Diverse proposte di legge, in discussione nelle aule parlamentari, mirano a modificare il codice civile e quello penale per rafforzare la tutela degli animali
cane e gatto sotto la coperta

I diritti degli animali

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Negli ultimi anni, il dibattito si è soffermato in maniera sempre più pregnante sul tema dei diritti degli animali, da molti considerati veri e propri esseri senzienti e per questo meritevoli di una legislazione apposita volta a disciplinarne i diritti distinguendoli da altri "oggetti".
La discussione sul tema è attiva nelle aule parlamentari, grazie ai numerosi disegni di legge che sono attualmente al vaglio della Camera e del Senato e su cui si stanno soffermando i lavori in seno alle Commissioni competenti (in particolare a Palazzo Madama dove si stanno esaminando congiuntamente ben 7 testi) nonostante i rallentamenti provocati dalla pandemia legata alla diffusione del virus COVID-19.
Lo scorso novembre, anche il Presidente LAV, Gianluca Felicetti e l'Avvocato Carla Campanaro, responsabile dell'Ufficio Legale, sono stati ascoltati in Senato durante le audizioni della Commissione Affari Costituzionali, e hanno presentato una relazione a sostegno delle proposte di miglioramento del Codice penale e per la modifica del Codice Civile che ancora considera gli animali come "beni mobili".
In Commissione Affari Costituzionali, invece, si è discusso sulle proposte dei disegni di legge che intendono inserire la tutela dell'ambiente e degli animali nella Costituzione.

V. anche la guida I diritti degli animali

Delitti contro il sentimento degli animali: pene inasprite

Alcuni dei disegni di legge di cui parliamo si soffermano su modifiche che dovrebbero interessare il codice penale, aventi quale conseguenza l'innalzamento dei minimi e dei massimi edittali, nonché degli importi minimi e massimi delle multe previsti per i reati di cui al titolo IX-BIS del codice penale stesso, ovvero i delitti contro il sentimento degli animali; ancora, nei casi in cui la pena pecuniaria è prevista come alternativa a quella detentiva, si punta a prevedere che la stessa diventi congiunta ad essa.

Maltrattamento e uccisione di animali

Per il reato di uccisione di animali di cui all'art. 544-bis c.p., ad esempio, il minimo edittale potrebbe essere innalzato da quattro mesi a un anno di reclusione, fino a un massimo di cinque anni di reclusione, anziché i due attuali, per chiunque cagioni, per crudeltà o senza necessità, la morte di un animale.
Pene inasprite anche per i casi di uccisione o danneggiamento di animali altrui, nonché per i casi di delitti contro capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria.
Per il reato di maltrattamento di animali di cui all'art. 544-ter del codice penale, invece, la pena detentiva attualmente prevista sarebbe aumentata, sia quanto al minimo che quanto al massimo edittale, e i trasgressori rischierebbero da sei mesi a quattro anni di reclusione.
La pena pecuniaria sarebbe congiunta a quella detentiva, con importi nettamente aumentati: si passa da un minimo di 5.000 euro e un massimo di 30.000 euro a un nuovo minimo di 10.000 euro e un massimo di 50.000 euro.
Pene inasprite anche per l'organizzazione e promozione di spettacoli o manifestazioni vietati e di combattimenti tra animali, nonché per l'ipotesi di allevamento e addestramento di animali finalizzati alla loro partecipazione ai combattimenti e per l'organizzazione o effettuazione di scommesse. Novità sono previste anche in caso di confisca e pene accessorie.

Punito chi istiga a commettere delitti in danno di animali

In aggiunta ai delitti attualmente disciplinati dal codice penale, le proposte di legge prevedono anche legge l'introduzione, nel nostro ordinamento, di un'apposita fattispecie di reato per chiunque pubblicamente istighi a commettere, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma, i delitti in danno di animali previsti dagli articoli 544- bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies, 638 e 727. In tali casi, si applicherebbe una pena detentiva che va da un minimo di un anno ad un massimo di tre anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro.
Inoltre, al fine di contrastare la diffusione di materiale audiovisivo e di immagini inerenti crimini perpetrati sugli animali, si prevedono pene aumentate qualora l'autore di delitti, dopo avere realizzato immagini o video, ne dà divulgazione attraverso strumenti informatici o telematici.
Anche l'abbandono di animali non è escluso dall'innalzamento delle pene: chi commette il reato suddetto rischia una pena detentiva fino a tre anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro, in luogo dell'attuale arresto fino a un anno o, in alternativa, dell'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Modifiche al codice civile

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Le proposte di legge mirano altresì a modificare le disposizioni del codice civile che riguardano gli animali e a formularne di nuove a loro tutela: oltre all'esempio delle normative in vigore in altri paesi, le proposte prendono le mosse anche da alcune sentenze che hanno iniziato a riconoscere l'elemento "tutela degli animali", ad esempio nel diritto al soccorso.
Si ritiene indispensabile che gli animali siano riconosciuti quali veri e propri esseri senzienti, affinché il codice civile ne possa promuovere e garantire la vita, la salute e un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche.

Affido animali familiari in caso di separazione

Tra le proposte più interessanti si segnala quella inerente l'affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi proprietari o detentori di un animale familiare, o in caso di scioglimento dell'unione civile.
In tal caso, si affiderebbe al Tribunale competente per la separazione, in mancanza di un accordo tra le parti, sentiti i coniugi e, se del caso, familiari conviventi e la prole, nonché esperti di comportamento animale, nell'esclusivo interesse dell'animale, l'affidamento dello stesso in via esclusiva al coniuge che ne garantisce il migliore benessere psicofisico ed etologico. Tra le ipotesi emerge anche quella di un affido in via condivisa, con obbligo di dividere le spese.
Addirittura, si pensa di ricomprendere anche il dovere di assicurare benessere all'animale tra quei diritti e doveri che si trasmettono agli eredi mortis causa in caso di decesso del proprietario o del detentore di un animale.

Luoghi sempre accessibili dagli animali da compagnia

Una novità che non ha mancato di far discutere è quella che mira a consentire sempre l'accesso degli animali da compagnia, al seguito del proprietario o detentore, nei locali pubblici o privati aperti al pubblico, nei mezzi di trasporto pubblico o che forniscono un servizio pubblico.
L'accesso sarebbe consentito agli animali, purché accompagnati, anche negli uffici pubblici, negli uffici aperti al pubblico, nelle case di riposo, nelle scuole e nei luoghi di culto. Viene invece vietato l'accesso nei suddetti luoghi degli animali la cui detenzione è vietata.

Segnalazione animali abbandonati

Interessante è anche l'introduzione di un vero e proprio obbligo di segnalazione di animali abbandonati: in pratica, qualora si trovi un animale vagante, sarà necessario darne avviso, anche tramite la polizia locale, al sindaco del luogo in cui è effettuato il ritrovamento, indicando le relative circostanze. Invece, chi trovi un animale ferito o altrimenti in pericolo sarebbe tenuto, se in grado, a prestargli l'assistenza occorrente e, in ogni caso, a darne immediato avviso all'autorità competente.
Scarica pdf D.D.L. n. 76/2019
Scarica pdf D.D.L. n. 360/2019
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Foto: 123rf.com
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