Separazione personale: cenni introduttivi e indice

(A cura di: Avv. Valeria Zatti e Dott.ssa Licia Albertazzi)

Che cosa è la separazione personale dei coniugi

La separazione personale dei coniugi è un istituto di carattere tendenzialmente transitorio, sia sotto il profilo giuridico che sotto quello "psicologico", dato che, pur non essendoci divieti al mantenimento sine die della condizione di "separati", il rapporto di regola evolve o nella riconciliazione tra le parti oppure nella constatazione dell'irreversibilità della crisi, con la possibilità di addivenire alla sentenza di divorzio.
Come vedremo in questa guida,  quando una coppia in crisi, si possono verificare tre distinte situazioni:

1. I coniugi si separano senza che vi sia un intervento giudiziale (c.d. separazione di fatto), 

2. I coniugi  presentano ricorso per la separazione consensuale;

3. i coniugi  presentano un ricorso per la separazione giudiziale.

Bisogna considerare che la separazione di fatto,  benchè possa essere  considerata la forma più semplice per separarsi,  potrebbe comportare sgradite conseguenze sul piano giuridico (si pensi al caso in cui ad esempio un coniuge faccia mancare i mezzi di sostentamento all'altro coniuge o i figli, esponendosi in tal caso ad iniziative anche di carattere penale).  E' quindi sempre opportuno che la coppia che scelga la strada di una separazione di fatto, lo faccia di comune accordo determinando anche la misura del sostegno economico  che un coniuge deve dare all'altro anche per il mantenimento dei figli.

Le forme più comuni di separazione sono però la separazione consensuale e la separazione giudiziale.



La prima (si veda separazione consensuale) è caratterizzata da un accordo  tra le parti che deve essere omologato dal tribunale.

Il procedimento inizia con un ricorso in cui le parti definiscono i loro rapporti anche sotto il profilo patrimoniale. I coniugi si accordano anche in merito al mantenimento all'affidamento dei figli anche se il tribunale dovrà compiere un controllo sulla legittimità della separazione per verificare che il reciproco consenso e si sono date le parti sia legittimo e non leda gli interessi dei figli minori.

La separazione giudiziale  segue un iter più complesso. il ricorso generalmente viene presentato da uno dei coniugi. Non è necessario,  per richiedere una separazione giudiziale, che ci sia stata una violazione degli obblighi che derivano dal matrimonio essendo sufficiente che sussistono circostanze di fatto che rendono intollerabile la prosecuzione del rapporto.

Come detto in partenza la separazione dei coniugi ha un carattere temporaneo.  Solo il divorzio è in grado di sciogliere il vincolo matrimoniale, facendo venir meno lo status giuridico di coniuge.

Gli effetti che conseguono alla separazione "legale" (che differisce da quella c.d. "di fatto") comportano solo la sospensione di molti obblighi inerenti ai rapporti personali tra i coniugi (in primis quello di coabitazione e di assistenza morale) e la modifica di alcuni degli obblighi di carattere patrimoniale (basti pensare all'eventuale versamento dell' assegno di mantenimento o alimentare). Come a seguito di divorzio o di annullamento del matrimonio, peraltro, restano invariati i doveri di mantenere, istruire ed educare la prole, tematica che sarà approfondita nella sede specifica.

La separazione di fatto
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