La riforma del processo civile punta a tempi contingentati, rivoluzionando la fase introduttiva del giudizio e la prima udienza di comparizione
giudice donna che tiene martello in un processo

Processo civile: le novità della riforma

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Procedimenti civili semplificati nelle forme e nei tempi, per poter raggiungere il tempo di definizione e garantire processi agili, all'insegna della collaborazione tra le parti, i difensori e il giudice, ma anche valorizzazione delle forme di giustizia alternativa e lo snellimento ed efficientamento del procedimento civile. Questi gli obiettivi della riforma del processo civile approvato dal Parlamento (leggi anche Riforma processo civile: tutte le novità).

Come cambia la prima udienza di comparizione


Per quanto riguarda il processo civile, una delle novità più ragguardevoli si riscontra nella revisione della disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica.

Vengono valorizzate le fasi anteriori alla prima udienza, ma anche gli adempimenti della prima udienza di comparizione delle parti così da definire immediatamente l'ambito e la portata dei mezzi di prova che il thema decidendum.

In particolare, sono rivisti il contenuto e l'oggetto dell'atto di citazione e della comparsa di risposta, che dovranno contenere la descrizione dei fatti e degli elementi di diritto in modo chiaro e specifico nonché l'esposizione sempre chiara e precisa della posizione difensiva sui fatti posti a fondamento dell'azione.

L'attore dovrà indicare, a pena di decadenza, sin dall'atto di citazione i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione. Il convenuto dovrà proporre nella comparsa le sue difese, prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda
in modo chiaro e specifico, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione.

L'attore, prima dell'udienza di comparizione propone le domande e le eccezioni conseguenti alla domanda riconvenzionale o alle eccezioni del convenuto e chiede di essere autorizzato a chiamare un terzo se l'esigenza è sorta dalle difese del convenuto. In ogni caso precisa e modifica le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate e, a pena di decadenza, indica i nuovi mezzi di prova e le produzioni documentali. Il convenuto di conseguenza deve avere la possibilità, sempre prima dell'udienza di comparizione, di modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate e, a pena di decadenza, indicare i mezzi di prova e produrre documenti. Ancora termini prima dell'udienza di comparizione per entrambe le parti per replicare alle domande ed eccezioni formulate nelle memorie integrative e indicare la prova contraria.

All'udienza di comparizione le parti devono prendere personalmente per tentare la conciliazione. Il giudice all'esito dell'udienza provvede sulle richieste istruttorie fissando l'udienza per l'assunzione delle prove entro 90 giorni.

Fase decisoria, pronuncia e deposito sentenza

Rimodulata anche la fase decisoria che subisce una netta accelerazione in virtù di una contingentata rimessione delle cause in decisione (scandita da termini precisi e perentori), sia per le cause di competenza del giudice monocratico sia per quelle di competenza del collegio.

Più contenuti anche i tempi di pronuncia e deposito della sentenza: davanti al tribunale monocratico, si procederà alla lettura del dispositivo e della succinta motivazione appena dopo la discussione orale, salvo i casi più complessi, in cui il giudice potrà riservarsi di depositare la decisione nei trenta giorni successivi.

Per le questioni più delicate, invece, il giudice fisserà l'udienza della causa per la decisione dando dei termini (fino a 60 giorni) per il deposito di note scritte per la precisazione delle conclusioni, per il deposito delle comparse conclusionali e delle note di replica (non superiori a 30 e 15 giorni prima dell'udienza). All'udienza per la decisione il giudice potrà riservarsi e depositare la sentenza nei successivi trenta giorni, se trattasi di giudice monocratico, ovvero nei successivi sessanta giorni se trattasi di giudice collegiale.

Di particolare significato è la modifica che consente al giudice di formulare una proposta conciliativa fino al momento in cui trattiene la causa in decisione (ora il tentativo si ferma alla chiusura della fase istruttoria) proprio per incentivare quanto più possibile lo spirito di una composizione in limine litis.

Procedimento semplificato di cognizione


Per deflazionare il più possibile l'attività giurisdizionale e alleggerire i carichi di lavoro degli uffici giudiziari, anche riguardo ad eventuali futuri gradi di giudizio, viene introdotto il c.d. "procedimento semplificato di cognizione", applicabile sia davanti al tribunale in composizione monocratica che in composizione collegiale, quando i fatti della causa siano solo parzialmente controversi, l'istruzione si basi su prova documentale o non richieda un'attività complessa. Tale rito semplificato rispetta comunque la regola del contraddittorio tra le parti, ma ha tempi ridotti e si conclude sempre con la pronuncia di una sentenza.
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Foto: 123rf.com
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