Come si configurano il sequestro e la confisca nei reati tributari con analisi di alcune particolari fattispecie e la guida completa da scaricare in pdf
sequestro di casa e auto con catene

Il sequestro e la confisca sono dei provvedimenti che, per finalità cautelari o punitive, sottraggono un certo bene, nel primo caso temporaneamente e nel secondo in maniera definitiva, dalla disponibilità di colui che li detiene.

Essi vengono utilizzati molto anche con riferimento ai reati tributari.

Sequestro, confisca ed evasione fiscale

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L'Italia, rispetto al tema dell'evasione fiscale, è un paese contraddittorio. Difatti, da una parte, dall'Unità ai giorni nostri si sono susseguiti oltre 80 interventi tra condoni e sanatorie con diverse modalità, destinati a soggetti differenti, e con svariati obiettivi, mentre dall'altra sono state inserite, via via, norme sia amministrative che penali - anche molto severe - al fine di prevenire e reprimere il fenomeno. Sembra la politica del bastone e della carota.

Negli ultimi anni, in particolare, si è assistiti ad una escalation punitiva finalizzata a sequestrare e poi confiscare (alle persone fisiche e alle persone giuridiche) quanto sottratto all'Erario, prevedendo forme di ablazione per equivalente o addirittura sulla base di presunzioni, senza cioè una condanna, o perfino in via preventiva. Sono state previste cause di non punibilità penale subordinate al pagamento integrale del tributo: l'obiettivo è, sempre più, incassare quanto dovuto dal contribuente.

La confisca nei reati tributari

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Il panorama normativo di riferimento, sul punto, è molto esteso.

Tra le molteplici norme di interesse possiamo ricordare l'articolo 12-bis del

Che cosa è e quali sono le differenze rispetto al decreto legge" href="https://www.studiocataldi.it/articoli/28686-il-decreto-legislativo.asp" class="keyword-link">decreto legislativo n.74/2000, che, al comma 1, stabilisce che se è pronunciata una condanna o vi è applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale con riferimento a un reato in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, il giudice deve sempre ordinare la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, con un'unica eccezione: quella in cui i beni appartengano a una persona estranea al reato.

Quando la confisca dei predetti beni non è possibile, il giudice dispone quella dei beni dei quali il colpevole abbia la disponibilità, per un valore che corrisponde a tale prezzo o profitto.

Interessante è anche il secondo comma del predetto articolo, in base al quale "La confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario anche in presenza di sequestro. Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta".

A tal ultimo proposito, può segnalarsi la sentenza n. 5728/2016, con la quale la Corte di cassazione penale ha chiarito che una simile affermazione è relativa "ai soli casi di obbligo assunto in maniera formale, tra i quali rientra l'ipotesi di accordo, raggiunto con l'Agenzia delle Entrate, per il pagamento rateale del debito di imposta". In ogni caso essa "non preclude l'adozione del sequestro preventivo ad essa confisca finalizzato, relativamente agli importi non ancora corrisposti; ovvero in presenza di un piano rateale di versamento, sia pure limitato agli importi non ancora corrisposti".

Il sequestro nei reati tributari

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Nei reati tributari è anche possibile, come detto in incipit, procedere al sequestro, secondo le modalità ordinarie previste dal codice penale.

In generale, il sequestro preventivo in ambito penale viene disposto quando vi è il pericolo che dalla libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa derivare l'aggravamento o la protrazione delle sue conseguenze o quando si teme che essa renda più agevole la commissione di altri reati. Lo stesso vale con riferimento ai reati tributari.

Sequestro nei reati tributari commessi dall'amministratore di una società

Una particolare ipotesi di sequestro nei reati tributari è quella connessa ai casi in cui il fatto delittuoso sia stato commesso dall'amministratore di una società.

A tale proposito, è interessante quanto stabilito dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 16523/2019, ove si legge che "in caso di reati tributari commessi dall'amministratore di una società, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto, nei confronti dello stesso, solo quando, all'esito di una valutazione allo stato degli atti sullo stato patrimoniale della persona giuridica, risulti impossibile il sequestro diretto del profitto del reato nei confronti dell'ente che ha tratto vantaggio dalla commissione del reato (Corte di cassazione, Sezione IV penale, 7 marzo 2018, n. 10418), dovendo, in altre parole, il Pm, prima di richiedere il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, procedere ad una valutazione, allo stato degli atti, della capienza patrimoniale dell'ente che ha tratto vantaggio dalla commissione del reato".