Cos'è il Trattamento di fine mandato, in quali ipotesi può essere corrisposto e come è tassato. Ecco cosa c'è da sapere sul TFM per gli amministratori
uomo che mostra soldi in ufficio

di Valeria Zeppilli - Alcune società riconoscono agli amministratori una specifica indennità, corrisposta una volta che l'incarico che hanno loro affidato giunge a conclusione.

Si tratta del TFM - Trattamento di fine mandato.

Cos'è il TFM

[Torna su]

Il Trattamento di fine mandato è una sorta di retribuzione differita, che deriva dall'accantonamento annuale di una quota del compenso da corrispondere agli amministratori in un apposito fondo.

La cifra risultante da tale accantonamento, soggetta a rivalutazione annua, viene corrisposta all'amministratore al termine del mandato.

Sotto certi aspetti, si tratta di un istituto assimilabile al TFR corrisposto ai lavoratori dipendenti.

Quando spetta il Trattamento di fine mandato

[Torna su]

A differenza di quest'ultimo, in ogni caso, il Trattamento di fine mandato non è oggetto di un obbligo di legge, ma il suo riconoscimento è frutto di una libera scelta dell'azienda che può decidere se corrisponderlo o meno al proprio amministratore.

Per poter riconoscere il TFM, tuttavia, è indispensabile che tale beneficio sia previsto nello statuto o in una delibera assembleare.

Come calcolare il TFM

[Torna su]

La discrezionalità che caratterizza il riconoscimento del Trattamento di fine rapporto fa sì che anche la definizione del suo ammontare sia rimessa alla libera scelta delle parti.

Questa, tuttavia, deve essere fatta tenendo conto di fattori fondamentali, come il volume d'affari dell'azienda, la sua capacità reddituale oltre che la realtà economica in cui opera e l'apporto in concreto dato dall'amministratore.

TFM e tassazione

[Torna su]

Il Trattamento di fine mandato, per gli importi inferiori a un milione di euro, può essere sottoposto a tassazione ordinaria o separata, a seconda di quale sia quella che risulti in concreto più conveniente. Se viene superato il predetto importo, invece, è obbligatoria la tassazione ordinaria, che si applica necessariamente anche quando il diritto al TFM non risulti da un atto avente data certa.

Va poi detto che gli amministratori possono interamente dedurre il Trattamento di fine mandato, per competenza, quando è presente il requisito della data certa anteriore all'inizio della collaborazione con la società, o per cassa, quando tale requisito manca.

Anticipo del TFM

[Torna su]

Sebbene manchi una normativa specifica in proposito, deve ritenersi che il Trattamento di fine mandato possa essere corrisposto, in alcuni casi eccezionali, anche prima che il rapporto tra amministratore e società cessi, al pari di quanto previsto per il TFR.

La definizione delle ipotesi in cui è possibile tale anticipo è rimessa alla discrezionalità delle parti, che spesso (ma non necessariamente) le individuano in quelle che possono dare diritto all'anticipo del Trattamento di fine rapporto, ovverosia: l'acquisto della prima casa per sé o per i figli, la necessità di sostenere spese sanitarie straordinarie e la fruizione di congedi parentali o formativi.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
Condividi
Feedback

(31/01/2020 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Giustizia: stop udienze fino all'11 maggio
» Gli avvocati sono dalla parte dei medici