuovo termine per la notifica. Se neanche questo è rispettato, poi, la causa andrà cancellata dal ruolo e il giudizio estinto, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza di primo grado.

Del resto, "la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza costituisce momento esterno e successivo alla fattispecie processuale introduttiva del giudizio di impugnazione, diretto soltanto a instaurare il contraddittorio" (Cass. n. 20704/2007).

Procedimento

Il procedimento d'appello avverso le sentenze di divorzio si articola, in generale, in un'unica udienza all'esito della quale il collegio, dopo aver ascoltato la relazione del componente a ciò delegato, trattiene la causa in decisione.

Se lo ritiene necessario, tuttavia, è possibile anche che il collegio disponga l'attività istruttoria sollecitata dalle parti, dopo aver effettuato le verifiche preliminari necessarie e aver disposto i conseguenti provvedimenti, fissando una nuova udienza.

Resta comunque fermo il divieto dei nova, in forza del quale le nuove prove sono ammissibili solo se indispensabili.

Fac-simile ricorso in appello avverso sentenza di divorzio

Corte d'appello di ____________

Ricorso ai sensi degli articoli 709 bis c.p.c. e 4 legge n. 898/1970

Il sig. _________________, nato a ___________________, il ______________ e residente in ____________________ via _______________ n. ___ C.F.: __________________, elettivamente domiciliato in __________________ via _______________ n. _____ presso e nello studio dell'Avv. ___________________ del Foro di ____________ (C.F. ______________ - fax _______________ - pec ________________) che lo rappresenta e difende giusta delega in calce al presente atto;

Propone appello

avverso la sentenza n. ____/____del Tribunale di ___________, emessa in data __________ e depositata in cancelleria in data_____________, pronunciata nella causa iscritta al R.G.N. ___/___ e promossa da ____________, nato a ______________ il _____________ e residente in ____________ via ________________ n. __.

Premesso che

- il sig. _____________ e la sig.ra _____________ contraevano matrimonio concordatario / civile in data ___________________ e il relativo atto di matrimonio veniva trascritto presso l'ufficio dello stato civile di________, in data ___________, al numero _______________;

- i coniugi optavano per il regime della separazione / comunione dei beni;

- dalla loro unione non nascevano figli / nascevano i seguenti figli (nome, cognome, data e luogo di nascita)

- con ricorso depositato in data________, i sig.ri presentavano ricorso al Tribunale di __________, perché venisse pronunziata la separazione tra gli stessi;

- il Presidente del Tribunale di _____________ omologava la separazione con provvedimento n. _____/____;

- con ricorso depositato il________, ____________ chiedeva al Tribunale di ____________ di disporre la cessazione degli effetti civili del matrimonio con ___________________, chiedendo _______________;

- _______________ si costituiva chiedendo _________________________;

- con sentenza numero __/___ del ________ il Tribunale di _________ accoglieva la domanda di divorzio formulata da ________, ai sensi della legge numero 898/1970 e rigettava, invece,___________;

- tale sentenza è ingiusta e va censurata per i seguenti

Motivi

Argomentare le ragioni a sostegno dell'appello

Tutto ciò premesso, il sig. __________, come sopra rappresentato e difeso

Ricorre

alla Corte d'appello adita affinché, espletati i provvedimenti di rito, voglia accogliere le seguenti

Conclusioni

in riforma della sentenza n. __/_ del __________ emessa dal Tribunale di ______________, disponga ____________________ .

In ogni caso, con vittoria di spese di lite, diritti, onorari, rimborso forfettario per spese generali, CPA ed IVA, per entrambi i gradi di giudizio.

Si depositano i seguenti documenti:

- Copia conforme della sentenza n. __________/__;

- Fascicolo di parte relativo al primo grado di giudizio;

- __________________;

Ai sensi della normativa in materia di contributo unificato si dichiara che il valore del presente procedimento è pari ad Euro ___________ .

Luogo, data Avv.____________ (firma)

Leggi anche: Appello contro la sentenza di separazione. Guida con fac-simile di ricorso

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(03/11/2016 - Valeria Zeppilli)
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