Il Tribunale di Roma decapita i vertici dell'avvocatura: sospeso il Presidente del Cnf e alcuni consiglieri per violazione della regola che dispone il divieto del doppio mandato consecutivo
uomo inserisce scheda dopo aver votato

di Annamaria Villafrate - Avvocatura senza vertici. La seconda sezione civile del Tribunale di Roma con ordinanza del 13 marzo 2020 (sotto allegata) accoglie il ricorso cautelare avanzato da alcuni avvocati verso la nomina di nove consiglieri del Cnf, compreso il suo Presidente, Andrea Mascherin e sospendendo così la loro proclamazione. Al vertice del CNF rimane il vicepresidente l'avvocato Maria Masi del foro di Noa.

Violato il divieto di due mandati consecutivi

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Il Movimento forense, l'Unione italiana forense e altri, per un totale di 21 ricorrenti, agiscono in via cautelare sostenendo la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora in merito alla violazione della regola prevista dall'art. 34 della legge professionale degli avvocati, che vieta due mandati consecutivi, da parte di alcuni membri del Consiglio.

Per il Tribunale vale il principio dell'alternanza

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Il Tribunale di Roma con l'ordinanza in commento accoglie il ricorso cautelare, disponendo la sospensione della proclamazione del presidente e di sette consiglieri.

Il Tribunale fonda la sua decisione su alcune SU della Cassazione e della Corte costituzionale che hanno riconosciuto la retroattività della riforma anche quando vieta al componente che è stato eletto in un distretto di Corte d'Appello che ha un numero di iscritti complessivo inferiore a 10.000, di fare parte, per più di due mandati consecutivi, allo stesso Consiglio dell'Ordine.

Non rileva che i Consigli dell'Ordine e il Consiglio Nazionale Forense abbiano sistemi elettorali differenti. A rilevare è il principio dell'alternanza delle cariche elettive, che promuove e garantisce il pluralismo democratico e permette la partecipazione più ampia dei governati al governo degli ordinamenti di cui fanno parte.

Occorre ripristinare la legalità

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Per il Tribunale di Roma è evidente la sussistenza del periculum in mora, perché se si aspettassero i tempi del giudizio ordinario il Consiglio giungerebbe alla sua scadenza naturale, peccato che "la rilevanza costituzionale del diritto di elettorato passivo non tollera compressioni di sorta."

Pertanto, se c'è il ragionevole convincimento che il diritto di elettorato passivo è stato male attribuito, con conseguente violazione della corretta composizione dell'organo rappresentativo, occorre adottare i provvedimenti necessari a ripristinare la legalità.

OCF: "A Maria Masi buon lavoro"

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L'Ocf, preso atto del provvedimento depositato dal tribunale di Roma, ritiene "imprescindibile che l'Avvocatura si stringa intorno alle proprie rappresentanze". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio coordinamento. "Alla Vice-Presidente Maria Masi, che svolgerà la funzione apicale e che, insieme agli altri Consiglieri Nazionali in carica - continua la nota - , saprà assicurare la continuità dell'azione dell'organo di vertice dell'organismo Congressuale Forense a rappresentanza istituzionale forense, l'Ocf augura buon lavoro, assicurandole piena collaborazione, in modo che il concerto delle rispettive azioni - istituzionale e politica - e l'unitarietà dell'Avvocatura siano assolutamente garantiti, tanto più ora che occorre interagire con le forze di governo per garantire la tenuta del sistema di tutele dei diritti alla prova della grande emergenza sanitaria che stiamo attraversando".

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Scarica pdf ordinanza Trib. Roma n. 1275/2020
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(15/03/2020 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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