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La vendita online

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Cosa sono e come funzionano i contratti a distanza nell'e-commerce. La disciplina del commercio elettronico nel Codice del Consumo. Guida alla vendita online
vendita online
Avv. Marco Sicolo - La vendita online è il negozio giuridico che caratterizza il commercio elettronico, conosciuto anche come e-commerce. Giuridicamente, tale fattispecie è ricondotta nell'ambito dei contratti a distanza, disciplinati nel dettaglio dagli artt. 48 segg. del Codice del Consumo (D. Lgs. 206/05).

E proprio tale codice rappresenta la normativa di riferimento in materia, assieme al D. Lgs. 70/03, attuativo della direttiva europea 2000/31/CE.

  1. Contratti a distanza cosa sono
  2. Cos'è la vendita online
  3. I vari tipi di vendita online
  4. La conclusione del contratto nella vendita online
  5. Garanzie del consumatore nel commercio elettronico
  6. Il diritto di ripensamento

Contratti a distanza cosa sono

Secondo l'art. 45 del Codice del Consumo, per contratto a distanza si intende qualsiasi contratto concluso tra un professionista e un consumatore "senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore, mediante l'uso esclusivo di uno o più mezzi di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso".

Cos'è la vendita online

Nello specifico, la vendita online è quella compiuta attraverso l'utilizzo di dispositivi connessi telematicamente, come pc, tablet o smartphone, che permettono di concludere l'acquisto di beni o servizi direttamente sul sito di riferimento del venditore.

I vari tipi di vendita online

A seconda della qualità rivestita dai soggetti che figurano come parti del contratto, la vendita online può essere di tipo:

B2C, business to consumer

Il venditore è un professionista che gestisce un'attività di vendita (o fornitura) organizzata, mentre l'acquirente è un consumatore. In questo caso, trovano applicazione tutte le norme e le tutele previste dal Codice del Consumo;

B2B, business to business

Sia il venditore che l'acquirente agiscono nell'ambito della propria attività professionale e pertanto nessuno dei due assume la qualità di consumatore;

C2C, consumer to consumer

E' lo schema tipico delle transazioni che avvengono sulle piattaforme di aste online, ma anche su quelle che consentono a qualsiasi privato di vendere i propri beni in modo occasionale, senza l'organizzazione di un'attività finalizzata al commercio.

La conclusione del contratto nella vendita online

Nella vendita online, la conclusione del contratto avviene, generalmente, con il metodo point & click, che prevede che l'acquirente esprima il suo consenso cliccando su un pulsante sulla pagina web di acquisto.

Le regole in materia, su questo punto, prevedono una serie di tutele per il consumatore. In particolare, il pulsante deve recare una dicitura chiara e non equivoca relativa all'atto di acquisto (ad es. "Paga ora").

Inoltre, prima di concludere l'acquisto è necessario che il cliente fornisca i propri dati anagrafici e sia informato riguardo ai possibili metodi di pagamento (ad es. bonifico bancario, carta di credito, carte prepagate, portafogli elettronici).

Garanzie del consumatore nel commercio elettronico

Dopo aver accettato termini e condizioni relativi alla vendita (che non possono essere in contrasto con quanto previsto dal Codice del Consumo) e aver completato la procedura di acquisto online, il consumatore riceve via mail (o su altro supporto durevole, ad es. cartaceo) la conferma dell'ordine e gli estremi relativi alla consegna del prodotto.

Il venditore è tenuto a garantire al consumatore la consegna di un prodotto conforme a quello descritto sul suo sito web ed è tenuto per due anni dalla consegna a sostituire, riparare o rimborsare il bene che presenti vizi e difetti denunciati dall'acquirente entro due mesi dalla scoperta (a meno che il vizio fosse occulto o sia stato riconosciuto dal venditore).

Il diritto di ripensamento

Un aspetto molto importante nel campo dell'e-commerce, e in generale in tutte le vendite a distanza, è il diritto di ripensamento previsto da Codice del Consumo.

In base a tale istituto, il consumatore può recedere liberamente dal contratto entro 14 giorni dalla consegna del prodotto, senza fornire alcuna motivazione al venditore.

In conseguenza del ripensamento, l'acquirente deve restituire il bene a sue spese e il venditore deve provvedere a rimborsare l'intero prezzo d'acquisto, di regola utilizzando lo stesso mezzo di pagamento adottato dal consumatore.

Il Codice del Consumo, all'art. 59, individua alcune ipotesi in cui non è possibile esercitare il diritto al ripensamento, come ad esempio nel caso in cui la prestazione dei servizi sia già stata ultimata oppure se il prodotto acquistato era personalizzato o di genere deperibile.


Vai anche alla guida E-commerce

(01/06/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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