La Cassazione conferma: se il pericolo è evidente, la palestra non risarcisce cadute post-doccia. Il caso riguarda tappetino arrotolato e pavimento bagnato


La Cassazione, con l'ordinanza n. 3652, ha stabilito che una palestra non è responsabile per una caduta causata da un tappetino parzialmente arrotolato e una chiazza d'acqua sul pavimento, se il rischio era evidente e prevedibile.

Il caso riguardava una donna che, dopo la doccia, scivolava sul tappetino e si fratturava un piede. In primo grado il tribunale le aveva riconosciuto 16.000 euro di risarcimento, ma in appello il verdetto è stato ribaltato, condannandola anche alle spese.

La Cassazione ha confermato la decisione, evidenziando che la frequentatrice abituale conosceva il luogo e il pericolo, che era facilmente percepibile e quindi evitabile con normale attenzione. Secondo la Corte, la caduta derivava da un comportamento imprudente della donna, non da una "insidia" nascosta.

In termini giuridici, si applicano il caso fortuito e il fatto colposo del danneggiato, escludendo la responsabilità della palestra. Tuttavia, la Corte ha accolto la censura relativa alle spese di primo grado, che non erano state effettivamente sostenute dalla società contumace.

In sostanza, la sentenza ribadisce che chi frequenta abitualmente una struttura deve prestare attenzione ai pericoli evidenti: la prudenza personale può escludere il risarcimento.


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