Con la sentenza numero 104/2025, la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7, comma 3-quater, del "decreto Balduzzi" del 2012. La disposizione vietava la messa a disposizione di apparecchiature che consentono l'accesso al gioco sia legale che illegale, ossia praticato al di fuori della rete dei concessionari o dei soggetti autorizzati. Essa, inoltre, colpiva allo stesso modo sia la destinazione occasionale delle apparecchiature al gioco, sia quella esclusiva e permanente. La Corte ha affermato che tale disposizione, pur perseguendo la legittima e meritevole finalità di contrastare la ludopatia, è viziata da irragionevolezza e difetto di proporzionalità in quanto eccessivamente inclusiva, poiché riferita a una gamma assai estesa di comportamenti, connotati da un diverso grado di offensività e da rilevanti differenze di disvalore. La dichiarazione di illegittimità del divieto ha conseguentemente riguardato anche la sanzione per la sua violazione, prevista dall'articolo 1, comma 923, primo periodo, della legge numero 208 del 2015 nella misura fissa di ventimila euro. La Corte ha, infine, precisato che spetta al legislatore l'adozione di ulteriori e idonee misure di contrasto della ludopatia.
Per la Consulta è illegittimo il divieto di mettere a disposizione apparecchiature che consentano di giocare sulle piattaforme online
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