Pensione invalidi gravi
Avv. Valeria Zeppilli |

Pensione invalidi gravi

I lavoratori subordinati con invalidità pari almeno all'80% possono accedere in anticipo alla pensione di vecchiaia. Vediamo quali requisiti servono

Invalidi gravi in pensione prima

I lavoratori subordinati del settore privato che abbiano una percentuale di invalidità riconosciuta pari almeno all'80% possono anticipare, a determinate condizioni, la propria uscita dal mondo del lavoro.

Si tratta di un anticipo tutt'altro che irrilevante, se solo si considera che le donne potrebbero arrivare al pensionamento undici anni prima e gli uomini sei anni prima.

A quale età in pensione?

In particolare, i lavoratori uomini invalidi civili potrebbero accedere al pensionamento al compimento dei 61 anni di età, mentre le donne al compimento dei 56 anni di età.

In entrambi i casi è prevista una finestra di attesa pari a 12 mesi.

Pensione invalidi gravi: i requisiti

Più in generale, i requisiti necessari affinché un lavoratore invalido possa accedere prima alla pensione sono i seguenti:

  • 20 anni di contributi versati per lo svolgimento di un'attività di lavoro subordinato nel settore privato;
  • 61 anni di età per gli uomini e 56 anni di età per le donne;
  • percentuale di invalidità pari o superiore all'80%.

Invalidità pensionabile

A tale ultimo proposito, si precisa che il riconoscimento dell'invalidità civile non è sufficiente, ma è necessario che venga accertata la cd. invalidità pensionabile.

A tal fine, quindi, per l'accesso anticipato alla pensione è indispensabile sottoporsi a un'apposita visita presso la commissione medica INPS.

Quanto si perde

Chi accede a tale forma di pensionamento non subisce delle penalizzazioni specifiche. Tuttavia, l'ammontare dell'assegno pensionistico potrebbe comunque essere compromesso.

Con riferimento alla quota retributiva, si pensi al caso in cui, continuando il servizio, la retribuzione sarebbe aumentata; con riferimento alla quota contributiva, si consideri invece l'incidenza sulla pensione del maggior versamento di contributi e dell'aumento del coefficiente di trasformazione connesso al crescere dell'età anagrafica.


Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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