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Art. 32 Costituzione

Guida all'articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute degli individui e limita i trattamenti sanitari obbligatori
un medico con stetoscopio mostra un cuore

di Valeria Zeppilli - L'articolo 32 della Costituzione si occupa della tutela della salute, elevandola a diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività.

Indice:

  1. Che cos'è il diritto alla salute
  2. Le cure agli indigenti
  3. Art. 32 Costituzione e TSO
  4. Art. 32 Costituzione e consenso informato
  5. Il testo dell'art. 32 Costituzione

Che cos'è il diritto alla salute

Ma che cos'è il diritto alla salute?

Si tratta del diritto di ogni individuo a godere di un benessere innanzitutto fisico, ma anche psicologico e sociale, indispensabile per una corretta integrazione nel proprio ambiente naturale.

La lesione del diritto alla salute determina l'obbligo, per il responsabile, di risarcire il danno sempre e comunque, anche se il danneggiato non è capace di produrre reddito.

Del resto, come accennato, la Costituzione considera la salute non solo un diritto del singolo, ma un'interesse della collettività e quindi un elemento del patrimonio sociale comune.

Le cure agli indigenti

Questo ultimo aspetto emerge indirettamente anche dalla tutela apprestata dal nostro ordinamento alla salute degli indigenti che, per espressa previsione dell'articolo 32 della Costituzione, è garantita dalla Repubblica.

Non a caso in Italia è stato istituito un servizio sanitario nazionale rivolto a tutti i cittadini, quali che siano le loro condizioni economiche, ma anche giuridiche o sociali.

Art. 32 Costituzione e TSO

Il secondo comma dell'art. 32 Costituzione prevede un importante principio da rispettare nella tutela della salute degli individui, con il quale questa deve sempre confrontarsi.

Si sancisce, infatti, che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e che la legge non può comunque violare mai i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Il principio viene in rilievo innanzitutto con riferimento ai TSO, la cui legittimità è subordinata al rispetto di specifiche e fondamentali prescrizioni. Su di essi è intervenuta, ad esempio, la Corte costituzionale che, con la sentenza numero 307/1990, ha sancito che di per sé la legge che impone un trattamento sanitario non è incompatibile con l'articolo 32 Costituzione; è però indispensabile, a tal fine, che il trattamento sia volto non solo a migliorare o tutelare la salute di chi vi è assoggettato ma anche a preservare la salute degli altri. Infatti, si legge in sentenza, "è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell'uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale".

Art. 32 Costituzione e consenso informato

Il secondo comma dell'articolo 32 è alla base anche della disciplina del consenso informato, che deriva dal principio secondo il quale, se non vi è un'esigenza di tutela della salute della collettività, non è possibile imporre un trattamento sanitario.

In tale contesto si inserisce il consenso informato, che è quello che ogni paziente deve prestare prima di sottoporsi a ogni intervento terapeutico e che si caratterizza per una compiuta informazione che il medico deve dare al paziente circa tutte le caratteristiche e tutti i risvolti possibili o probabili dello stesso.

Il testo dell'art. 32 Costituzione

Riportiamo qui di seguito il testo dell'articolo 32 Costituzione.

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(12/12/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

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