Le denuncia della Lav sugli alimenti per animali che non sono compresi tra gli acquisti che possono essere effettuati con i buoni spesa
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di Gabriella Lax - In tempo di coronavirus, non viene rimborsato il cibo per cani e gatti. Gli alimenti per animali non sono compresi tra gli acquisti che possono essere effettuati con i buoni spesa per i quali è stata stanziata la cifra 400 milioni dal governo.

Le richieste della Lav

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«Chiediamo quindi al Ministro dell'Interno Lamorgese, e ai Prefetti, di correggere laddove necessario i Comuni che per conto proprio, non vincolati da alcun atto, hanno autonomamente deciso di escludere la spendibilità dei buoni spesa per la parte dovuta all'accudimento di animali che fanno parte, a tutti gli effetti, della famiglia».

Così la Lav (Lega antivivisezione) che spiega «se la Presidenza del Consiglio ha giustamente classificato con i suoi Dpcm i "materiali per la cura degli animali" fra i "beni di prima necessità", alla stregua dei carburanti e degli articoli medicali, come mai alcuni Comuni nell'erogazione dei buoni spesa alle famiglie con problemi economici, escludono che una parte di questi possa essere spesa per dar da mangiare ad altri componenti del nucleo familiare come cani e gatti?».

I comuni che vietano i buoni spesa per acquisti di cibo per animali

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Una domanda legittima considerato che questa discriminazione è posta in essere da, una serie di Comuni di tutto il Paese, senza distinzione tra Nord e Sud: Carmagnola (Torino), Montevarchi (Arezzo), Velletri (Roma) e Zafferana Etnea (Catania). Le singole amministrazioni di questi comuni vietano esplicitamente e tassativamente l'acquisto di materiali e alimenti per animali, pena la restituzione di quanto erogato, a fronte di una distribuzione alle famiglie con problemi economici - in queste solo quattro aree - di quasi 800mila euro.

I comuni che consentono i buoni spesa per acquisti di cibo per animali

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Al contrario, sempre la Lav, segnala comuni che si distinguono per il buon esempio: Legnano (Milano), Modena, Ladispoli e Ciampino (Roma) e Lecce. «Più di una famiglia su tre in Italia vive con animali domestici, e già deve sopportare un'ingiusta Iva al 22% - ha detto Gianluca Felicetti, presidente Lav - Chiediamo quindi al ministro dell'Interno Lamorgese, e ai prefetti, di correggere laddove necessario i Comuni che autonomamente hanno deciso di escludere la spendibilità dei buoni spesa per la parte dovuta all'accudimento di animali che fanno parte, a tutti gli effetti, della famiglia».

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(11/04/2020 - Gabriella Lax)
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