Quando un superstite presenta domanda per la pensione indiretta, la misura viene riconosciuta in base alla posizione dell'assicurato defunto
triste anziano al tavolo solitario

Pensione indiretta superstiti

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Si premette per chiarezza che la pensione indiretta (diversa da quella di reversibilità che viene riconosciuta ai superstiti del pensionato) spetta ai superstiti del soggetto assicurato che abbia perfezionato 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva ovvero 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 anni nei cinque anni che hanno preceduto il decesso.

Con la sentenza n. 26443/2021 (sotto allegata) la Cassazione chiarisce in sostanza che quando il superstite chiede la pensione indiretta, la domanda viene presentata sulla base della posizione contributiva e assicurativa del de cuius.

La vicenda processuale

Nel caso di specie, un vedovo si rivolge al Tribunale locale perché l'Inps ha rigettato la sua richiesta di pensione indiretta in conseguenza della morte della defunta moglie, per carenza dei requisiti contributivi richiesti. L'uomo appella la decisione, ma anche in questa sede la sua domanda non trova accoglimento. La Corte d'Appello, omettendo di esaminare il motivo della domanda con cui si attesta la mancata decadenza dalla domanda, ritiene che il principio di neutralizzazione dei periodi di sospensione del rapporto assicurativo previdenziale a causa di situazioni impeditive, come la malattia di lunga durata, non si possa applicare al superstite, ma solo alla de cuius, titolare del rapporto assicurativo.

Si agisce in base alla posizione dell'assicurata

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L'uomo però non accetta il verdetto della Corte e ricorre in Cassazione, innanzi alla quale solleva due motivi:

  • con il primo fa presente che lo stesso agisce non in nome proprio ma in base alla posizione dell'assicurata;
  • con il secondo rileva un vizio nella motivazione della Corte d'Appello perché la stessa ha ritenuto applicabile la decadenza sostanziale alla pensione la cui domanda è stata presentata prima dell'entrata in vigore del decreto 98/2011.

Neutralizzazione dei periodi di sospensione: requisiti sussistenti

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La Cassazione accoglie il ricorso ritenendo fondato il primo motivo del ricorso, dichiarando assorbito il secondo e rinviando alla corte di appello in diversa composizione per un nuovo esame della causa e per decidere anche sulle spese.

La Corte precisa prima di tutto che "il diritto dei superstiti al trattamento pensionistico indiretto è del tutto autonomo rispetto al diritto alla pensione spettante all'assicurato, e pertanto, alla morte di quest'ultimo, non entra a far parte dell'asse ereditario, ma è acquisito dai superstiti jure proprio." Vero però che "la prestazione è richiesta sulla base della posizione assicurativa del dante causa, sicché da quest'ultima trae le condizioni di maturazione."

Poiché nel caso di specie la moglie defunta del ricorrente si trovava nella condizione, ovvero la malattia di lunga durata, che determina la neutralizzazione dei periodi di sospensione del rapporto assicurativo previdenziale a causa di situazioni impeditive, il motivo sollevato dal superstite viene accolto.

Scarica pdf Cassazione n. 26443/2021
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Foto: 123rf.com
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