Il legittimo impedimento dell'avvocato deve essere comunicato subito al Giudice, se lo si conosce da mesi non ci si può ridurre il giorno prima adducendo anche problemi di spostamento causa Covid
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Legittimo impedimento conosciuto da mesi va comunicato subito

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Manifestamente infondato il motivo con cui l'avvocato lamenta in Cassazione la mancata concessione del rinvio di udienza richiesto per contestuale impegno professionale. La Cassazione non ammette che un avvocato, a conoscenza del contestuale impegno professionale in udienza da mesi, si riduca a comunicarlo all'ultimo minuto, tanto più se le ragioni per cui non poteva nominare un sostituto per uno dei due impegni non erano adeguate. Questa la precisazione della Cassazione contenuta nella sentenza n. 14288/2022 (sotto allegata)

La vicenda processuale

Un'imputata viene condannata in sede di appello per il reato di frode assicurativa e falso, anche a risarcire la parte civile costituita.

Difficoltà di spostamento

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Il difensore, nel ricorso per Cassazione, oltre a contestare l'addebito del reato alla cliente, con il primo motivo lamenta la violazione dell'art. 420 ter c.p.p perché la Corte di merito ha completamente disatteso la sua richiesta di rinvio di udienza, comunicata via pec il 02.22.2020, per legittimo impedimento dettato da contestuale impegno professionale, in cui non potevano presenziare sostituti e invocando anche le difficoltà di spostamento legate alla situazione pandemica allora in corso.

No al legittimo impedimento se lo si comunica il giorno prima

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Sul motivo che interessa trattare in questa sede la Cassazione si pronuncia negativamente, ritenendo il motivo sul legittimo impedimento manifestamente infondato. La stessa ricorda che la decisione della Corte di merito è perfettamente in linea con il principio sancito in sede di legittimità.

In base ad esso "l'impegno professionale del difensore in altro procedimento costituisce legittimo impedimento che dà luogo ad assoluta impossibilità a comparire, ai sensi dell'art. 420 ter, comma quinto C.p.p, a condizione che il difensore:

a) prospetti l'impedimento non appena conosciuta la contemporaneità dei diversi impegni;
b) indichi specificamente le ragioni che rendono essenziale l'espletamento della sua funzione nel diverso processo;
c) rappresenti l'assenza in detto procedimento di altro codifensore che possa validamente difendere l'imputato;
d) rappresenti l'impossibilità di avvalersi di un sostituto ai sensi dell'art. 102 C.p.p sia nel processo a cui intende partecipare sia in quello di cui chiede il rinvio".

Nel caso di specie il legale ha comunicato il contestuale impegno professionale solo il 2 novembre 2020, anche se ne era a conoscenza dal 13 maggio 2020. Dalla pec inoltre non emergeva la presenza di una giustificazione adeguata sull'impossibilità di nominare sostituto.

Per questo e per l'infondatezza degli altri motivi sollevati, la Cassazione conclude per la inammissibilità del ricorso.

Scarica pdf Cassazione n. 14288/2022
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