Sia Madrid che Bucarest dicono no all'uso degli animali selvatici nei spettacoli circensi

di Gabriella Lax - Niente più animali in catene nei circhi di due grandi città europee. Madrid e Bucarest hanno deciso di vietare l'uso di animali selvatici negli spettacoli circensi. Prima il sindaco di Madrid, Manuela Carmena ha detto stop agli spettacoli con esibizione di animali che vengono ingiustamente sfruttati. La maggioranza del consiglio comunale della capitale spagnola ha votato a favore della difesa dei diritti storici degli animali. L'intenzione è salvaguardare gli animali rispetto alle molte ore di sofferenza a cui vengono sottoposti nei circhi per l'addestramento e nel corso delle esibizioni. Il divieto si estende ad ogni tipo di rappresentazione con animali, sia in suolo pubblico che in terreni di proprietà privata. Nella motivazione della proposta si legge: "Gli elefanti, le tigri ed altre specie abitualmente utilizzate negli spettacoli hanno il diritto a non essere maltrattati, sottoposti a sforzi o ad azioni crudeli che provochino loro sofferenza, ansia e stress". Ed ancora "Le amministrazioni locali devono favorire e potenziare una condotta più civica della cittadinanza a difesa della preservazione della natura". Da qui l'adesione del governo della Municipalità di Madrid a tale corrente in difesa degli animali in generale e in particolare di quelli che sono sfruttati e maltrattati nei circhi e la promozione di "una modifica del regolamento comunale che vieti la loro esibizione pubblica e la loro partecipazione a questo tipo di spettacoli".

Altre città della penisola iberica, come Barcellona e Cadice, hanno già adottato misure analoghe in difesa dei diritti degli animali.

Un'altra vittoria a favore degli animalisti che arriva poco dopo la chiusura del Circo Barnum negli Stati Uniti è quella di Bucarest. Il Consiglio Generale della Municipalità della capitale della Romania ha presentato una bozza per mettere al bando gli spettacoli con animali del Globus Circus & Variety Company, per lasciare spazio a danze, coreografie sceniche, creatività, acrobazie e programmi artistici e culturali di vario genere. Gli animali che ora compongono il circo di Bucarest verranno ricollocati seguendo un protocollo stabilito. Nei sei mesi che precedono il trasferimento sarà il circo stesso a doversi prendere cura delle necessità degli animali, senza sfruttamento.

Dunque altre due capitali europee, dicono "no" alle esibizioni al circo con animali selvatici. A battere tutti sul tempo, però, era stata il 31 gennaio 2011 la Grecia, dove la Commissione per la Produzione ed il Commercio del Parlamento

aveva approvato una legge per bandire l'utilizzo di tutti gli animali nei circhi, nelle compagnie teatrali e di intrattenimento in genere per qualsiasi forma di spettacolo, parata o apparizione di fronte ad un pubblico. Cattive notizie invece per animali ed animalisti italiani. Nel nostro Paese, sembra che tale tipo di risultato, nonostante le battaglie portate avanti dalle varie associazioni, sia ancora lontano. Il disegno di legge che prevedeva la "graduale" dismissione degli animali dai circhi, parte del più ampio "codice dello spettacolo" contenuto nella riforma del cinema approvata nel novembre scorso, è stato stralciato per proseguire un cammino autonomo (leggi: Cinema, la riforma è legge). Ad oggi, però, tutto è fermo.


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