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Ddl Anticorruzione cosa prevede

Dal Daspo a vita all'addio alla prescrizione dopo il primo grado ecco cosa prevede il Ddl Anticorruzione (o Ddl Spazzacorrotti) approvato dalla Camera
mela marcia con sopra scritto parola corruzione
di Lucia Izzo - Semaforo verde per il Ddl Anticorruzione che passa alla Camera con 288 voti a favore, 143 contrari e 12 astenuti (leggi anche Ddl Anti-corruzione: ok della Camera). Il testo passa ora all'esame del Senato dove è stata già preannunciata la correzione dell'emendamento sul peculato, approvato a scrutinio segreto contro il parere della maggioranza. Il via libera definitivo, in terza lettura, è atteso entro fine anno come preannunciato dall'esecutivo.

  1. Ddl Spazzacorrotti: la ratio
  2. Daspo a vita per i corrotti
  3. Corruzione: la figura del "pentito"
  4. Stop prescrizione dopo il primo grado
  5. Il nuovo reato di peculato
  6. Agente sotto copertura
  7. Partiti politici: maggiore trasparenza e controlli

Ddl Spazzacorrotti: la ratio

Il disegno di legge c.d. «spazza corrotti» del governo Lega-M5S mira in particolare a contrastare i reati contro la P.A. e sulla trasparenza di partiti e movimenti politici, ma contiene anche la riforma della prescrizione introdotta dopo un braccio di ferro tra Di Maio e Salvini.

Dal rafforzamento delle pene accessorie nei reati contro la P.A. ai meccanismi di trasparenza per i finanziamenti a partiti, fondazioni ad essi collegati e associazioni, ecco le maggiori misure adottate nel testo licenziato alla Camera.

Daspo a vita per i corrotti

Il provvedimento rafforza e inasprisce le pene accessorie nei reati contro la P.A. introducendo, in caso di condanna per un'ampia e allargata platea dei reati, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero il c.d. "Daspo", misura ispirata al divieto di ingresso allo stadio per i tifosi violenti.

La modifica all'art. 317-bis del c.p., inoltre, stabilisce anche la sanzione accessoria dell'incapacità in perpetuo di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio.

Se viene inflitta la reclusione per un tempo non superiore a due anni o se ricorre la circostanza attenuante prevista dall'articolo 323-bis, primo comma (fatti di particolare tenuità), dell'interdizione e il divieto temporanei avranno durata non inferiore a cinque anni né superiore a sette anni.

Sanzioni ridotte (durata non inferiore a un anno né superiore a cinque) anche nei confronti di chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati per l'individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite

La riabilitazione sarà tecnicamente possibile: decorso un termine non inferiore a sette anni dalla riabilitazione, la pena accessoria perpetua sarà dichiarata estinta qualora il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

Corruzione: la figura del "pentito"

Viene introdotta la figura del «pentito» attraverso una norma ad hoc nel codice penale (art. 323-ter) in cui viene cristallizzata la causa di non punibilità che scatta in presenza di autodenuncia.

Non è punibile, in sostanza, colui che prima dell'iscrizione a suo carico della notizia di reato nel registro degli indagati e, in ogni caso, entro sei mesi dalla commissione del fatto, lo denuncia volontariamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili.

La non punibilità del pubblico ufficiale, dell'incaricato di un pubblico servizio o del trafficante di influenze illecite è subordinata alla messa a disposizione dell'utilità percepita o, in caso di impossibilità, di una somma di denaro di valore equivalente ovvero all'indicazione di elementi utili a individuarne il beneficiario effettivo, entro il medesimo termine di cui sopra.

La causa di non punibilità non si applica quando la denuncia è preordinata rispetto alla commissione del reato denunciato.

Stop prescrizione dopo il primo grado

Rilevante è la norma che sospende il corso della prescrizione della data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). Norma che, dopo il braccio di ferro tra Lega e M5S, si deciso di far entrare in vigore dal primo gennaio 2020.

Il primo comma dell'art. 158 c.p. verrà cosi riformulato: "Il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l'attività del colpevole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione".

Invece, il secondo comma dell'art. 159, sarà modificato prevedendo che: "Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell'irrevocabilità del decreto di condanna".

Il nuovo reato di peculato

L'emendamento sul peculato, presentato dall'ex M5S Catello Vitiello, ha destato particolare scalpore stante l'approvazione a scrutinio segreto e contro le intenzioni di maggioranza e dello stesso governo. Una correzione all'emendamento verrà presumibilmente operata al Senato.

La modifica va a incidere sull'art. 323 c.p. (Abuso d'ufficio), ridefinendo il peculato e ammorbidendo le pene.

Il nuovo comma introdotto in sede di emendamento prevede che: "la pena non può essere inferiore a due anni se il fatto del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio consiste nella appropriazione mediante distrazione di somme di denaro o di altra cosa mobile altrui delle quali ha il possesso o comunque l'autonoma disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, nell'ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento che appartenga alla sua competenza".

Agente sotto copertura

Il d.d.l., inoltre, estende anche al contrasto di alcuni reati contro la P.A., tra cui la corruzione, la possibilità di avvalersi delle operazioni di polizia sotto copertura.
Si esclude, di conseguenza, la punibilità degli ufficiali di P.G. che, al solo fine di acquisire elementi di prova, tengano condotte che costituirebbero reato.

Partiti politici: maggiore trasparenza e controlli

Nel provvedimento trova spazio anche un nutrito ventaglio di norme riguardanti la trasparenza, la tracciabilità e il controllo dei partiti, movimenti politici e fondazioni e associazioni a essi collegate. Partiti e movimenti politici avranno l'obbligo di rendicontazione di contributi e prestazioni ricevute il cui valore superi i 500 euro. Basterà invece rilasciare una ricevuta in caso di contributi occasionalmente corrisposti nel corso di manifestazioni ed eventi politici pubblici, di importo inferiore a 500 euro.

Sarà vietato, invece, ricevere contributi, prestazioni gratuite o altre forme di sostegno a carattere patrimoniale, in qualsiasi modo erogati, da parte di persone fisiche o enti che vogliano rimanere anonimi, dichiarandosi contrari alla pubblicità dei relativi dati.

Vietato, altresì, ricevere contributi provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero e da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto.

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di trasparenza, il testo stabilisce l'equiparazione di fondazioni, associazioni e comitati a partiti e movimenti politici in tutta una serie di casi. Ad esempio, quando la composizione degli organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici.

Niente finanziamenti ai partiti dalle coop sociali

Infine, approvato l'emendamento di Fratelli d'Italia che modifica la Legge n. 195/1974 stabilendo che le cooperative sociali non possano finanziare i partiti: nel dettaglio, saranno vietati finanziamenti o contributi, erogati dalle cooperative sociali sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo, a favore di partiti o loro articolazioni politico-organizzative e di gruppi parlamentari.

Candidati politici: online curriculum vitae e certificato penale

Sempre a tutela della trasparenza, in occasione delle competizioni elettorali di qualunque genere, (escluse quelle in Comuni con meno di 15mila abitanti), partiti e movimenti politici avranno l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet istituzionale il curriculum vitae dei loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario non oltre venti giorni prima della data fissata per la consultazione elettorale.

Contributi a candidati e partiti politici: la delega al Governo

Il testo prevede che, entro un anno dall'approvazione del d.d.l, il Governo debba adottare un Testo Unico che riunisca le novità e le disposizioni in materia di contributi ai candidati alle elezioni e ai partiti e ai movimenti politici, di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie, nonché in materia di trasparenza, democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta a loro favore.

(23/11/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com

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