La rubrica di dialogo Posta e Risposta ritorna con la puntata n. 128 dedicata ai meandri della burocrazia
di Paolo M. Storani - Esiste un'espressione che gli angloamericani adorano utilizzare per definire l'esperienza derivata da un periodo travagliato: si tratta dell'a usable past; il mio timore è che non trarremo nessun insegnamento da un periodo di tempo così allucinante come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da due stati di emergenza sovrapposti a una guerra che si annuncia micidiale sotto tutti i profili, non solo quello energetico.
Il nostro è un Paese alla canna del gas anche se non c'entra stavolta il gas di Putin?
E allora chiedo aiuto a Masha Parisciani, cui dedico la puntata n. 128 di "Posta e Risposta", lasciandole la parola.

Masha Parisciani ci narra un episodio che le è capitato


"Siamo un paese alla canna del gas.

Prenoto un appuntamento su delega di mio marito per una pratica all'Agenzia delle Entrate. Tutto in regola, moduli, firme, copie dei documenti di identità e prenotazione on line a suo nome con QR code.

Una settimana di attesa e mi presento puntuale agli uffici, suono, mi aprono e subito Green Pass da scansionare alla macchinetta automatica, spunta verde, il green pass è valido.

- "deve scansionare ora il QR code dell'appuntamento signora…"

Prendo il foglio e spunta rossa… La prenotazione non corrisponde al titolare del Green Pass… Ribadisco e mostro la delega regolare ad operare.

Niente da fare, non mi fanno entrare perché il codice fiscale di chi ha prenotato non corrisponde con il green pass

Chiedo di cambiare la prenotazione con il mio codice.

Niente da fare, devo andare via e prenotare un nuovo appuntamento fra un'altra settimana… La motivazione è che se viene un controllo il CF di mio marito non corrisponde con il mio Green Pass.

- "Ma mio marito non c'è qui, ho io la delega e il mio green pass è in regola…"

- "Se non corrispondono i codici non può entrare."

Ho fatto presente all'addetto che è una follia totale questa roba, lui fa spallucce e mi dice che le regole non le fa lui…

L'ufficio era deserto, nessun utente in coda.

Un'altra settimana di attesa per la pazzia del sistema perché ad oggi, un codice ha la priorità di fronte ad un essere umano".

Cara Masha, a livello etimologico la parola "burocrazia" è un composto ibrido, per metà di origine francese (bureau) e per metà derivante dalla lingua greca antica (kratein, vale a dire esercitare il comando).

E così la burocrazia sommata alla pandemia finisce per diventare il dispotismo dell'inerzia.

Ricordo perfettamente un episodio capitato a mio nonno, originario di Nola (Napoli); a malincuore, dopo aver vinto un concorso pubblico, aveva lasciato il Sud insieme a mia nonna irpina, ma in realtà entrambi erano stufi di un certo clima di tipo feudale che vi si respirava; ormai perso nei meandri burocratici del Comune con me bambino al seguito, sfinito dai giri oziosi e dalle attese, doveva semplicemente dichiarare all'Ufficio Anagrafe la nascita di una mia cuginetta e sua nipotina; ad un certo punto, esasperato, si risolse a dare una lauta mancia a un usciere e magicamente la pratica si risolse in un battito di ciglia.

La tecnologia doveva renderci tutto facilissimo.

Tra una responsabilità ascrivibile all'algoritmo e un QR code dell'interessato che non corrisponderà mai al codice fiscale di un delegato, torneremo, invece, a una società arretrata, impreparata, arrogante e invadente all'inverosimile.

Autore Paolo Maria Storani

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