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Gestione Separata INPS: stop iscrizioni d'ufficio?

Il Governo ha invitato l'Istituto a porre fine all'Operazione Poseidone, fermando le iscrizioni d'ufficio che hanno coinvolto migliaia di avvocati e liberi professionisti
inps
di Lucia Izzo - Il Governo punta a fermare le iscrizioni d'ufficio alla Gestione separata INPS che hanno coinvolto migliaia di liberi professionisti. Lo ha annunciato il Sottosegretario al lavoro Claudio Durigon nel corso di un'interrogazione a risposta immediata tenutasi il 9 ottobre 2018 a Montecitorio.

«Il nostro governo, ritenendo fondate le ragioni dei professionisti coinvolti», ha dichiarato il sottosegretario, «al fine di garantire un'azione efficace e uniforme sul tutto il territorio nazionale, ha provveduto a invitare l'Inps a valutare l'opportunità di agire in autotutela, annullando le iscrizioni d'ufficio alla gestione separata, a eccezione di quelle relative a professionisti che abbiano comunque ritenuto di versare alla gestione separata dell'Istituto, senza adire le vie legali, per vedersi riconosciuta un'anzianità contributiva utile ai fini pensionistici, per annualità altrimenti non coperte da contribuzione a tal fine».

In sostanza, con l'invito all'INPS a interrompere le iscrizioni d'ufficio e le conseguenti richieste di integrazione contributiva, il Governo ha manifestato la chiara intenzione di porre fine alla c.d. "Operazione Poseidone".

  1. Gestione Separata INPS: le incertezze sull'iscrizione
  2. Professionisti contro l'Operazione Poseidone
  3. Verso il superamento del contenzioso con i professionisti?

Gestione Separata INPS: le incertezze sull'iscrizione

La vicenda prende le mosse dalla c.d. riforma Dini (Legge n. 335/1995) che, dal 1° gennaio 2016, ha istituito la c.d. Gestione separata presso l'INPS.
In breve, si tratta di un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati in cui è prevista l'iscrizione di tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale, nonché i titolari di rapporti di collaborazione e gli incaricati alla vendita a domicilio.

Proprio nel corso della suddetta Interrogazione, Durigon ha rammentato le categorie di professionisti obbligati all'iscrizione alla Gestione separata INPS e lo ha fatto sottolineando come sia stata da sempre «controversa la platea dei soggetti obbligati all'iscrizione presso la suddetta gestione».

Incertezza a cui ha tentato di ovviare l'interpretazione autentica, con efficacia retroattiva, fornita dal legislatore (con la legge 111/2011), secondo cui «sono tenuti all'iscrizione della gestione separata esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui servizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali, o coloro che versano all'ente di competenza quanto lo stesso richiede in base a proprie scelte ordinistiche interne».

Ciononostante, la vicenda dell'iscrizione alla Gestione Separata INPS per i professionisti è sempre stata connotata da dubbi interpretativi: in particolare, non è stato chiaro se dovessero iscrivervisi i professionisti iscritti solo all'albo di categoria, e non alla Cassa, ovvero coloro che avevano versato la sola contribuzione integrativa al proprio ente e non quella soggettiva (non essendovi tenuti).

Professionisti contro l'Operazione Poseidone

L'INPS, attraverso la c.d. Operazione Poseidone, ha provveduto nel corso del 2009 (con decorrenza dal 1° gennaio 2007) a iscrivere d'ufficio alla gestione separata i soggetti con redditi professionali non assoggettati al prelievo del contributo soggettivo presso gli enti previdenziali di riferimento.

Ciò in quanto, secondo l'orientamento dell'Istituto, il contributo integrativo versato alla Cassa di appartenenza non avrebbe assicurato una posizione previdenziale utile ai fini pensionistici.

A schierarsi contro l'Operazione Poseidone sono stati soprattutto i giovani avvocati, particolarmente colpiti dai suoi effetti: secondo un regolamento interno, infatti, in caso di redditi minimi (guadagno inferiore a 5mila euro annui) il professionista sarebbe stato esentato dall'obbligo di iscrizione e al versamento di contributo alla Cassa Forense.

Invece, la decisione dell'INPS avrebbe assoggettato anche gli avvocati con redditi bassi al pagamento della quota contributiva prevista dalla Gestione Separata. Conseguenze negative non dissimili sono state affrontate anche da altre categorie di professionisti, tra cui architetti e ingegneri iscritti a Inarcassa.

Verso il superamento del contenzioso con i professionisti?

L'invito del Governo rivolto all'INPS, volto alla sospensione dell'Operazione Poseidone e all'annullamento delle migliaia di iscrizioni d'ufficio, è stato dettato dall'esito dei numerosi contenziosi promossi dai professionisti e che hanno visto in gran parte dei casi la soccombenza dell'Istituto (per approfondimenti: Avvocati: no alla gestione separata Inps).

Laddove, come avvenuto fino ad oggi, l'INPS non dovesse uniformarsi all'invito dell'esecutivo, è probabile che si passerà dalle parole ai fatti, ovvero a interventi maggiormente incisivi per porre fine ai contenziosi (ancora in corso) avviati dai migliaia di professionisti coinvolti nell'iscrizione d'ufficio.

I firmatari dell'Interrogazione, nel dettaglio, suggeriscono di inviare un esposto alla Corte dei Conti così "da far capire all'INPS che deve rispettare la legge, che deve rispettare l'interpretazione autentica del Parlamento e che deve rispettare soprattutto tutti i liberi professionisti".

(15/10/2018 - Lucia Izzo)
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