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Vendita di farmaci online: "formalmente" legale ma nei fatti è ancora illecita. Di chi è la colpa?

Ne abbiamo parlato con il Dott. Francesco Zaccariello, farmacista e CEO di eFarma.it
Farmacista e Ceo di efarma.it Francesco Zaccariello

di Marina Crisafi - Risale al luglio scorso l'annuncio della "legalizzazione" della vendita dei farmaci online (ne avevamo dato notizia anche nella pagine di questo portale (v. Aspirine e sciroppi d'ora in poi arrivano a casa. Via libera alla vendita dei farmaci online). Una liberalizzazione che, si badi bene, doveva riguardare solo i farmaci da banco (ossia quei farmaci che possono essere acquistati liberamente e senza bisogno di ricetta medica). Tutto sembrava oramai sistemato con il recepimento da parte dell'Italia della direttiva europea 2011/62/UE. Ma a quanto pare le cose non sono proprio così semplici.

Nonostante il clamore mediatico e le aspettative degli utenti, la vendita online di fatto è rimasta un miraggio ed è solo "formalmente legale" perché manca il provvedimento d'attuazione del Ministero della Salute. Un ritardo "colpevole" che ha ingenerato negli utenti l'erronea convinzione che di fatto si possa acquistare online, alimentando non solo diverse iniziative fai-da-te ma paradossalmente anche il ricorso al mercato illegale, un mercato al quale circa 5milioni di italiani si sono rivolti almeno una volta anche per farmaci per contrastare malattie gravi.

Ne parliamo con il dott. Francesco Zaccariello, farmacista e CEO di eFarma.it, una delle prime farmacie on line in Italia.

Dott. Zaccariello, nonostante la normativa sia in vigore, in Italia è ancora illegale acquistare farmaci online?

"Nel 2014 tra le polemiche dei detrattori e l'entusiasmo di una parte di colleghi favorevoli, l'Italia ha recepito la direttiva europea 2011/62/UE sul contrasto alla falsificazione dei medicinali per uso umano, che conteneva anche misure sul commercio di farmaci via Internet, autorizzando le farmacie e le parafarmacie alla vendita online dei medicinali senza obbligo di ricetta. Tale emendamento è entrato in vigore dal 1 Luglio 2015 e consente "formalmente" la vendita online dei farmaci senza prescrizione medica, come prevede il decreto legislativo n. 17/2014, rinviandone però l'attuazione pratica ad un provvedimento del ministero della salute, ad oggi non ancora emesso".

Quali aspetti devono essere disciplinati? E quali compiti hanno le regioni?

"Come prima cosa, il ministero della Salute ha specificato tramite un decreto le modalità per richiedere le autorizzazioni: il farmacista dovrà ottenere il benestare della Regione di competenza, chiamata a verificare l'esistenza dei requisiti necessari, e solo in seguito potrà richiedere al ministero il bollino che contrassegna le farmacie online legali. Ma dal fronte delle Regioni per ora tutto tace: e questa lunga serie di passaggi inevitabilmente dilaterà le tempistiche. Qualche mese fa, la Regione Emilia Romagna ha voluto far chiarezza, tramite una circolare in cui dichiarava che in attesa delle annunciate dichiarazioni ministeriali e del conseguente provvedimento regionale, non è possibile presentare alcuna richiesta di autorizzazione".

Questo ritardo cosa ha comportato?

"L'emendamento di quest'estate com'è ovvio ha creato una forte onda mediatica, tanto che sono comparsi i primi portali italiani che commercializzano liberamente farmaci SOP e OTC (ndr i c.d. farmaci da banco o senza ricetta).


In molti casi a gestirli sono titolari di farmacie che, in buona fede e semplicemente confusi da notizie riportate in modo impreciso dalla stampa generalista, non hanno del tutto chiara la complessità dell'iter. E si trovano così inconsapevolmente a gestire siti che a tutti gli effetti risultano fuori norma".

E per i cittadini? Paradossalmente si rischia di alimentare il mercato illegale, ingenerando la convinzione che acquistare farmaci online sia lecito?

"Certamente, questo è un serio rischio in cui si possono trovare migliaia di utenti meno esperti che tratti in inganno dalla diffusione della notizia, si ritrovano ad acquistare su farmacie online illegali, che magari commercializzano prodotti falsificati o senza garanzie sulla tracciabilità del farmaco. Come noto il fenomeno delle farmacie online illegali è una problematica seria che ha spinto più volte l'AIFA a prendere provvedimenti, basti pensare che le statistiche dicono che sono circa cinque milioni gli italiani che hanno comprato per una volta un farmaco da una farmacia online illegale e i prodotti più ricercati sono farmaci per la disfunzione erettile, anabolizzanti, anoressizzanti, eritropoietina (epo) e talvolta anche farmaci per uso oncologico".

Da qui l'importanza di agire velocemente, anche per recuperare il ritardo tutto italiano rispetto agli altri Paesi europei?

"In gran parte dei Paesi europei si vendono online farmaci da banco ma addirittura in Germania ed in Gran Bretagna è possibile acquistare anche i medicinali sotto prescrizione medica, ed al momento dell'ordine online il cliente può scegliere se farsi spedire il prodotto a domicilio o ritirarlo nel punto vendita. Deve farci ragionare anche il fatto che negli Stati Uniti le vendite online dei farmaci sono attive dal 2002".

Cosa possono e cosa potranno acquistare una volta a "regime" gli utenti nelle farmacie online?

"Ad oggi nelle farmacie online italiane si possono acquistare tutti i prodotti presenti in una farmacia ad eccezione dei farmaci. Sembra assurdo ma attualmente le farmacie trattano circa 70.000 referenze oltre al farmaco, come integratori, cosmetici, articoli sanitari, prima infanzia e una parte dei prodotti veterinari. Dal momento che sarà terminato l'iter burocratico, sarà possibile vendere anche i cosidetti farmaci da banco SOP e OTC".

Secondo i "detrattori" del mercato farmaceutico online, l'acquisto di un medicinale è spesso dettato dall'urgenza e si preferirà andare dal farmacista di fiducia piuttosto che rivolgersi ad internet. Lei cosa ne pensa?

"Le dinamiche che coinvolgono il processo di acquisto online sono davvero tante e svariate. Un luogo comune è sicuramente la ricerca del miglior prezzo che si riesce a spuntare navigando tra i comparatori di prezzo. In realtà questa è solo una delle motivazioni ma sicuramente non è tra le principali, molto spesso si ricorre online per l'acquisto di prodotti non reperibili nella farmacia sottocasa. Infatti ogni giorno serviamo centinaia di clienti che vivono in piccole periferie o isole, ma i nostri clienti sono anche i tanti lavoratori che a causa dei frenetici ritmi lavorativi, fanno della loro pausa pranzo un buon momento per fare shopping online oppure persone con patologie croniche o disabili che approfittano del vasto assortimento di prodotti online per poter acquistare comodamente da casa. Riusciamo a offrire un servizio di counseling gratuito, grazie ad una live chat, dove gli utenti che navigano nella farmacia online eFarma.it possono chiedere informazioni sui prodotti o anche un semplice consiglio ai nostri farmacisti. Importante sottolineare che la consulenza o la vendita online non devono sovrapporsi alla figura del farmacista sul territorio che deve restare comunque il primo riferimento del cittadino".

(20/11/2015 - Marina Crisafi)
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