Decreto bollette 2022: approvato definitivamente dal Parlamento il testo di conversione in legge del dl che vuole sostenere imprese e famiglia contro il rincaro dei prezzi delle bollette di energia elettrica e gas
taglio dei costi con le forbici

Decreto bollette 2022: le misure urgenti

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Sul decreto bollette 2022 (n. 17/2022) arriva il si della Camera nella giornata del 13 aprile 2022.

Il provvedimento (sotto allegato) mira a convertire il decreto che introduce misure urgenti al fine di contenere i costi dell'energia elettrica e del gas naturale, dare impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili e rilanciare le politiche industriali.

Il testo, che passa al Senato "blindato" dovendo essere convertito in legge entro il 30 aprile, contiene interventi dedicati al settore dell'energia, ma non mancano novità in materia di automotive, attraverso il riconoscimento di incentivi per l'acquisto di veicoli non inquinanti per favorire la transizione al verde. Previsti poi lo stanziamento di risorse per il contenimento del Covid, la rigenerazione urbana, contributi agli enti territoriali di ogni livello, interventi di solidarietà in favore delle famiglie dei sanitari, disposizioni relative al tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari e quello del processo e infine anagrafe dei dipendenti della PA.

Misure contro il caro bollette di energia e gas

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Per contrastare l'aumento dei costi delle bollette relative al consumo dell'energia elettrica ARERA, nel secondo trimestre del 2022, annulla aliquote che si riferiscono agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e a quelle non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW, attraverso il trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), di 1.800 milioni di euro entro il 31 maggio 2022.

Annullati gli oneri di sistema, sempre nel secondo trimestre 2022, per le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW "anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico." A tale fine le risorse stanziate alla CSEA ammontano a 1.200 milioni di euro.

In relazione invece alle somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali si interviene attraverso la riduzione dell'Iva, che viene applicata nella misura del 5%.

Per contenere inoltre, sempre nel secondo trimestre dell'anno 2022, gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale, ARERA riduce le aliquote degli oneri generali di sistema per il settore del gas fino all'importo di 480 milioni di euro, che vengono trasferiti alla CSEA entro il 31 maggio 2022.

Rafforzato il bonus sociale per energia e gas

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In linea di continuità con le misure di contrasto al caro bollette dell'energia elettrica previste alla fine del 2021, si riconoscono agevolazioni ai soggetti che, titolari di utenze domestiche, si trovano in condizioni economiche svantaggiate o hanno problemi di salute gravi.

Contro i rincari del gas invece si interviene con la compensazione per la fornitura di gas naturale. Il tutto grazie allo stanziamento di 500 milioni di euro trasferito alla CSEA entro il 31 maggio 2022.

Crediti di imposta per le imprese

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Per aiutare le imprese che consumano molta energia elettrica, i cui costi per kWh, calcolati in media durante il trimestre 2022, hanno subito un aumento superiore al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 il decreto prevede "un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022."

Il credito viene riconosciuto anche in relazione alla spesa di energia prodotta dalle imprese e autoconsumata nel secondo trimestre 2022. Tale credito può essere usato però solo in compensazione, ma non concorre alla formazione del reddito ed è cumulabile con altre agevolazioni a determinate condizioni.

Credito di imposta anche per determinate imprese che consumano un certo quantitativo di gas naturale nella misura del 15% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas che è stato consumato nel primo trimestre del 2022. Il tutto a condizione che il consumo faccia riferimento a usi diversi dal termoelettrico e se il prezzo del gas ha subito un incremento superiore al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Anche in questo caso il credito di imposta può essere usato solo in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d'impresa ed è cumulabile con altre agevolazioni a determinate condizioni.

Altre misure di contrasto contro il caro energia

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Il contrasto ai rincari dell'energia viene affrontato, in certi settori, attraverso altre forme di intervento:

  • per le associazioni sportive dilettantistiche si è pensato a un contributo a fondo perduto, ancora da definire nei dettagli;
  • ad alcune imprese non viene richiesta fino al 30 giugno la commissione per le garanzie rilasciate;
  • in favore delle piccole e medie imprese viene istituito il Fondo Rinnovabili per Pmi per favorire l'autoconsumo;
  • le imprese che investono in determinate aree del Sud e che promuovono la produzione di energia da fonti rinnovabili, fino al 31 dicembre 2023 potranno beneficiare di un contributo sotto forma di credito d'imposta, utilizzabile solo in compensazione;
  • si affida al GSE l'avvio, su direttiva del Ministro della transizione ecologica, di procedure per l'approvvigionamento di lungo termine di gas naturale di produzione nazionale dai titolari di concessioni di coltivazione di gas;
  • previsti interventi di miglioramento per l'efficienza energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione;
  • contemplato l'affidamento in concessione o utilizzo diretto da parte Ministero della difesa, anche tramite Difesa Servizi S.p.A di beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso al Ministero, per installare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • adozione di misure, da parte del Ministro della transizione ecologica, finalizzate ad aumentare la sicurezza delle forniture di gas naturale.
Ok anche alla stretta su riscaldamento e condizionatori negli edifici dal 1° maggio al 31 marzo 2023. La media ponderata della climatizzazione invernale ed estiva non deve superare i 19 gradi (+ 2 di tolleranza) e non deve essere minore di 27 gradi (- 2 di tolleranza). Dalla misura sono, in ogni caso, esclusi ospedali, cliniche o case di cura (leggi Uffici più freddi dal prossimo inverno).
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Foto: 123rf.com
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