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Governo: chi evade non andrà più tanto lontano!

manette arrestato reato truffa bancarotta
di Barbara LG Sordi -
In questo periodo in cui vengono richiesti grandi sacrifici a tutti noi cittadini, in molti ci si è domandati come mai il Governo non avesse preso delle posizioni più dure nei confronti degli evasori fiscali, ad esempio. Dato che è ormai dato certo che proprio per colpa di costoro il saldo del tesoro pubblico è super-negativo; oltre che naturalmente per via di ammanchi e ruberie nella Pubblica amministrazione, che pian piano stanno venendo a galla, ma non possiamo trattarne adesso (basta però aprire un quotidiano a casa per rendersene conto. E ciò ci riempie di speranze!). In realtà il Governo non ha mai smesso di battere questa via per far (giustamente) cassa, anche se le retate a negozianti o piccole società non sono mai parse sufficienti a correggere questa tendenza alla "dimenticanza" di dichiarare i propri guadagni. Ora però le cose si faranno decisamente più difficili per chi tenterà di espatriare i propri averi (soprattutto quelli irregolari), sperando così di evitare denunce dei redditi e conseguenti gabelle.

Il nostro Governo, insieme con quello di Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e anche gli Stati Uniti ha firmato un accordo per lo scambio di informazioni relative a conti di natura finanziaria, che mette in atto la normativa statunitense del FACTA (Foreign account compliance tax act). I conti in questione sono ovviamente quelli con soldi di provenienza straniera e le informazioni relative ad essi, saranno scambiate bilateralmente tra istituzioni finanziarie e autorità fiscali.

O meglio ha perfezionato questo tipo di accordo, dato che era già stato firmato mesi fa, definendone il modello per la comunicazione informatica di dati relativi a tutti questi conti, con l'intento comune di rendere quasi immediata la trasmissione di questi dati. Così che il Paese "evaso" sia in grado di agire il più velocemente possibile, prima che ci sia la possibilità di far perdere le tracce di soldi e movimenti. Una delle difficoltà che da sempre si hanno con le società offshore, in cui i liquidi passano da una società all'altra e da un conto all'altro a velocità supersonica, proprio per far perdere le tracce. Ora si conta di estendere il patti ad altri paesi della UE e dell'OCSE.
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(28/07/2012 - Barbara LG Sordi)
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