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Via libera alla depenalizzazione dei reati... e lo Stato farà cassa due volte

Non saranno reato l'ingiuria, il furto da parte del comproprietario, l'appropriazione di cose smarrite, l'uso di scritture private falsificate e altri reati di scarsa offensività
Uomo guarda manette appoggiate su pila di euro

di Marina Crisafi - Sanzioni più rapide, incisive ed efficaci che producono entrate incassate dallo Stato e risparmi per i costi dei tanti procedimenti, ma anche decongestionamento della giustizia penale da migliaia di procedure lunghe, inutili e costose. E ancora concentrazione sui reati socialmente più gravi per assicurare una più efficace repressione. Sono questi, come affermato nella nota del Ministero della giustizia, gli obiettivi dei due decreti legislativi sulle depenalizzazioni approvati oggi dal Consiglio dei Ministri nell'ambito dell'esercizio della legge delega 67/2014 che ora saranno esaminati dalle commissioni parlamentari per i relativi pareri per poi tornare in Cdm per l'approvazione definitiva.

Per l'effetto di tali provvedimenti, dunque, i reati di lieve entità (quelli che non prevedono il carcere per intenderci), ma la sola pena della multa o dell'ammenda (sia al di fuori che dentro il codice penale), si trasformeranno in illeciti amministrativi, con sanzioni variabili da 5mila a 50mila euro in base alla cornice edittale precedentemente prevista.

Ciò avverrà ad esempio per il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali da parte del datore di lavoro per somme non superiori a 10mila euro, che consentirà secondo le previsioni di deflazionare migliaia di procedimenti penali che intasano le aule dei tribunali. Per tale "ex" reato è previsto che il datore di lavoro non venga neanche punito sul piano amministrativo laddove provveda al versamento delle ritenute entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica della violazione.

Restano fuori dalle modifiche (e dunque dentro il sistema penale), una serie di reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell'ammenda tutelano interessi importanti, tra cui quelli in materia ambientale, edilizia e urbanistica, alimentare, gioco d'azzardo, armi ed elezioni.

Nel decalogo dei reati di "scarsa offensività" abrogati rientrano invece l'ingiuria, il furto del bene da parte del comproprietario, l'appropriazione di cose smarrite, l'uso di scritture private falsificate e la distruzione di scritture private, mentre sono stati esclusi i reati relativi a occupazione di beni immobili privati che presentano comunque una offensività elevata.

Nulla di fatto, inoltre, per il reato di immigrazione clandestina, che rimane nell'alveo penalistico e sul quale è chiamato alla "riflessione" il Parlamento.

Per gli illeciti che non avranno più rilevanza penale, è stata contemplata l'"innovativa" sanzione pecuniaria civile, di natura pubblicistica e incamerata dalle casse statali.

Per ogni ex reato, infatti, la sanzione incassata dall'erario varierà dai 100 agli 8mila euro (salvo raddoppiare per le fattispecie relative alle scritture private).

Ma non solo. Alla sanzione sarà "abbinato" anche il risarcimento del danno alla parte offesa, la quale dovrà attivarsi in merito di fronte al giudice civile e una volta ottenuto l'indennizzo, il magistrato potrà fissare anche una sanzione pecuniaria ulteriore. Sempre a favore dello Stato che farà cassa due volte.

(13/11/2015 - Marina Crisafi)
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