Si parte con 52 istituti della cultura e 102 persone coinvolte, già imputate per reati per i quali è prevista una pena di massimo quattro anni
prigione detenuto

Lavori di pubblica utilità, convenzione nazionale per i detenuti

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Una convenzione nazionale frutto dell'accordo tra la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e il ministro della Cultura, Dario Franceschini, hanno sottoscritto martedì 2 novembre una convenzione nazionale che consente a 102 persone di prestare un servizio in 52 sedi in tutta Italia: dal Parco archeologico dei Campi Flegrei alla Reggia di Caserta; dalla Pinacoteca di Bologna al Palazzo ducale di Mantova; dai musei di Torino alla biblioteca nazionale di Roma e di Padova, agli archivi di Stato. È il primo protocollo sottoscritto per la messa alla prova con un altro Ministero, dopo varie convenzioni già siglate con enti pubblici e privati con finalità sociali, come la Croce Rossa, Legambiente, il Fai, l'Ente Protezione Animali, la Caritas, Federparchi, l'associazione "Basta sangue sulle Strade". La convenzione fa parte del percorso già avviato che aveva previsto accordi stipulati a livello locale tra alcune realtà come Ercolano e Pompei ma che ora si estende a livello nazionale.

Lavori di pubblica utilità, i soggetti destinatari

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Saranno 52 i siti culturali coinvolti in un accordo firmato tra il ministero della Cultura e quello della Giustizia per occupare fino a 102 persone, imputate per reati per i quali è prevista una pena di massimo quattro anni, impegnate nei lavori di pubblica utilità ai fini della messa alla prova: in caso di esito positivo, il reato si estingue. I soggetti destinatari dell'accordo sono imputati maggiorenni ammessi a beneficiare dell'istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova, presso musei, parchi archeologici, biblioteche.

Lpu, la giustizia come riparazione del danno

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Come chiarisce la guardasigilli: «È particolarmente simbolico che si firmi con il Ministero della Cultura il primo accordo che coinvolge un altro dicastero per la messa alla prova. Una forma di visione della giustizia come riparazione del danno inflitto alla collettività che trovo feconda e significativa». Secondo il ministro Franceschini: «L'idea della sottoscrizione di questo Protocollo e che abbiamo accolto con molta soddisfazione. Il primo tra questi due Ministeri. È davvero importante come lo strumento della "messa alla prova" trovi applicazione nei luoghi della bellezza come archivi, biblioteche, musei: sono luoghi della memoria e della bellezza: è un modo efficace, nuovo e intelligente che credo farà del bene alle persone e troverà una strada, sono convinto che darà risultati positivi».

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