Gli emendamenti della Ministra Cartabia al d.d.l. di riforma del processo civile puntano a tempi contingentati, rivoluzionando la fase introduttiva del giudizio e la prima udienza di comparizione
giudice donna che tiene martello in un processo

Processo civile: le proposte degli emendamenti Cartabia

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Procedimenti civili semplificati nelle forme e nei tempi, per poter raggiungere l'abbattimento del 40% del tempo di definizione e garantire processi agili, all'insegna della collaborazione tra le parti, i difensori e il giudice. Sono questi gli obiettivi perseguiti dalla Ministra Marta Cartabia e trasposti all'interno dei 24 emendamenti al d.d.l. di riforma del processo civile attualmente all'esame della Commissione Giustizia al Senato.


Un ambizioso progetto che, tra l'altro, passa attraverso la valorizzazione delle forme di giustizia alternativa e lo snellimento ed efficientamento del procedimento civile (anche stabilizzando le innovazioni telematiche introdotte durante l'emergenza covid).

Modifiche che, però, non hanno convinto tutti: l'Unione nazionale delle Camere civili, infatti, ha espresso, "ferma contrarietà" agli emendamenti, preannunciando sin da ora lo "stato di agitazione" e riservandosi di segnalare all'Unione europea il rischio di provocare ulteriori ritardi della giustizia civile, e di proclamare l'astensione, nel rispetto del codice di autoregolamentazione.

Come cambia la prima udienza di comparizione

Intanto, l'iter sul d.d.l. prosegue e il termine per presentare i subemendamenti è fissato al 2 luglio. Si spera di arrivare in aula entro il prossimo 20 luglio. Per quanto riguarda il processo civile, le novità più ragguardevoli si riscontrano all'interno dell'emendamento n. 8 che interviene sull'art. 3 del d.d.l. che detta i princìpi per la revisione della disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica.

La proposta emendativa mira innanzitutto a rimodulare la fase introduttiva del giudizio con la finalità di valorizzare gli adempimenti della prima udienza di comparizione delle parti così da definire immediatamente l'ambito e la portata dei mezzi di prova che il thema decidendum.

In particolare, sono rivisti il contenuto e l'oggetto dell'atto di citazione e della comparsa di risposta, che dovranno contenere la descrizione dei fatti e degli elementi di diritto in modo chiaro e specifico nonché l'esposizione sempre chiara e precisa della posizione difensiva sui fatti posti a fondamento dell'azione.

L'attore dovrà inoltre indicare, a pena di decadenza, sin dall'atto di citazione dei mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione e anche il convenuto dovrà proporre nella comparsa, sempre a pena di decadenza, già alla prima udienza le eccezioni non rilevabili d'ufficio e le domande riconvenzionali e provvedere sia alla chiamata di terzi.

Le successive modifiche riguardano, invece, la fase di trattazione della causa, in quanto alla prima udienza l'attore sarà chiamato a replicare alle difese poste dal convenuto, anche proponendo domande ed eccezioni che siano conseguenza delle difese svolte da questi, ed entrambe le parti potranno articolare i necessari e conseguenti mezzi istruttori.

Fase decisoria, pronuncia e deposito sentenza

Rimodulata anche la fase decisoria che subisce una netta accelerazione stante l'abrogazione del modulo tradizionale delineato dall'art. 190 del codice di rito, sostituito da una contingentata rimessione delle cause in decisione (scandita da termini precisi e perentori), sia per le cause di competenza del giudice monocratico sia per quelle di competenza del collegio, e dall'adozione di un modello uniforme di decisione.

Più contenuti anche i tempi di pronuncia e deposito della sentenza: davanti al tribunale monocratico, si procederà alla lettura del dispositivo e della succinta motivazione appena dopo la discussione orale, salvo i casi più complessi, in cui il giudice potrà riservarsi di depositare la decisione nei trenta giorni successivi.

Per le questioni più delicate, invece, il giudice fisserà l'udienza della causa per la decisione dando dei termini per il deposito di note scritte, la precisazione delle conclusioni, per il deposito delle comparse conclusionali e delle note di replica. All'udienza per la decisione il giudice potrà riservarsi e depositare la sentenza nei successivi trenta giorni, se trattasi di giudice monocratico, ovvero nei successivi sessanta giorni se trattasi di giudice collegiale.

Di particolare significato è la modifica che consente al giudice di formulare una proposta conciliativa fino al momento in cui la causa non viene rimessa in decisione (ora il tentativo si ferma alla chiusura della fase istruttoria) proprio per incentivare quanto più possibile lo spirito di una composizione in limine litis.

Procedimento semplificato di cognizione

Per deflazionare il più possibile l'attività giurisdizionale e alleggerire i carichi di lavoro degli uffici giudiziari, anche riguardo ad eventuali futuri gradi di giudizio, viene introdotto il c.d. "procedimento semplificato di cognizione", applicabile sia davanti al tribunale in composizione monocratica che in composizione collegiale, quando i fatti della causa siano solo parzialmente controversi, l'istruzione si basi su prova documentale o non richieda un'attività complessa. Tale rito semplificato rispetta comunque la regola del contraddittorio tra le parti, ma ha tempi ridotti e si conclude sempre con la pronuncia di una sentenza.
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Foto: 123rf.com
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