Le proteste del Comitato priorità alla scuola per «smetterla di fingere che questo anno scolastico sia stato svolto e abbia un valore». Domani riunione di premier, ministro e sindacati
alunno che scappa da scuola

di Gabriella Lax - «Non avevamo alternative alla didattica distanza». Così, qualche giorno fa, il ministro all'Istruzione Lucia Azzolina. Non tutto sono d'accordo però. E proprio la didattica a distanza oggi sciopera. In questo lockdown i genitori, lavoratori o meno non importa, si sono trovati di fronte una realtà nuova e complessa da affrontare insieme ai loro figli.

È il 3 giugno il "no dad day"

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Battezzato come il "no dad day", oggi è il giorno dello sciopero della didattica a distanza. Si tratta di una iniziativa lanciata dal Comitato Priorità alla Scuola su proposta di diversi gruppi di diverse città di tutto il Paese (Firenze, Roma, fino a Lamezia Terme). Un invito ad astenersi in maniera massiccia dalla teledidattica. Un gesto simbolico per non essere indifferenti, spiega nelle sue ragioni il Comitato «per smetterla di fingere che questo anno scolastico sia stato svolto e abbia un valore. È ora di dare un avvertimento per settembre: non siamo più disposti a continuare con la didattica a distanza». Una protesta nata sui social, attraverso pagine Facebook, e proseguito con lettere a distanza e passaparola tra genitori.

No alla didattica a distanza, le ragioni del comitato

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Uno sciopero, a fine anno scolastico, per evitare che a settembre si riparta sempre con (in tutto o in parte) la didattica a distanza. «A settembre le scuole vanno riaperte - afferma il Comitato - tutte, di ogni ordine e grado, per tutti, senza riduzione di orario, senza turni, senza didattica mista, senza esternalizzazioni di metà del tempo-scuola». Ed è necessario che si faccia carico di questa situazione, in tempi brevi, lo stesso Governo: che «mettere a disposizione tutte le risorse necessarie. Occorre investire in spazi adeguati e in misure di prevenzione, aumentare massicciamente il personale docente e ata. Non può scomparire dalle priorità di governo ogni riferimento al reperimento di risorse straordinarie, mentre si propone la riduzione del tempo scuola e si lascia via libera al fai-da-te delle singole istituzioni e all'arbitrarietà dei singoli dirigenti di decidere turnazioni/alternanze e utilizzo di didattica a distanza (già dalla scuola media!). È inammissibile che lo Stato destini decine di miliardi alle imprese private e riservi alla scuola pubblica solamente un miliardo e mezzo in due anni. Non accetteremo niente di tutto questo».

Scuola, domani l'incontro del premier coi sindacati

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Sul fronte dell'Esecutivo, riguardo alle regole per la ripartenza per il prossimo anno, è fissato per domani un incontro del premier Conte, con Azzolina, sindacati, rappresentanti degli studenti delle scuole paritarie, insieme a Protezione Civile, Upi e Anci per fare un punto in vista delle attività scolastiche a settembre. Lo scopo ultimo è riportare i ragazzi, grandi e piccini, sui banchi.

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Foto: 123rf.com
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