L'utilizzo dell'espressione pensione di invalidità è ambiguo e comunque non idoneo a qualificare un singolo tipo di prestazione previdenziale.
Quando si parla di pensione di invalidità, infatti, si fa comunemente riferimento non solo all'assegno ordinario di invalidità disciplinato dalla legge 12 giugno 1984, n. 222, ma anche a una serie di ulteriori prestazioni riconosciute ai soggetti invalidi.
Pensioni di invalidità
Per l'anno 2025, possiamo ricondurre alla macrocategoria "pensioni di invalidità" le seguenti prestazioni erogate dall'Inps:
- il c.d. assegno ordinario di invalidità, riconosciuto a coloro la cui capacità di lavoro sia ridotta a meno di un terzo,
- la pensione di invalidità civile, erogata ai soggetti che hanno un'invalidità compresa tra il 74% e il 99%
- la pensione di inabilità, erogata agli invalidi civili totali;
- l'indennità di frequenza, riconosciuta ai minori di 18 anni che hanno difficoltà che ne ostacolano l'inserimento scolastico e sociale;
- l'indennità di accompagnamento, che viene erogato ai soggetti affetti da gravi minorazioni fisiche o psichiche che li rendono non autosufficienti.
L'assegno di invalidità
L'assegno ordinario di invalidità viene corrisposto tenendo conto che, ai sensi dell'art. 1 della legge 12 giugno 1984 n.222, "Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, l'assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo".
Esso, in presenza dei predetti presupposti, spetta sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi che ai lavoratori comunque iscritti alla gestione separata e la sua erogazione è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.
E' comunque necessario che il richiedente abbia maturato almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data in cui presenta la domanda.
Al momento in cui il beneficiario compie l'età pensionabile, se ne sussistono tutti i requisiti, l'assegno ordinario di invalidità si trasforma d'ufficio in pensione di vecchiaia.
Come richiedere l'assegno di invalidità
La domanda di assegno ordinario di invalidità può essere presentata alternativamente:
- online sul sito dell'Inps, tramite il servizio dedicato,
- attraverso il contact center, chiamando il numero 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile,
- rivolgendosi a enti di patronato e intermediari dell'Inps.
E' fondamentale allegare sempre la certificazione medica alla domanda.
Importo
L'importo della pensione di invalidità è determinato con un sistema misto che prevede il calcolo di una quota con il sistema contributivo e di un'altra quota con il sistema retributivo. Se il lavoratore ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, il calcolo è fatto integralmente con il sistema contributivo.
Non è quindi previsto un ammontare prestabilito dalla legge, ma l'importo dell'assegno ordinario di invalidità varia da soggetto a soggetto.
Pensione di invalidità civile
I requisiti
- avere un'età compresa tra i 18 e i 67 anni
- avere una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%
- essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo
- avere un reddito annuo di importo fino a massimo euro 4.906,72
- essere disoccupato.
Invalidità civile totale
Se l'invalidità civile è pari al 100% ed è permanente, si ha diritto alla cd. pensione di inabilità civile, purché, anche in questo caso, ci si trovi in condizioni di difficoltà economica. In particolare, non deve superarsi il limite di reddito personale annuo di 19.772,50 euro.
Ulteriori requisiti sono l'età, che deve essere compresa tra i 18 e i 67 anni, il soddisfacimento di specifici requisiti sanitari e amministrativi e la residenza stabile in Italia.
L'indennità di frequenza
Abbiamo poi menzionato l'indennità di frequenza, che è la prestazione riconosciuta dal nostro ordinamento ai minori con disabilità, fino al compimento dei 18 anni di età, finalizzata al loro inserimento scolastico e sociale.
In particolare, l'indennità di frequenza è riconosciuta a quei minori che hanno difficoltà persistenti ad assolvere ai loro compiti e alle funzioni proprie della loro età nonché ai minori che abbiano una perdita uditiva superiore a certi limiti che sono individuati dalla legge (60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1.000, 2.000 hertz per il ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici a seguito della loro minorazione - v. art. 1 della Legge 11 ottobre 1990 n. 289).
L'importo dell'indennità di frequenza, per il 2025, è pari a 336 euro, erogati se il reddito annuo non supera 5.771,35 euro.
Anche tale indennità, al ricorrere di determinate condizioni, può subire un aumento di 10,33 euro.
L'indennità di accompagnamento
Infine, resta da citare l'indennità di accompagnamento, che è una prestazione previdenziale non reversibile di cui possono beneficiare gli invalidi civili totali che sono affetti da minorazioni fisiche o psichiche che impediscono loro di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita.
Non sono previsti limiti di reddito o di età per poterne beneficiare
Per il 2025 l'importo mensile dell'indennità di accompagnamento ammonta a 542 euro.
