Atti di disposizione del bene e doveri dei comunisti

Indice della guida
Indice della guida sulla comunione:
  1. La nozione di comunione
  2. Tipi di comunione
  3. Diritti dei comunisti
  4. Atti di disposizione del bene e doveri dei comunisti
  5. Il condominio negli edifici
  6. Rapporti tra comunione e condominio
  7. Le tabelle millesimali
  8. Ripartizione delle spese
  9. L'amministratore condominiale
  10. Il regolamento condominiale
  11. La riforma del condominio

Indice della guida al condominio:
+ I IL CONDOMINIO IN GENERALE
+ II LE PARTI COMUNI Art. 1117 c.c.
+ III LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE
+ IV GLI ORGANI DEL CONDOMINIO
+ V IL CONDOMINIO E L’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
+ VI IL REGOLAMENTO DI CONDOMINIO

Vedi anche:
» Articoli e sentenze in materia di condominio » Guida al condominio
» Altre guide legali

Per quanto riguarda, invece, gli atti “di disposizione” della res, quali l’alienazione, la locazione ultranovennale o la costituzione su di essa di diritti reali di godimento, è imprescindibile ottenere il consenso di tutti i partecipanti, ferma restando la facoltà di ogni comunista di cedere la propria quota, determinando, in capo all’acquirente, l’acquisizione di pari diritti nel godimento (cfr. art. 1103 c.c.). Qualora la maggioranza abusi dei suoi diritti, contravvenendo alle regole appena viste, i singoli contitolari potranno impugnare la delibera davanti al giudice, come previsto dall’art. 1109 del codice civile. Tra i diritti dei comunisti vi è anche quello di chiedere lo scioglimento della comunione, facoltà che l’art. 1111 del codice civile riconosce a ogni singolo partecipante; il diritto potestativo suddetto spetta anche se il bene è indivisibile, con la precisazione che, nell’eventualità che non sia realizzabile un’assegnazione in natura del bene, lo si potrà vendere e dividerne i relativi frutti.



Per quanto riguarda i doveri, tutti i partecipanti sono responsabili in solido e dovranno obbligatoriamente partecipare alle spese necessarie per manutenzioni e riparazioni onde conservare in buono stato il bene posseduto in comune (ex art. 1104 c.c.). Anche in merito alla ripartizione delle spese vige il principio generale dell’imputazione pro quota. Qualora, poi, un partecipante non intenda accollarsi la propria parte dell’onere richiesto, può decidere in ogni momento di procedere al c.d. “abbandono liberatorio”, rinunciando alla propria posizione di contitolare (facoltà esclusa nel condominio degli edifici, come stiamo per vedere).

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