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Decreto terremoto 2019: ok del Governo

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Aiuti per gli imprenditori under 46, priorità per la ricostruzione degli edifici scolastici, procedure più celeri e proroga stato di emergenza fino al 2020. Tutte le novità del nuovo decreto terremoto
edificio distrutto da un terremoto

di Annamaria Villafrate - Via libera al nuovo decreto terremoto da parte del Consiglio dei Ministri. Tante le novità del testo che reca misure per le zone del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 e che dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d'emergenza per i territori colpiti.

  1. Decreto terremoto 2019
  2. Proroga stato di emergenza
  3. Velocizzato iter ricostruzione
  4. Resto al Sud anche per le zone terremotate

Decreto terremoto 2019

Il decreto sisma 2019 recante "disposizioni per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici" è stato approvato ieri sera dal Cdm al fine di introdurre ulteriori interventi urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.

Proroga stato di emergenza

Tra le principali disposizioni previste, si legge nel comunicato di palazzo Chigi, c'è la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d'emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Vengono inoltre ridotti al 60% gli importi da restituire in relazione alla c.d. "busta paga pesante", ovvero il taglio degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall'agosto del 2016 a tutto il 2017 e che non dovranno più essere restituiti in misura integrale ma limitata al 40%.

Velocizzato iter ricostruzione

Inoltre, una serie di misure sono state previste in accoglimento delle "richieste manifestate dai territori interessati". Nello specifico, per velocizzare il ripristino in generale degli edifici delle zone terremotate l'art. 3 snellisce l'iter per la ricostruzione, la riparazione e il ripristino degli immobili privati.

Priorità massima, ai sensi dell'art 2, alla ricostruzione delle scuole, nello stesso punto in cui sorgevano prima del terremoto, con l'impegno di non mutare la destinazione urbanistica delle aree.

Agli Uffici speciali per la ricostruzione il compito di convocare la Conferenza Regionale in tutti casi in cui è necessario acquisire dei pareri di compatibilità ambientale e paesaggistica o per tutelare i beni culturali, ma anche per vagliare le domande avanzate per ottenere i contributi pubblici necessari per le abitazioni principali e le attività produttive. Verifiche a campione su base mensile sul 20% delle domande di contributo avanzate.

Entro il 31 dicembre 2019 le Regioni, come previsto dall'art 5 del decreto, dovranno aggiornare i siti per lo stoccaggio delle macerie. In mancanza di un intesa spetterà al Commissario straordinario provvedere all'aggiornamento del piano.

Resto al Sud anche per le zone terremotate

La misura prevista per gli imprenditori under 46 nota come "Resto al Sud" viene estesa dall'art 6, anche ai giovani imprenditori dei comuni che fanno parte del cratere del terremoto. Per fare fronte a questi nuovi destinatari le risorse assegnate al Cipe vengono incrementate di 20 milioni di euro. L'aiuto consiste per il 35% in un finanziamento a fondo perduto, per il restante 65% in un prestito bancario i cui interessi sono coperti da un aiuto ad hoc.

Si allungano i tempi dal 2018 al 2020 con i quali i Comuni possono pagare i mutui concessi da CdP. Due milioni infine per le imprese agricole nel 2019 e altrettanti nel 2020.


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(22/10/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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