Il Ministero della Salute aggiorna le linee guida sull'interruzione farmacologica della gravidanza. Ecco cosa cambia
donna preoccupata di prendere contraccettivo

Aggiornate le linee guida sull'interruzione farmacologica della gravidanza

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La circolare n. 0027166 del 12 agosto 2020 (sotto allegata) del Ministero della salute aggiorna le linee guida sull'interruzione farmacologica della gravidanza.

In questo modo si modifica il regime vigente, che prevedeva la somministrazione del farmaco Mifepristone (Mifegyne) entro la settima settimana di amenorrea, corrispondente al 49° giorno e il ricovero ospedaliero ordinario della donna fino alla fine del percorso di assistenza.

Cosa cambia per chi vuole interrompere la gravidanza

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L 'aggiornamento delle linee guida è il frutto dei seguenti mutamenti:

- l'Oms, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche sull'uso dei farmaci interruttivi e tenuto conto che, nella maggior parte dei paesi, l'interruzione farmacologica avviene in regime ambulatoriale o di day hospital, ritiene che la somministrazione del farmaco possa essere praticata fino alla nona settimana di gestazione senza ricoverare la donna;

- su tali novità ha espresso parere favorevole anche il Consiglio Superiore di Sanità, che si è espresso nei seguenti termini:

  • l'interruzione farmacologica della gravidanza può avvenire "fino a 63 giorni pari a 9 settimane compiute di età gestazionale";
  • e può essere praticata presso strutture ambulatoriali pubbliche purché attrezzate in modo adeguato, funzionalmente collegate all'ospedale e autorizzate dalla Regione o in alternativa presso consultori o in day hospital.

Agenzia Italiana del farmaco: modalità di impiego del Mifegyne

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La determina n. 865 del 12 agosto 2020 ha infine modificato le modalità d'impiego del farmaco Mifegyne a base di mifepristone, stabilendo che:

  • non è più obbligatorio il ricovero ordinario dalla sua assunzione fine al termine del percorso assistenziale;
  • il farmaco, fino al 49° giorno di amenorrea va assunto in un'unica dose orale da 600 mg (cioè 3 compresse da 200 mg ciascuna) seguita, a 36 -48 ore di distanza, dalla somministrazione dell'analogo delle prostaglandine misoprostolo 400 μg per via orale, oppure gemeprost, 1 mg per via vaginale;
  • tra il il 50° e il 63° giorno di amenorrea il mifepristone deve essere assunto in un'unica dose orale da 600 mg (cioè 3 compresse d a 200 mg ciascuna) seguita, a 36 -48 ore di distanza, dalla somministrazione dell'analogo delle prostaglandine gemeprost 1 mg per via vaginale.

Il farmaco non presenta controindicazioni se assunto dopo il 49° giorno, anche se è opportuno effettuare il monitoraggio continuo prestando attenzione soprattutto agli effetti collaterali derivanti dall'estensione del periodo di somministrazione.

Leggi anche L'interruzione volontaria di gravidanza

Scarica pdf Circolare n. 0027166 del 12 agosto 2020
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Foto: 123rf.com
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