Tra legge di bilancio e decreto fiscale, sono diverse le nuove tasse etiche ma anche quelle "occulte", che sono passate sotto traccia
donna arrabbiata che mangia foglio con tasse

di Gabriella Lax - Tutela della salute, difesa dell'ambiente, lotta al gioco d'azzardo la legge di bilancio 2020 è pronta ad offrire all'Erario oltre 13 miliardi di euro nel prossimo quadriennio con una media di circa 3.4 miliardi all'anno relativamente alle cosiddette "tasse etiche". Ma ci sono anche 6 miliardi di euro di "tasse occulte", ossia passate sotto traccia.

Vediamo:

La plastic tax

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La tassa più significativa, ed anche una delle più discusse, è quella sulla plastica. Come riferisce Italia Oggi, è vero che l'imposta sul consumo dei manufatti in plastica rispetto a quanto previsto inizialmente è stato poi ridimensionata: da 1 euro ora si passa a 45 centesimi per chilogrammo di materia plastica contenuta manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi), porterà poco meno di 3 miliardi di euro nei prossimi quattro anni con una media di circa 690 milioni l'anno. Grazie al calcolo del servizio bilancio del Senato ai 45centesimi per kg dovrebbero mancare all'appello poco più di 100 milioni di euro l'anno riducendo l'incasso totale da 3 miliardi a circa 2.5 miliardi.

Tassa sul gioco

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Nel caso delle tasse sulle vincite sale al 20% il prelievo oltre i 500 euro. L'aumento farà guadagnare allo Stato oltre 1.2 miliardi nel prossimo quadriennio con una media di 311 milioni per annualità. La tassa è stata introdotta nel 2011 con aliquota del 6% sulla parte della vincita eccedente euro 500 per alcuni giochi, tra cui gli apparecchi videolottery i giochi numerici a totalizzatore nazionale e le lotterie nazionali ad estrazione istantanea. Successivamente nel 2017 il prelievo è salito al 12%.

Tabacchi e sugar tax

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Ed ancora grazie all'aumento delle accise sui tabacchi e all'introduzione dell'imposta di consumo sui prodotti accessori al consumo tabacchi da fumo ci si aspetta un'entrata si poco meno di mezzo miliardo in quattro anni. La parte più rilevante proviene dall'incremento delle accise con una media di 88 milioni di incasso l'anno. L'articolo 1 comma 659 della legge di bilancio 2020 aumenta sia le accise che gravano sui tabacchi lavorati (aumentate da 30 a 35 euro, da 32 a 37 euro, da 125 a 130 euro rispettivamente per sigari, sigarette e tabacco tranciato), sia l'onere fiscale minimo sulle sigarette, che sale dal 95,22% al 96,22% della somma dell'accisa globale e dell'Iva.

Dalla tassa sugli zuccheri, la cosiddetta sugar tax incasso dovrebbe essere di circa un miliardo di euro nel prossimo quadriennio con una media di 256 milioni per anno. La normativa prevede l'applicazione di un'imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate nella misura di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e di 0,25 euro per chilogrammo nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione. Sono escluse dall'imposta sono le bevande edulcorate cedute direttamente dal fabbricante nazionale per il consumo in altri Paesi dell'Unione europea ovvero destinate, dallo stesso soggetto, ad essere esportate.

Le tasse occulte

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Tra legge di bilancio e decreto fiscale, il governo però è riuscito ad inserire nuove imposte senza che nessuno se ne accorgesse. Saranno quindici nei prossimi tre anni ed avranno un valore di 6 miliardi di euro.

Stretta sulle compensazioni di 5191 milioni di euro per il 2020, abrogazione del super iper ammortamento 388 mln nel 2020, che diventano 778 nel 2021 e nel 2022; sostituzione mini Ires con Ace dal 2021 778,2 mln e 5191 nel 2022; unificazione Imu e Tasi 14,45 nel 2020, 68,53 nel 2021, 44,83mln nel 2022; e poi ancora ci sono il mancato rinnovo della cedolare, la rimodulazione delle detrazioni, la tracciabilità delle detrazioni, l'abrogazione super forfait, nuove cause ostative forfettario, inclusione reddito forfait per benefici, accise tabacchi e tasse su accessori tabacchi. Come si legge, la voce più rilevante è la prima, la stretta sulle compensazioni che arriva quasi a 5 miliardi. La maggior parte dei contribuenti non potranno usare in compensazione i propri crediti d'imposta per gran parte del 2020 con la conseguenza che imposte che altrimenti sarebbero state compensate dai crediti vantati nei confronti dell'erario dovranno invece essere effettivamente versate. Anche l'abrogazione del super e dell'iper ammortamento avrà effetti pesanti sulle tasche dei contribuenti, stimati intorno ai 400 milioni.

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(23/01/2020 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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