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Caso Dj Fabo-Cappato: da Consulta un anno al Parlamento

La Consulta si esprime sul caso Dj Fabo-Cappato dando un anno al Parlamento per legiferare sul fine vita
uomo cammina verso la luce

di Marina Crisafi - Un anno al Parlamento per legiferare sull'aiuto al suicidio. È l'aut-aut lanciato dalla Consulta che si è espressa ieri sul caso Dj Fabo-Cappato.

La vicenda

La nota vicenda su cui si è espressa ieri la Corte Costituzionale riguarda Marco Cappato, militante radicale ed esponente dell'associazione «Luca Coscioni» che ha accompagnato in Svizzera il Dj Fabo, rimasto tetraplegico, cieco e non autosufficiente a seguito di un incidente stradale, per ricorrere, su volontà dello stesso dj, al suicidio assistito. Cosa avvenuta il 27 febbraio dello scorso anno. In seguito, la procura di Milano aveva chiesto l'assoluzione del radicale o l'invio degli atti alla Consulta per valutare la disposizione penale (ndr. Art. 580 c.p.) e la Corte d'Assise meneghina aveva optato per la seconda ipotesi evidenziando come la norma oggi in vigore reputa il suicidio fatto "in sè riprovevole" e il diritto alla vita "tutelabile a prescindere dalla volontà dell'individuo". Tale interpretazione sarebbe in contrasto con gli articoli della Costituzione e della Cedu secondo i quali il diritto a mettere fine alla propria vita è espressione della libertà della persona.

Corte Costituzionale: aut-aut al Parlamento sul fine vita

La Corte costituzionale, riunita ieri in camera di consiglio, "ha rilevato che l'attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti".

E ha quindi dato "appuntamento" al legislatore al 24 settembre 2019. Poco più di un anno per "intervenire con un'appropriata disciplina" che risolva normativamente il tema dell'aiuto al suicidio e colmi i vuoti di tutela costituzionale.

Si tratta di un'ordinanza senza precedenti, per ora anticipata solo dal comunicato del giudice delle leggi, con cui la Consulta ha solo rinviato la trattazione della questione di costituzionalità dell'art. 580 del codice penale (che sanziona con la detenzione da 5 a 12 anni le condotte di agevolazione al suicidio), sospendendo il processo. Ciò significa che se entro quel preciso lasso di tempo il legislatore non provvederà ci sarà un intervento diretto della Corte.

Il fine vita in Italia

La decisione della Consulta "è un'occasione importante per il Parlamento. Serve più che mai adesso aprire il dibattito su un argomento delicato rispetto al quale ci deve essere attenzione e sensibilità. La politica affronti il tema" è l'immediata razione su Twitter del presidente della Camera Roberto Fico.

Una disciplina della decisione sulla fine della propria vita è infatti assente nell'ordinamento giuridico italiano, nonostante le diverse battaglie e le proposte di legge che hanno chiesto di rendere legale l'eutanasia. Il Parlamento, si ricorda, ha legiferato, da circa un anno, solo sul biotestamento, che dà la possibilità di esprimere le proprie scelte sui trattamenti sanitari (con le Dat).

Leggi la guida sul biotestamento

(25/10/2018 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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